Con Quando il cielo è rotto, Marcello Pradhan Setzu firma un romanzo che intreccia scienza, filosofia e spiritualità, trasformando la ricerca della conoscenza in un’avventura interiore verso l’infinito.
Ci sono romanzi che nascono da una storia, e altri che nascono da un bisogno. Quando il cielo è rotto, di Marcello Pradhan Setzu, appartiene a questa seconda categoria. È il debutto di un autore che guarda all’universo come a uno specchio dell’anima, trasformando una tesi di laurea incompiuta in un viaggio verso la consapevolezza.
Il protagonista, Antar, è un giovane laureando in filosofia che sogna di unire scienza e spiritualità. Ma quando incontra Sitara, guida intuitiva e amica, la sua realtà comincia a incrinarsi. Coincidenze, segni e presenze inspiegabili lo spingono oltre la logica, verso un cammino che fonde ragione e intuizione. Intorno a lui ruotano personaggi che rappresentano diversi volti dell’umanità: chi ride, chi cerca, chi si perde.
Con uno stile limpido e diretto, Setzu unisce le domande della fisica quantistica a quelle del cuore. Quando il cielo è rotto non si limita a raccontare una storia: accompagna il lettore nel punto in cui la mente si arrende e la coscienza si apre. È lì che il cielo si rompe, e la luce dell’infinito filtra attraverso le crepe.
Marcello Pradhan Setzu, artista e chef cagliaritano, ha viaggiato in mezzo mondo, dal Regno Unito all’India, portando con sé una curiosità viva per la vita e le sue sfumature. Questo romanzo ne è la prova: un’opera che sa parlare di scienza e anima con la stessa voce, quella di chi ha imparato a guardare oltre.
Il romanzo unisce fisica quantistica, filosofia e introspezione in un racconto che mescola pensiero e emozione. L’autore sceglie un linguaggio accessibile, mantenendo profondità concettuale. Il lettore entra gradualmente in un universo dove il tempo e la realtà si piegano, e dove ogni evento è un invito alla consapevolezza.
Quando il cielo è rotto non è solo narrativa: è un’esperienza. Parla a chi sente di essere parte di qualcosa di più grande e cerca il coraggio di ascoltarsi. È un libro che suggerisce, senza imporre, che ogni crepa può essere un passaggio di luce.
«A volte serve che il cielo si rompa, per ricordarci che la luce non arriva da fuori: era già dentro di noi.»
Dino Tropea MondoSpettacolo Roma
