Peter Greenaway al VerticalMovie: “Il futuro del cinema è in verticale”

“La cultura moderna è ormai indirizzata verso l’utilizzo del telefono cellulare in posizione verticale e non più orizzontale, in quanto anche internet ci impone quotidianamente di utilizzare il video in verticale”.

A parlare è il cineasta britannico Peter Greenaway presso il VerticalMovie, primo festival di video verticali che, ideato dal direttore artistico Salvatore Marino, si è svolto a Roma, in piazza del Popolo, dal 20 al 23 Settembre 2018.

Un festival nato perché il fatto che il 70% dei video diffusi in rete siano verticali lascia tranquillamente intuire quale strada stia prendendo l’audiovisivo e su cui Greenaway – autore sempre all’avanguardia, come dimostrato anche tra gli anni Ottanta e Novanta attraverso sue opere quali Il ventre dell’architetto e Giochi nell’acqua – ha aggiunto: “La cosa veramente interessante è che, osservando queste finestre, possiamo notare che l’architettura occidentale è verticale. Quindi, è ora di smetterla di girare in orizzontale, perché, appunto, il verticale, come l’architettura europea, offre possibilità che l’orizzontale non ha. Insomma, si tratta del cinema pensato esattamente al contrario, in quanto 16:9 diventano 9:16”.

Del resto, pare che la sua vecchia idea di realizzare un film girato interamente in verticale stia per trasformarsi in realtà, perché Claudio Bucci di Stemo Production produrrà un lungometraggio diviso in sette episodi incentrati su sette diversi temi e girati, appunto, in verticale da altrettanti registi, tra i quali lo stesso Greenaway, che supervisionerà l’intero progetto.

Un’impresa che, con la sfida di creare un linguaggio innovativo, un vero e proprio nuovo vocabolario delle riprese, intende recuperare la cultura della pellicola ad episodi, che in passato ha consentito di crescere non solo ad autori quali Federico Fellini o Pier Paolo Pasolini.

“In millenni di pittura”, ha concluso Greenaway, “si è dipinto in tutte le posizioni, e, in base a questo, i giovani registi dovranno riuscire a far sì che la cornice sia l’esatto contenitore di ciò che starà all’interno. È una sfida interessante, ci proviamo e vediamo dove ci porterà”.

 

Francesco Lomuscio