“Il Traguardo più difficile è quello dentro di sé”

E’ stato recentemente intervistato da Aristide Malnati, “Mummy”, nell’ambito di Mattino Lombardia, programma radiofonico di successo condotto da Monica Stefinlongo; l’avvocato romano Piergiorgio Galli ha scelto, per la prefazione di “La Corsa di una Vita” Michil Costa, imprenditore, scrittore e figura di riferimento nel dibattito contemporaneo sui temi della sostenibilità, della montagna e del valore educativo della fatica.

Il libro, pubblicato dalla casa editrice spagnola – ma operante anche in Italia – Ealixir Editions, appartiene decisamente alla categoria dei libri che raccontano come stare al mondo. Il libro d’esordio di Galli trasforma i 42.195 metri della maratona in una metafora dell’esistenza per raccontare la misura di un traguardo interiore.

“Vorrei concentrarmi su quanto è scritto in prima pagina; il libro è una metafora di una vita vista come maratona sino al traguardo, che si taglia con resistenza”-ha detto Galli-“ho preso spunto dalla maratona fatta nel ’98 a Parigi. Ho percorso tutti quei km e la gioia di arrivare sotto l’Arco di Trionfo mi ha ripagato della fatica. Ma al di là degli obiettivi raggiunti, c’è tutta una preparazione specifica, fondamentale come la gara e il dopo gara, che ho ricostruito nel libro”.

Never give up mai mollare, la vita è attitudine alla fatica e anche una gara con se stessi; “la forza di tutti noi non è quando tutto va bene, ma equivale a potersi rialzare dai momenti difficili”-ha aggiunto Galli-“non è solo bello ricevere complimenti ,ma uscire dalle criticità con slancio e vitalità vincente.

Bisogna guardare dentro noi stessi, concentrarsi sul giardino altrui non è mai positivo, bisogna osservare attentamente il proprio e non disperdere energie e in questo senso la maratona è grande maestra di vita. Quando corri, ci sono momenti di crisi, il pubblico ti incita a perseverare, ma non ti prende in braccio per portarti al traguardo, la forza è dentro di noi!”

Malnati ha sottolineato la passione per la musica, evidente nel libro e nella vita di Galli; “quando ero giovane frequentavo un amico diventato, poi, dj professionista. Sono molto legato alla musica anni ’80 che, a volte, è ritenuta leggera, ma non lo è. Adoro Michael Jackson , Brice Springsteen, Whiteney Houston, George Michael. Sono voci angeliche e nel libro richiamo questi anni meravigliosi. Ricordo negli anni ’90 il concerto di Jackson al Flaminio; il grande Michael è un performer che difficilmente rivedremo nascere a breve”.

Il viaggio letterario dell’autore parla di disciplina, responsabilità e resilienza. Non è soltanto una corsa, ma un tempo durante il quale ogni singolo passo pesa e ogni respiro in più racconta la forza di non arrendersi. Ma nel suo libro, oltre all’amore per lo sport, c’è anche la passione per la musica. Aule di Tribunale e chilometri percorsi sono mondi apparentemente lontani, ma nel libro finiscono per incontrarsi nel racconto sincero e diretto dell’autore.

Il coraggio, per Galli, si misura con la volontà di continuare, nonostante la stanchezza e l’indifferenza altrui. Galli non propone solo una storia di corsa, ma di coraggio interiore: con un racconto di chi ha imparato che il traguardo più difficile è quello che si conquista dentro di sé.

Alla maratona di Parigi, per uno stimato avvocato non c’è nessuno da convincere o da persuadere, solo se stesso, senza codici né strategie e ogni passo smonta le certezze costruite in anni di professione.

In quei 42 Chilometri si consuma un confronto intimo tra controllo e resa e proprio in quel contesto, lontano dall’ambiente forense, si può incontrare la forma più autentica di giustizia.

Questo libro non parla di un uomo che non si ferma perché è proprio il non fermarsi una forma di seria opposizione.

L’autore si svela, ti mette davanti a quello che è stato, anche se la verità -quando non è addomesticata-disturba e costringe a fare i conti con quello che sei e con quello che hai lasciato indietro e che non sei riuscito a essere. La sua corsa è contro il tempo e contro i propri limiti. E quando ti dice “Fermati”, devi decidere, la ascolti o vai avanti?

L’opera piacerà sicuramente agli sportivi, ma anche a tutti coloro che non smettono di lottare per i propri sogni e, anche se non corrono, con costanza perseguono i loro obiettivi e non smettono di camminare.

La presenza di Michil Costa nella prefazione, poi, conferisce ulteriore profondità al progetto editoriale, evidenziando il filo comune che lega il percorso umano di Galli alla cultura dell’impegno, della resistenza e della ricerca di significato.

2 pensiero su “Piergiorgio Galli, “La Corsa di una Vita””

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