Presentata la fiction tv Margherita delle stelle, su Margherita Hack

Tenutasi a Roma, la conferenza stampa di presentazione di Margherita delle stelle, nuova produzione Rai Fiction – Minerva Pictures in onda su Rai 1 il prossimo 5 Marzo 2024, ha schierato i suoi grandi protagonisti: dal regista Giulio Base agli interpreti principali Cristiana Capotondi, Cesare Bocci, Sandra Ceccarelli e Flavio Parenti, senza tralasciare la co-sceneggiatrice Monica Zapelli ed il co-produttore Santo Versace della Minerva Pictures.

Margherita è Margherita Hack, astrofisica di fama mondiale; “e cosa può fare di meglio una donna che guardare le stelle… e capirle?”.

La storia di Margherita Hack è sicuramente atipica: è nata nel 1922, ha vissuto il fascismo, in un periodo in cui la donna era destinata ad essere moglie e madre, eppure è riuscita a raggiungere – letteralmente – le stelle. Una storia anticonvenzionale e moderna, che pone al centro l’educazione libera ricevuta dai propri genitori.

Il regista Giulio Base ha raccontato di aver “accettato a scatola chiusa il grande privilegio di poter girare una storia così bella”; dopo aver letto “la meravigliosa sceneggiatura” ha studiato tutti i libri della Hack, eccetto quelli di astrofisica, “necessari per arrivare al livello due, la direzione degli attori”. Ha elogiato in particolare la protagonista Cristiana Capotondi, con cui si è creata una bella affinità, accennando finanche al Maestro Vittorio Gassman, che asseriva che le donne sono superiori in tutto.

La sceneggiatrice Monica Zapelli ha poi risposto alla domanda se a livello di scrittura fosse stato difficile dare questa modernità: “No, perché la storia era moderna”. “Margherita è diventata astrofisica nel 1922 grazie ai genitori ed alla educazione ricevuta: l’hanno cresciuta con la libertà che dà responsabilità”. Inoltre era una sportiva: “Lo sport mi ha insegnato a non aver paura di vincere”, dichiarò la stessa Hack. In questo quadro si inserisce anche l’incontro felice con il marito Aldo, che l’ha sempre appoggiata. “Se si sono abbattuti i muri è perché ha avuto intorno un cerchio di persone che l’hanno supportata”.

Cristiana Capotondi ha sottolineato l’importanza di puntare la stella giusta: “Margherita l’ha puntata nella scienza ma anche come donna, è cresciuta in modo diverso dalle altre bambine, con la libertà di esprimersi, con delle idee”. La Hack stimolava le donne allo studio della sua materia; oggi molte donne vogliono studiare materie scientifiche ma poi dirottano su quelle letterarie, un po’ perché il nostro paese non permette di fare la scienziata. “Serve la parola giusta che spinga la donna o l’uomo verso la propria realizzazione. Margherita Hack è stata felice. La sua vita passa attraverso l’educazione familiare, un compagno e tanti compagni di viaggio. Questo film ci fa vedere anche l’importanza di essere complici”.

Cesare Bocci interpreta il padre di Margherita: “Ha la missione di dare a Margherita una educazione libera. Loro sono vegetariani ante litteram e antifascisti, hanno lasciato il lavoro per scelta. È nella famiglia che nasce il seme della di vita di Margherita Hack. Io sono sempre pignolo sulle parole da usare, qui non ho toccato una virgola del copione. Poi siamo un gruppo unito, mi sono sentito affiancato da Giulio Base, è stato semplice lavorare con lui. E poi ho avuto una coach straordinaria, Sveva (Sveva Zalli, interprete di Margherita bambina, ndr)”.

La madre di Margherita è interpretata da Sandra Ceccarelli: “Pittrice, vegetariana, più grande di due anni del marito. Questo film parla di scienza e di poesia, le stelle sono la materia prima della poesia. Già dal titolo si vede”. La madre ha mantenuto per un periodo la famiglia, ma “il dialogo più forte era tra padre e figlia, piuttosto che tra madre e figlia”.

