Attore, nonché produttore sceneggiatore e regista, Christian Marazziti torna dietro alla macchina da presa per dirigere Prendiamoci una pausa, commedia con un cast d’eccezione.
Torna alla regia dopo aver scritto e diretto lungometraggi come il drammatico E-Bola e Sconnessi, commedia anche questa.

Walter e Fiorella, ovvero Marco Giallini e Claudia Gerini, sono una coppia in piena crisi. Si sono conosciuti e innamorati nell’arco di trent’anni e adesso hanno due figli: Luca e Martina. La ragazza confessa ai genitori di essere incinta, e la reazione di Walter è quella di voler sapere chi sia il padre del bambino che nascerà, con una partecipazione emotiva basica e quasi disinteressata, ma con un accenno di disapprovazione. Gli viene rimproverato dalla sua famiglia di essere assente perché interamente assorbito dal suo ristorante di cucina romana, che porta avanti con successo. Fabrizio, interpretato da Fabio Volo, è invece innamorato della sua compagna Valeria, incarnata da Ilenia Pastorelli, ma presto scopre di non essere ricambiato allo stesso modo. Il suo comportamento infantile infastidisce la donna, che si sta già guardando intorno. I genitori di Fabrizio, portati in scena da Alessandro Haber e Daniela Poggi, intanto si stanno per separare dopo un’intera vita trascorsa insieme, ma per ingannare il fisco. Nel frattempo, Romeo alias Ricky Memphis cuoco nel ristorante di Walter, ospita proprio il suo principale nonché amico a casa sua, dopo la crisi scoppiata con la moglie Fiorella.

Romeo vive ancora con sua madre, che ha le fattezze di Simona Marchini. Le trame si intersecano, coinvolgendo anche il sessantenne Gianni, cui presta il volto Paolo Calabresi, da anni cliente di Walter e che ogni Mercoledì è solito mangiare nel suo ristorante con una donna diversa. Sostiene che la compagna ideale non esista, ma che sia la summa di quattro archetipi femminili: la mamma, la ipersessuale, l’intellettuale e la pischella. Poi c’è anche Erica, ovvero Aurora Giovinazzo, la quale si divide tra una relazione saffica e quella con un ragazzo conosciuto ad un evento legato ai manga giapponesi. Questo incontro si rivela denso di passione, facendo vacillare i sentimenti di Erica per la sua compagna. Quando però si decide di voler frequentare il giovane, viene respinta. Ciò che accomuna tutte queste persone nel corso di Prendiamoci una pausa è, appunto, la volontà di prendersi una pausa di riflessione dalle loro relazioni. Il lungometraggio di Marazziti evidenzia la fluidità delle nuove generazioni e la difficoltà dei cinquantenni di comprendere le evoluzioni e i cambiamenti. Personaggi come Walter, infatti, fanno fatica ad accettare una società che è lontana da quella in cui hanno vissuto lui e la consorte, più che altro per la nostalgia della propria giovinezza. Una delle caratteristiche peculiari del film è la percezione del tempo che viene scardinata in un finale a sorpresa.

Ciò rende l’operazione davvero originale, e le storie che si intrecciano tutte attorno alla figura di Walter assumono un senso più profondo, pur rimanendo nella leggerezza di una commedia corale in cui si inserisce anche la figura della psicologa impersonata da Lucia Ocone. Da segnalare la presenza iconica della già citata Marchini, che per suggestione rievoca alla mente l’ottima interpretazione di Ilaria Occhini in Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek, nonna di ampie vedute. Il confronto non è casuale dopotutto, poiché anche nel lungometraggio di Marazziti viene messo in risalto come le donne in generale e, soprattutto, quelle appartenenti ad un’altra epoca, siano maggiormente inclini a comprendere e accettare i cambiamenti legati alla fluidità sessuale dei nostri giorni. Prendiamoci una pausa è dunque una commedia corale, garbata e, al tempo stesso, divertente senza mai scadere nella volgarità. Un gioco delle coppie in crisi e con un cast decisamente ispirato e perfettamente nella parte.
