Per Halloween regalatevi la Venerdì 13 – 5 film collection

Nel 2009 lo abbiamo visto tornare all’opera nel reboot Venerdì 13 che, diretto da Marcus Nispel, provvide a condensare le tematiche dei primi tre capitoli della mitica saga horror iniziata nel 1980 da Sean S. Cunningham, dopo essersi scontrato con una simil-Carrie dai poteri psicocinetici in Venerdì 13 parte VII – Il sangue scorre di nuovo di John Carl Buechler, aver seminato il panico a New York in Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan di Robert Hedden, scoperto di essere in grado di trasferirsi di corpo in corpo in Jason va’ all’inferno di Adam Marcus e disputato l’atteso e più volte rimandato match di Freddy vs Jason di Ronny Yu.

Riemerso dalle acque nell’epilogo del già citato capostipite, nel quale fu la madre Pamela alias Betsy Palmer ad eliminare un gruppo di giovinastri in vacanza perché il figlio annegò nel lago di Camp Crystal Lake senza che nessuno se ne accorgesse, Jason Voorhees torna in dvd nello speciale cofanetto Paramount Venerdì 13 – 5 film collection, che racchiude all’interno di un’unica custodia amaray cinque dischi dispensatori dei capitoli della serie spazianti dal secondo al sesto.

Quindi, la giusta occasione per festeggiare l’Halloween 2018 gustando alcuni dei tasselli più riusciti del franchise che, nonostante illustri predecessori quali Black Christmas – Un Natale rosso sangue di Bob Clark e Halloween-La notte delle streghe di John Carpenter, ha definito una volta per tutte regole e codici alla base del sottofilone denominato slasher, che prevede fantasiosi omicidi a ripetizione ai danni di un gruppo di persone in uno spazio più o meno chiuso.

E, più del primo film, ancora influenzato dal tenore dei gialli/thriller proto-Dario Argento, è proprio Venerdì 13 parte 2 – L’assassino ti siede accanto di Steve Miner a racchiudere questi indispensabili ingredienti, con un Jason che, trucidata colei che gli uccise la madre, passa all’eliminazione di un vecchio del posto, di un poliziotto e di un nuovo gruppo di giovani villeggianti in vena di spensieratezza tenendo il proprio mostruoso volto nascosto sotto un sacco, sulla evidente scia del lynchano The elephant man.

La pellicola che, tra  sgozzamenti assortiti e una coppia infilzata con lancia al momento dell’orgasmo come avvenne quasi dieci anni prima in Reazione a catena – Ecologia del delitto di Mario Bava, ha provveduto nel 1981, quindi, a portare il pubblico a conoscenza di colui che si presenta in qualità di Michael Myers in versione boschivo-campagnola, oltre che provvisto di una certa iconografia zombesca in più.

Colui che, emulando il Norman Bates di Psycho, conserva anche la testa mummificata della genitrice defunta sia in questo tassello che in Venerdì 13 parte 3 – Week-end di terrore, firmato l’anno successivo sempre da Miner e che, con una trama pressoché identica a quella del film precedente, individua le proprie particolarità nell’essere stato girato in 3D, nel fatto che qui il massacratore di campeggiatori indossa per la prima volta la maschera da hockey divenuta poi il suo marchio di riconoscimento e, soprattutto, nell’uso di una violenza decisamente eccessiva e impressionante (nel mucchio, abbiamo addirittura un occhio che schizza fuori da un’orbita).

Un tassello che, a causa degli incassi in ribasso, ha portato i produttori ad optare nel 1984 per un Venerdì 13 – Capitolo finale di Joseph Joe Zito, in cui, trasportato in obitorio dopo aver ricevuto un’accettata in pieno cranio, risvegliatosi per cancellare dalla faccia della Terra due infermieri e, ovviamente, tornato a Crystal Lake al fine di riprendere le sue abitudini da macellaio, l’angelo sterminatore dal nome biblico si scontra con il ragazzino intelligente e amante dei film dell’ orrore Tommy Jarvis, interpretato da Corey”I Goonies”Feldman come pure nei primissimi minuti dell’inaspettato Venerdì 13: Il terrore continua di Danny Steinmann, di un anno dopo.

Un quinto episodio, quest’ultimo, ambientato in un istituto di cure mentali nei pressi di Crystal Lake dove un cresciuto Tommy, annientato una volta per tutte Jason, si trova sia ad essere perseguitato da lui negli incubi che ad avere a che fare con una spaventosa catena di omicidi che, tra cesoie negli occhi e decapitazioni, sembra portare proprio la firma del famigerato serial killer ormai morto e sepolto.

Con un’efficace atmosfera da vecchia pellicola di paura a rappresentarne uno dei maggiori pregi, prima che si approdi alla rivelazione finale, anticipando l’ottimo Venerdì 13 parte VI: Jason vive di Tom McLoughlin che, una volta per tutte, ha trasformato l’invulnerabile Voorhees in un morto vivente a tutti gli effetti.

Perché, ancora una volta fronteggiato da un Tommy ora incarnato dal Thom Mathews de Il ritorno dei morti viventi, Jason si rivela qui moderno mostro di Frankenstein in quanto accidentalmente resuscitato dalla scossa di un fulmine nel cimitero in cui è ubicata la sua tomba. Mentre è un’insolita e tutt’altro che disprezzabile dose d’ironia presente già a partire dai titoli di testa (durante i quali l’omicida emula 007 aprendo in due lo schermo tramite il machete) a conferire una marcia in più all’operazione, commentata come tutte le altre dalle fondamentali musiche di Harry Manfredini, comprendenti il geniale tema Ki-Ki-Ma-Ma (distorsione della frase “Kill her mommy” (traduzione: “Uccidila mamma”, pronunciata dalla già menzionata Pamela Voorhees nel capostipite).

Nota: sulla fascetta di Venerdì 13 – 5 film collection sono riportati determinati contenuti speciali per quanto riguarda i dischi del secondo e terzo lungometraggio, ma, in realtà, all’interno di essi gli unici extra disponibili sono i rispettivi trailer.

 

Francesco Lomuscio