E poi c’è Flavio Parenti, che interpreta Aldo, marito di Margherita Hack, che ha apprezzato molto questa storia d’amore così diversa: “Il loro era un matrimonio anticonvenzionale per l’epoca. Una storia fatta di archetipi nuovi per la drammaturgia italiana; Aldo è un uomo che si mette al servizio dell’amore e della sua donna”. Tra le altre cose, permette a Margherita di passare le notti a guardare le stelle all’osservatorio, anziché costringerla in casa. “Tutti questi puntini mostrano che é una storia anticonvenzionale; mette in scena le possibilità per una generazione futura. Aldo è un uomo raro, delicato, pieno d’amore. Se non c’è un sostegno è facile per la genialità cadere, non sopravvivere. È un archetipo moderno. Quanti sono capaci di riconoscere il genio e di aiutarlo? Va definito quanto si è capaci di appoggiare il proprio partner, la forza è quella di dare amore. Trovo che Aldo sia di una nobiltà d’animo rara”.

Ha aggiunto la Capotondi che “questa storia insegna la forza dell’amore a rinunciare al proprio ego: Aldo De Rosa ha scritto con Margherita Hack, le ha dato la semplicità di far arrivare concetti complessi alla folla. È un rapporto d’amore vero, di sostegno e complicità”.

All’obiezione sollevata che, visto il curriculum imponente di Margherita Hack mancano un sacco di cose, dal punto di vista strettamente scientifico, ha risposto la Zabelli: “È un Tv movie e non una serie, questo implica delle scelte. Per raccontare tutto occorre rinunciare alla profondità. Noi ci siamo centrate sul romanzo di formazione, che non trovi su Google, mentre trovi le scoperte scientifiche. Per me era fondamentale raccontare l’educazione di Margherita Hack, perché è lavorando sulle bambine di oggi, sui genitori che veicolano le inibizioni che si costruisce il futuro”.

Alla Capotondi si è chiesto cosa conoscesse della Hack, cosa ha scoperto nell’interpretarla e cosa le ha lasciato: “Conoscevo la divulgatrice e l’opinionista, la scienziata che si poneva con ironia. La storia mi ha colpita da spettatrice di Rai 1, colpita da questa storia di una donna che è riuscita a realizzare il proprio sogno. È stato un un viaggio che ti aiuta a comprendere la persona e cosa l’ha portata ad essere quello che era. Mi ha lasciato la consapevolezza da neo genitore che molto di quello che fanno i nostri figli dipende dall’educazione dei primi anni e quindi una grande responsabilità”.

Due cose di Margherita Hack rimarranno invece a Giulio Base: “La prima, l’etica del lavoro. Lei non è stata fortunata, non aveva il talento, si è iscritta a fisica per caso ma ha studiato, ha lavorato tanto. Nello sport, nell’insegnamento, si impegnava più degli altri. Aveva l’etica del lavoro e del sacrificio per avere i risultati. La seconda è la franchezza di Margherita Hack di rispondere sì quando è sì e no quando è no. Di rispondere quello che ha nel cuore.” Concorda anche la Capotondi, che di Margherita ama “la franchezza, la schiettezza, lo spirito toscano all’arrembaggio, era seria ma divertita dalla vita. Il suo ateismo non le ha tolto la contemplazione, ha goduto del creato”.

Possibile che la Hack non avesse difetti? “Per non farne un santino”. Anche qui la parola è andata alla sceneggiatrice: “

È un romanzo di formazione anche nelle imperfezioni. È una studentessa svogliata, legge il messaggio al Duce, non fa fisica per vocazione ma per seguire l’amica. Abbiamo avuto come cifra l’ironia e l’imperfezione”. Ha aggiunto il regista: “Quando racconti una storia la metti sul piedistallo. Margherita Hack aveva più pregi che difetti. Ma se volevamo farne un santino non avremmo raccontato il giuramento al Duce. Per me un difetto è che bestemmiava sempre ma era irraccontabile”.

Dalla presentazione dei suoi protagonisti e dai brevi trailer proiettati in sala durante la conferenza stampa è emerso un racconto dalla cornice tradizionale ma con una grande regia ed un lavoro corale fatto da altrettanto bravi interpreti; Margherita Hack è stata una grande scienziata che parlava a tutti, che si è imposta anche attraverso le interviste televisive, e Margherita delle stelle ci mostra la genesi di questo suo essere non trasgressiva ma ironica e LIBERA.

 

Michela Aloisi