Peelers: zombi e stripper!

I primissimi minuti di Peelers, diretto nel 2016 da Sevè Schelenz, ci lasciano immediatamente intuire che la oltre ora e mezza di visione in questione è tranquillamente classificabile nel filone degli zombie movie.

Sebbene, in realtà, non appaiano strettamente definibili come veri e propri morti viventi le creature tirate in ballo durante la vicenda che ha per protagonista la Blue Jean dalle fattezze di Wren Walker, proprietaria di uno strip club prossimo alla chiusura.

Strip club in cui, appunto, decidono di trascorrere la serata alcuni minatori che, entrati a contatto con una sostanza liquida, di colore nero, che sembrava petrolio, non tardano a trasformarsi nei mostruosi esseri in questione, caratterizzati da occhi neri e dall’aria di indemoniati, ancor prima che d’infetti proto-28 giorni dopo.

Esseri che, chiaramente, non possono fare a meno di rivelarsi l’attrazione principale dell’insieme, la cui idea di base potrebbe risultare in un certo senso accostabile a quelle di altre pellicole horror immersi tra le mura di uno strip club, dal sottovalutato Vamp di Richard Wenk al già classico Dal tramonto all’alba di Robert Rodriguez, fino allo Zombie strippers! Interpretato nel 2008 da Robert”Freddy Krueger”Englund e dalla porno star Jenna Jameson.

Peelers, però, ad eccezione di pochissimi fotogrammi, si svolge del tutto – probabilmente per sfruttare al meglio il basso budget – all’interno del locale, con generosi nudi femminili di spogliarelliste che finiscono per rappresentare il piatto forte dell’operazione quanto l’abbondanza di splatter.

Del resto, una volta che ha dedicato il breve tempo necessario alla presentazione dei diversi personaggi, Schelenz non esita a sbizzarrirsi in copiosi spargimenti di frattaglie e liquido rosso, tra decapitazioni, corpi infilzati e motoseghe che non vengono certo lasciate spente.

Quindi, mentre in mezzo al manipolo di coraggiosi individui in lotta per la sopravvivenza troviamo anche una ragazza incinta, i fan del blood’n’gore non rimangono certo delusi, travolti da un b-movie veloce e senza troppe pretese, nonostante l’avvertibile retrogusto anticapitalista suggerito soprattutto nel corso della fase conclusiva.

Man mano che perfino birra e urina si rivelano in maniera assurda armi necessarie all’annientamento degli infetti demoniaco-zombeschi in Peelers, approdante ad un tutt’altro che scontato epilogo e visionabile – in versione originale provvista di sottotitoli italiani – esclusivamente sulla piattaforma CG Digital (www.cgentertainment.it).

 

  

Francesco Lomuscio