Basato sul romanzo Box Hill di Adam Mars Jones, Pillion – Amore senza freni è il film d’esodio del regista inglese trentatreenne Harry Lighton.
Colin è un giovane timido e impacciato che fa multe di giorno e che la sera si esibisce in un coro a cappella.
Durante la vigilia di Natale il suo sguardo si posa su Ray, un motociclista più grande di lui, magnifico, sicuro di sé, il prototipo del maschio alfa. Colin ne rimane affascinato, ma è convinto che un uomo del genere non potrà mai interessarsi a uno come lui. Inaspettatamente, invece, Ray gli lascia un biglietto per dirgli di rivedersi il giorno dopo. L’attrazione è immediata e si trasforma subito in relazione. Una relazione di tipo BDSM. Colin non è spaventato, al contrario ne è incuriosito e affascinato. Ray comanda e Colin obbedisce, vista la sua “naturale attitudine alla devozione”. Attraverso questa relazione Colin cresce, comincia a sua volta a pretendere, a volere di più, a dettare le sue regole. Non è più solo il partner sottomesso: diventa un individuo con desideri propri, capace di negoziare all’interno della relazione. E qui emerge la fragilità di Ray, in quanto l’uomo che sembrava tutto d’un pezzo si rivela spaventato di perdere il controllo, di provare sentimenti veri.

Man mano che Pillion – Amore senza freni si rivela un film coraggioso e sorprendentemente delicato che esplora con onestà e senza moralismi territori cinematografici raramente battuti. Un film che può contare su due interpretazioni eccezionali: Colin è Harry Melling (indimenticabile Dudley di Harry Potter) in una delle sue migliori interpretazioni dando credibilità alla trasformazione del suo personaggio da ragazzo insicuro a uomo consapevole; Alexander Skarsgård riesce ad essere duro e distaccato quanto tenero e fragile nell’incarnare Ray. Premiato a Cannes nella sezione Un Certain Regardper la migliore sceneggiatura, Pillion – Amore senza freni mostra senza giudizi o moralismi la sottocultura gay dei leather daddy e racconta queste relazioni BDSM mai in maniera esplicita o eccessiva. Anzi, è riflessivo e divertente.
Sara Gentili
