Pepe Mujica – Una vita suprema: miniera di aneddoti ed empiti di sincerità

Il regista Emir Kusturica sembra rinascere dalle proprie ceneri come un’Araba Fenice col documentario Pepe Mujica – Una vita suprema.

L’estro immaginifico, disperso negli ultimi quattro lustri nel tentativo di trascendere la nota cifra stilistica incentrata sulla razionalizzazione dell’assurdo in chiave grottesca, dà nuovamente l’acqua della vita alle cospicue pieghe umoristiche.

A differenza dei celebri film di finzione ai quali deve la fama, con il kolossal Underground sugli scudi, la crudezza oggettiva è stemperata in una tenera ironia, estranea al fiele della satira, che si va ad aggiungere alla dolcezza degli intimi semitoni. Colti dal vivo mentre il politico uruguayano passa dal sarcasmo alla commozione.

I voluti scompensi nel ritmo, conformi al timbro rapsodico conferito al racconto, impreziosiscono la struttura frammentaria al pari del piacere del convivio, dei richiami suggestivi delle canzoni folcloristiche e di certe argute pause dialogiche contrapposte ai discorsi perentori da tribuno consumato.

Il carattere d’autenticità, connesso soprattutto al riituale della degustazione del teneré di mate, con l’infuso che viene dapprincipio sputato per sottrarvi il sovrappiù di amaro, contribuisce ad analizzare in maniera ampia ed esaustiva l’altalena degli stati d’animo.

A lungo andare l’utilizzo della metonimia, intesa come parte per il tutto, cede il passo al susseguirsi delle immagini di José Mujica, detto Pepe, in compagnia delle più importanti personalità del panorama internazionale.

Il controcampo che lo vede confrontarsi sul terreno della sfera intima con la gente comune, spegnendo i piccoli fuochi delle sterili polemiche, reca in sé la fragranza della naturalezza.

Peccato che verso il finale l’enfasi di maniera prenda il sopravvento, nell’esibire i segni del tempo venutisi a creare nei volti dell’ex presidente – con i trascorsi da guerrigliero – e dell’alacre moglie.

A porvi rimedio ci pensa la misurata reazione mimica dello stesso Kusturica nella dinamica campo-controcampo, che lo mette in relazione con il malinconico ed energico leader.

Anche chi antepone l’egemonia dello spirito sulla materia alla bufala del livellamento ugualitario, caldeggiato a ogni piè sospinto, non potrà restare indifferente dinanzi alla profonda carica di umanità congiunta all’avvertita ed empatica scrittura per immagini di Pepe Mujica – Una vita suprema.

 

 

Massimiliano Serriello