Domenica 17 maggio alle ore 16, il Teatro Blu di Buriasco ospiterà uno spettacolo che si preannuncia come un’esperienza intensa e profondamente evocativa: Spoon River – Il paese che non c’è più, una drammaturgia originale liberamente ispirata all’Antologia di Edgar Lee Masters.
In un tempo sospeso, in un luogo che potrebbe appartenere a chiunque, affiorano le voci di chi non c’è più. Non cercano assoluzioni né colpevoli, ma semplicemente qualcuno disposto ad ascoltare. È da questa suggestione che prende forma uno spettacolo corale, capace di fondere poesia e concretezza, memoria e presente, restituendo dignità a esistenze rimaste ai margini, a desideri spezzati e a verità rimaste troppo a lungo sommerse.

Al centro della scena, un ragazzo vivo diventa il ponte tra due mondi: attraversa il confine sottile che separa i vivi dai morti, raccogliendo e restituendo storie che chiedono di essere finalmente pronunciate. Un viaggio emotivo che coinvolge lo spettatore, chiamato non solo a guardare, ma a partecipare in ascolto.
Firmato da Silvano Pelagotti, autore e regista dello spettacolo, con la co-regia di Paola Settimini, il progetto si distingue anche per il riconoscimento ottenuto: una menzione di merito al prestigioso Premio Giuseppe Antonio Borgese, segno della sua forza espressiva e della qualità della proposta artistica.

Pur affondando le radici nell’opera di Masters, lo spettacolo si muove in una dimensione contemporanea, attualizzando temi universali e rendendoli urgenti per il pubblico di oggi. “Il paese che non c’è più” diventa così un invito a rallentare, a fermarsi, a prestare attenzione a ciò che resta quando il rumore del mondo si attenua.
Perché, in fondo, non sono i morti a tacere: sono i vivi che, troppo spesso, hanno dimenticato come si ascolta.

Sul palco: Enza Costa, Francesco De Antoni, Massimo Giorda, Ilaria Monfardini, Lara Montepagani e lo stesso Silvano Pelagotti, in un intreccio di voci e presenze che promette di lasciare il segno.
