Roma – Il prossimo 15 luglio, alle ore 17:30, la Sala Stampa di Palazzo Montecitorio (via della Missione 4, Roma) ospiterà la presentazione ufficiale del volume “La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin”, edito da Omnia Liber e scritto dal professor Marco Visconti.

L’evento, promosso dall’onorevole Pino Bicchielli (presidente commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico), intende riportare alla luce la figura straordinaria di Pietro Sessa, console e commendatore paganese, protagonista dimenticato di una stagione cruciale del Novecento. “Non poteva esserci luogo più indicato per iniziare questo percorso di presentazione“, ha dichiarato il professor Visconti, “poiché Sessa ha legato gran parte della sua vita proprio a Roma, tessendo relazioni fondamentali con le massime cariche dello Stato dell’epoca, tra cui il ministro degli Affari Esteri Sidney Sonnino e il presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando“.

L’incontro sarà moderato dalla giornalista del “Corriere della Sera”, Valentina Santarpia. Oltre all’autore e all’onorevole Bicchielli, interverrà la dottoressa Carla Maria Giacobbe, studiosa di letteratura e autrice di saggi fondamentali su Curzio Malaparte e Michail Bulgakov, nei quali emerge proprio la figura di Sessa.

Un momento toccante della serata sarà il dialogo con il familiare prof. Pietro Sessa e con il collegamento da remoto dalla Francia tramite i familiari della famiglia Totomiantz, (Alexandrine, Marie Nicole, Hadrien Banon) che renderanno omaggio alla memoria di Sessa. Il legame tra i Sessa e i Totomiantz affonda le radici nella storica collaborazione tra Pietro Sessa e Vahan Totomiantz, accademico noto come “papà” della cooperativa sociale.

La figura di Pietro Sessa

Nato a Pagani in via Barbazzano numero 81 nel 1886, primo di dieci figli, Pietro Sessa è stato una figura poliedrica: poliglotta, uomo di Stato ed eroe diplomatico che, durante le fasi più drammatiche della guerra civile russa, riuscì a salvare numerosi connazionali, tra cui musicisti, artigiani e soldati. Sposato dal 1914 con la moscovita Livia Anopova, visse e raccontò tramite articoli di giornale (“La Stampa”, “Agenzia Stefani”, “La Tribuna”) i radicali cambiamenti della Russia comunista fino al 1930, per poi rientrare in Italia come docente, giornalista,  docente e divulgatore.

Sessa è stato vittima di un’operazione di rimozione storica durata decenni“, spiega ancora Visconti. “La sua riscoperta è avvenuta quasi per caso, portandomi ad approfondire archivi locali e nazionali. Durante la presentazione analizzeremo la sua complessa figura, in un dibattito aperto sulle contraddizioni di questo ‘secolo breve’ che Sessa ha attraversato con coraggio“.

Contributi “La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin”

Il testo dedicato a Sessa si arricchisce di importanti contributi: il professor Alfonso Tortora, docente all’Unisa, ha redatto la prefazione, mentre il dottor Francesco Nacchia e il giornalista Salvatore Campitiello ne hanno curato la postfazione. Il volume gode del patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e dell’Associazione di categoria Assostampa Valle del Sarno.

Informazioni sull’evento

L’accesso alla sala è consentito a partire dalle ore 17:15, previo abbigliamento consono (per gli uomini è richiesto l’uso della giacca), fino a esaurimento posti. È necessario confermare la partecipazione inviando una mail a paola.nappo@camera.it entro il 14 luglio.

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