Rossella Regina, Ideatrice de ‘Il Ponte dei Single’ bolognese, si rivolge al Saggista e Sociologo Paolo Crepet contrario alla simbologia dei lucchetti

Sentendosi chiamata in causa dopo aver ascoltato il Monologo-Apettacolo del celebre Sociologo e Saggista Paolo Crepet andato in onda su La7 qualche sera fa, la Madrina del ‘Ponte dei Single’ di Bologna, la Giornalista e Cantante Rossella Regina, alla luce del recente batage mediatico legato alla sua iniziativa bolognese di Via Oberdan, in pieno centro a Bologna, ha sentito il dovere di condividere un messaggio con l’apprezzato Psichiatra, che in più occasioni, ivi compresa quella in questione (il riferimento è al format ‘Sei Felice? Una Giornata con Crepet’) si è scagliato contro il fenomeno dei lucchetti definendoli sinonimo di inter-dipendenza, “traduzione del <Tu appartieni a me>”, una “gabbia”, in poche parole “la metafora più orrenda dell’Amore”, cioè l’esatto contrario.
In quanto Ammiratrice del Professore, la Creativa di origini calabresi adottiva bolognese, ha dunque affidato all’Ufficio Stampa de ‘Il Ponte dei Single‘ il suo pensiero a riguardo, volendo informare Crepet e, di contro, tutti gli Estimatori del Ponte dei Single di Via Oberdan a Bologna (che presto potrebbe avere due ‘giovani gemelli‘ tra Calabria, a Laino Borgo, paese natìo dell’istrionica Cantante, e Basilicata, a Lagonegro) che ‘i lucchetti di Bologna hanno un significato diverso‘ – aggiungiamo – sicuramente più versatile del comune, così come la loro Madrina.
Stando, infatti, alle Interviste che Rossella, in collaborazione con Bologna in un Click, ha rivolto ad alcuni tra i principali Artisti della Piazza Bolognese con l’intento di incassare ulteriori consensi nei confronti della sua richiesta di targa identificativa della location al Primo Cittadino Matteo Lepore, i lucchetti di Via Oberdan hanno assunto il significato metaforico dei Ricordi, Desideri, Sogni, Mòniti, Ringraziamenti…

Per Giorgio Comaschi, Attore Teatrale, Giornalista e Conduttore, ad esempio, il lucchetto incarna l’auspicio che la Città di Bologna possa cambiare il meno possibile, restando sempre fedele a se stessa.
Per Franz Campi, Cantautore altresì Autore del successo ‘Banane e Lamponi’ di Gianni Morandi, il lucchetto assume la metafora del Desiderio che la Città di Bologna cresca e si evolva, ma ‘con intelligenza’.
Per Ivan Zazzaroni, Giornalista e Conduttore televisivo, il lucchetto, rigorosamente dai colori “rosso del cuore e blu del cielo”, è simbolo del Ringraziamento per tutto ciò che ha ottenuto nella Vita e al contempo del Ricordo di tutte le Persone a lui Care della Città.
Per Chiara Sani, Attrice e neo-Regista, il lucchetto è il desiderio di poter riuscire a godere ed apprezzare maggiormente tutto ciò che la Vita le offre.
Per Andrea Mingardi, Cantautore, il lucchetto è Celebrazione della Condivisione di Amori e Ricordi.
Insomma, tutt’altro, rispetto all’arcaica simbologia a cui il Prof. fa riferimento nel suo Monologo.
Poi l’invito: Auspicherei che, passando da Bologna – dice Rossella – anche Lei, Professore, tributasse il suo lucchetto metaforico al ‘Ponte dei Single’ di Via Oberdan. Sarei certamente molto curiosa di conoscerne il significato prescelto, ma soprattutto Onoratissima di poterLa conoscere personalmente.
E conclude: Mi scuso per l’ardire di un contatto così diretto, ma devo ringraziare proprio Lei per il coraggio, ravvivato e maturato proprio dopo aver udito uno degli aneddoti-ispiratori del Suo Monologo di Venezia.
