Piccoli brividi 2 – I fantasmi di Halloween: un secondo capitolo più fedele ai libri

Grazie a Piccoli brividi 2 – I fantasmi di Halloween tornano sul grande schermo le avventure tratte dai romanzi di R.L. Stine, con questa volta dietro la macchina da presa Ari Sandel, il quale ci racconta come la famiglia Quinn, con la liceale e aspirante scrittrice Sarah, il fratello minore Sonny e la mamma finiscano al centro di un’avventura a dir poco spettrale.

A causa del loro amore per le cose scartate, i “fratelli spazzatura”, ovvero Sonny e il suo compagno di scuola Sam, scoprono loro malgrado il terribile pupazzo Slappy, che, oltre a combinarne di tutti i colori, arriva a scatenare tutti i suoi spaventosi amici di Halloween, trasformando la cittadina dove vivono i ragazzi con la famiglia in un vero e proprio luna park dell’horror.

E, ovviamente, con l’aiuto di Sarah e del loro vicino Chu, saranno proprio i due ragazzi a impedire il piano diabolico in Piccoli brividi 2 – I fantasmi di Halloween, che, oltre ad annoverare il ritorno di Jack Black (non accreditato, però), si avvale nel cast di Wendi McLendon- Covey nei panni della madre, nota da noi per la serie tv I Goldbergs, di Madison Iseman nel ruolo di Sarah e di Jeremy Ray Taylor in quello di Sonny; mentre Sam è Caleel Harris, che debutta sul grande schermo dopo tante apparizioni in tv, e il signor Chu possiede il volto di Ken Jong, mai ormai idolo anche in Italia grazie alla trilogia Una notte da Leoni.

Rispetto al primo capitolo diretto da Rob Letterman, questa volta si rispettano maggiormente le origini letterarie della serie, sposando perfettamente il lavoro di Stine.

Pur partendo da un soggetto originale, la scelta di Slappy – una delle creazioni più felici dello scrittore – dona la stessa forza dei libri destinati per primi ai bambini e ai ragazzi, ma che riescono ad intrattenere anche gli adulti con molto divertimento.

Di solito i sequel riescono meno, ma in Piccoli brividi 2 – I fantasmi di Halloween funziona tutto, a riprova che l’aver mantenuto una certa fedeltà ai romanzi paga decisamente.

 

 

Roberto Leofrigio