Di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo

Con oltre 260mila follower su Instagram, Polina Ferari è diventata una delle creator italiane più seguite nel panorama glamour e sensuale. Nata a Mosca e oggi residente a Milano, Polina ha costruito la sua immagine su autenticità, eleganza e un tocco di provocazione intelligente. In questa intervista esclusiva ci racconta il suo percorso, la sua visione del lavoro e i progetti futuri.

Polina, sei diventata una delle creator più seguite del panorama italiano. Come è nato il tuo percorso sui social?

In realtà non è nato con l’idea di diventare famosa. È nato dalla curiosità. Mi sono sempre chiesta quanto possa raccontare una persona senza dire quasi nulla. Una fotografia è un linguaggio: cambia il vestito, cambia la luce, cambia l’espressione… e racconta una storia completamente diversa.

I social sono stati semplicemente il luogo dove sperimentare questa forma di comunicazione. Col tempo ho capito che la gente non seguiva solo le foto, ma la persona dietro quelle foto. Ed è lì che tutto ha iniziato ad avere davvero senso.

Come definiresti il tuo stile e cosa cerchi di comunicare attraverso le tue foto e i tuoi video?

Direi che il mio stile è elegante con un pizzico di provocazione intelligente. Mi piace lasciare qualcosa all’immaginazione, perché il mistero è sempre stato più affascinante dell’eccesso.

La sensualità, secondo me, non è mostrare il corpo. È l’atteggiamento. Una donna può essere elegantissima con un abito lungo oppure con un semplice jeans e una maglietta. La differenza la fa lo sguardo, non il guardaroba.

Vivere a Milano mentre si ha una visibilità nazionale e internazionale: come gestisci questo equilibrio?

Milano mi piace perché corre veloce. Ti obbliga a crescere, a reinventarti e a non adagiarti mai. È una città che premia chi ha idee e disciplina più che chi cerca soltanto visibilità.

Allo stesso tempo, quando spengo il telefono, torno semplicemente a essere Polina. Credo che il segreto sia proprio questo: usare i social senza lasciare che siano loro a usare te. La vita reale deve sempre restare più importante di quella digitale.

Hai mai avuto timori o dubbi prima di iniziare a pubblicare certi tipi di contenuti?

Certo. Se qualcuno dice di non aver mai avuto paura del giudizio, probabilmente non è sincero.

Poi però ho realizzato una cosa: le persone ti giudicano comunque. Se fai tanto, se fai poco, se ti vesti elegante, se ti vesti sportiva. Allora tanto vale essere criticati per essere sé stessi. La serenità arriva quando smetti di cercare approvazione e inizi a cercare coerenza.

Quanto è importante per te mantenere la tua personalità autentica?

È fondamentale. Recitare un personaggio funziona per poco tempo. Prima o poi la maschera cade.

Io preferisco essere ironica anche quando faccio servizi fotografici molto eleganti. Mi piace ricordare alle persone che dietro una bella immagine c’è una ragazza che ride, scherza, sbaglia e vive una vita assolutamente normale. L’autenticità è molto più difficile da imitare della bellezza.

Qual è stata la foto o il contenuto che ti ha fatto capire di aver trovato la tua strada?

Non è stata una foto in particolare. È stato il momento in cui ho capito che le persone iniziavano a riconoscere il mio stile senza leggere il mio nome.

Quello è stato il vero traguardo. Quando un’immagine diventa una firma, significa che hai trovato una tua identità.

Essere una creator donna in Italia comporta ancora oggi diversi pregiudizi. Come li vivi?

Con abbastanza filosofia.

Trovo curioso che spesso una donna venga giudicata per come si veste molto più che per quello che costruisce. Io credo che l’intelligenza e la femminilità non siano in competizione. Possono convivere benissimo. Una donna può amare la moda, essere sensuale e allo stesso tempo leggere libri o parlare di argomenti seri.

Quanto conta la cura del corpo e quanto invece l’atteggiamento e la personalità?

Il corpo è il biglietto da visita. La personalità decide se qualcuno rimane.

Mi alleno, curo l’alimentazione e tengo molto alla salute, ma conosco persone bellissime che dopo cinque minuti diventano noiose. Il fascino nasce quando estetica, carattere e intelligenza iniziano a parlare la stessa lingua.

Hai mai ricevuto proposte che hai rifiutato? Quali sono i tuoi confini?

Sì, più di una.

Ho sempre pensato che i soldi siano importanti, ma la reputazione lo sia ancora di più. Ci sono collaborazioni che possono pagare molto oggi ma costarti credibilità domani. Preferisco perdere un’opportunità piuttosto che perdere la libertà di guardarmi allo specchio senza dovermi giustificare.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi?

Mi piacerebbe costruire qualcosa che resti anche quando l’algoritmo cambierà.

Vorrei sviluppare un mio brand, collaborare con aziende internazionali e, perché no, scrivere un libro. Mi affascinano la psicologia e il modo in cui le persone comunicano. Credo che la vera evoluzione di un creator sia trasformarsi, col tempo, in un’imprenditrice.

C’è un aspetto del tuo lavoro che la gente sottovaluta?

Il tempo mentale.

Una foto dura un secondo. Pensarla può richiedere giorni. Dietro ogni contenuto ci sono organizzazione, allenamento, viaggi, gestione dei social, rapporti con i brand, fotografia, montaggio e tanta disciplina. Molti vedono il risultato. Pochi immaginano il lavoro invisibile.

Quale consiglio daresti a una ragazza che vorrebbe iniziare un percorso simile al tuo?

Le direi di non inseguire la viralità.

Le mode passano velocemente, la credibilità resta. Studia fotografia, comunicazione, marketing, lingue. Viaggia. Leggi. Coltiva interessi veri. Perché alla fine la bellezza attira uno sguardo. La cultura trattiene una conversazione. E una carriera lunga si costruisce molto più con la seconda che con la prima.

Fonte: Intervista esclusiva per MondoSpettacolo

https://www.instagram.com/polinaferari

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