Per la prima volta in blu-ray il nostalgico I soliti ignoti vent’anni dopo, con Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman

Capolavoro datato 1958, I soliti ignoti di Mario Monicelli ha goduto di una sua tradizione a suon di sequel (Audace colpo dei soliti ignoti del 1959 di Nanni Loy) e remake stranieri (I soliti ignoti made in U.S.A. del 1984 di Louis Malle, Welcome to Collinwood del 2002 di Anthony e Joe Russo).

Nel 1985, quando l’Italia stava subendo un cambiamento radicale, qualcuno ha pensato bene di rinfrescare il mito dei ladri lanciati da Monicelli dando vita ad un’opera nostalgica che potesse riportare quei protagonisti verso un’esistenza volta alla terza età, tanto per dimostrare che i tempi erano ormai cambiati.

Riunendo del cast originale Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Tiberio Murgia (senza dimenticare Gina Rovere nei panni di Teresa), I soliti ignoti vent’anni dopo parla da sé già dal titolo, illustrando tutti i cambiamenti dovuti al tempo trascorso, tra abitudini, tendenze e criminali di un’Italia che, vista oggi, sentiamo anni luce lontana.

La storia prende avvio quando Tiberio (Mastroianni), finito di scontare la sua pena, esce di prigione e decide di riprendere in mano la propria esistenza, lontano dalle scorribande criminali di una volta, ma, soprattutto, lontano da Peppe er pantera (Gassman). Solo che, una volta tornato a casa, scopre che sua moglie Teresa (Rovere) convive con un altro uomo e, di conseguenza, viene sfrattato, finendo alla ricerca di un’altra sistemazione. Situazione che lo spinge a tornare alla vecchia attività di una volta. Insieme a Peppe e a Ferribotte (Tiberio Murgia) decide di immischiarsi in un grosso affare che li coinvolge in un pericoloso scambio merce, cavalcando l’onda della criminalità contemporanea. Ma, in fin dei conti, è veramente quello che desiderano?

Mantenendo in sceneggiatura i nomi di Age e Suso Cecchi D’Amico del capostipite, I soliti ignoti vent’anni dopo gioca le carte della nostalgia con uno sguardo ben calibrato, sotto la regia dell’allora esordiente Amanzio Todini, con una carriera di assistente e una sola seconda regia all’attivo (Non tutto rosa), prima della sua dipartita.

Sorretto dalla presenza dei mitici Mastroianni, Gassman e Murgia, un titolo che gode di una simpatia sprizzata grazie alla fragilità dei suoi anziani protagonisti, soggetti vittime di un cambiamento sociale che li vede inadeguati in tutto e per tutto, dalla vita criminale a quella privata, descritti con fare così sensibile che si prova solo compassione per essi, per quanto controversi siano in alcuni loro determinati principi da fuorilegge.

I soliti ignoti vent’anni dopo, poi, è anche un’opera manifesto del decennio Ottanta, mostrandone il lato meno blasonato e fotografando la parte degradante di una società in via di grandi cambiamenti. E, in tutto ciò, coinvolge uno stuolo di caratteristi: Giorgio Gobbi (è Brunino, figlio di Tiberio con parlata milanese), Clelia Rondinella, Rita Savagnone (è Carmelina, sorella di Ferribotte, interpretata da Claudia Cardinale nel film originale), Natale Tulli, Mimmo Poli, Victor Cavallo, Franca Scagnetti, Luciano Bonanni, Giovanni Lombardo Radice e Francesco De Rosa nei panni di Augusto Cruciani, figlio del Dante ricoperto da Totò nel film del 1958. Una galleria di volti atti a descrivere uno sfondo capitolino che ormai non esiste più. Inoltre, va segnalata la curiosa presenza di due giovanissimi Alessandro Gassman ed Ennio Fantastichini.

Presentato in una versione restaurata a cura di Adriana Chiesa, I soliti ignoti vent’anni dopo è edito in blu-ray per la prima volta grazie a Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it) per la collana La cineteca di Gianni Canova, con tanto di sei minuti di introduzione al film da parte del noto critico cinematografico.

 

Mirko Lomuscio