Articolo esclusivo per MondoSpettacolo
Rachel Lubaki, giovane fashion stylist ed ex modella romana con origini congolesi, si racconta in esclusiva per MondoSpettacolo. Nata e cresciuta nella Capitale, Rachel ha sempre sentito il richiamo della moda, ispirata fin da bambina da Naomi Campbell, la “Venere Nera”. Un percorso iniziato presto, interrotto da difficoltà familiari e rinato con nuova consapevolezza: oggi è una professionista indipendente che celebra eleganza, personalità e autenticità. “Non è ciò che indossi, ma come lo porti”, è il suo mantra. Ecco la sua storia, tra sogni, cadute e rinascita.
Ciao, sono Rachel Lubaki, giovane fashion stylist e, ancor prima, ex modella. Nata a Roma da genitori di origini congolesi, ma a tutti gli effetti italiana. Che dire… questo mix culturale mi ha sempre contraddistinto, soprattutto nel settore che più amo, la moda. Sono qui proprio per raccontarvi brevemente la mia esperienza. Ci sarebbe molto da dire, ne ho fatte e viste tante, ma dovrei scrivere un libro.
Ho iniziato in giovane età, facendomi accompagnare nella capitale in varie agenzie dal mio papà. Assistendo ai miei tanti colloqui con agenti, lui, giustamente scettico e diffidente per il metodo che le agenzie usavano all’epoca, mi consigliò di lasciar stare e di proseguire al termine dei miei studi. Ma in TV c’era sempre e solo lei che mi ispirava a non mollare, e io, ogni volta che l’ammiravo con il suo passo felpato e deciso da pantera, mi dicevo: “Un giorno vorrei essere come lei”, l’unica vera Venere Nera Naomi Campbell.
Testarda e determinata com’ero, all’età di 17 anni presi e partii da sola per Milano. Mi misi in viaggio in taxi e iniziai a esplorare la vita mondana, le agenzie e i salotti milanesi. Mi proposero quasi subito lavori, tanto che iniziai piuttosto bene, lavorando con brand importanti come Sandro Ferrone, Rocco Barocco, Biagiotti, Fubu (streetwear) come direttrice artistica e ballerina in ville VIP tra Milano e Roma, ad eventi, vincendo fasce in passerelle su Roma, figurazioni e programmi TV, ovviamente senza mai tralasciare gli studi.
Fu un inizio di carriera molto impegnativo in giovane età. Iniziarono a propormi contratti, da chi più puliti e da chi meno. Furono un paio di anni magici, ma purtroppo necessità di vita pesanti mi portarono ad abbandonare quello che per me era il sogno. Dovetti stare vicino ai miei fratelli e continuare da soli ad andare avanti e supportarci a vicenda per spiacevoli situazioni familiari. Lasciai così un pezzo del mio cuore in frantumi nella grigia ma altrettanto luminosa Milano, chiedendomi sempre come sarebbe andata oggi.
Iniziò così la mia vita da 25enne normale: routine da fidanzata, convivenze, qualche serata con amiche qua e là. Ma c’era qualcosa che mi mancava, un vuoto che i miei fidanzati dell’epoca non potevano colmare, o meglio, non tenevano conto del mio sconforto per la mancanza del mio lavoro. Ma, a causa della loro troppa gelosia, facevano finta di niente e io soffocai tutto per anni.
Un giorno, passeggiando per via del Corso con un’amica, ricevetti una chiamata da un’accademia che mi aveva vista non so dove e mi propose di prendere appuntamento per un eventuale colloquio. Non fui molto interessata e lasciai stare. Appena chiusi, arrivò un’altra chiamata, l’ennesima agenzia di moda interessata a collaborare. Andai e, per prima cosa, il responsabile mi disse con arroganza e saccenza: “Sei la più bella nera che abbia visto a Roma e sicuramente anche quella che non mi deluderà, dico bene?” toccandomi il viso. Fredda, impietrita e infastidita, lo mandai via e me ne andai con l’amaro in bocca e l’ennesima delusione e frustrazione che portavo da anni.
Scettica e demoralizzata, ormai fidanzata, non diedi più priorità a coltivare questa passione, concentrandomi solo su questioni personali non indifferenti. Ma il destino mi mise davanti a un altro segnale: una sera, scorrendo il cellulare, vidi di nuovo la stessa accademia che mi aveva chiamata su Internet. Mi incuriosii e pensai che non fosse un caso. Mi informai: si trattava di un corso master da fashion stylist. Senza pensarci, mi diedi un’altra possibilità e pensai un po’ a me, vista la passione per lo stile e la moda che non mi ha mai abbandonato.
Come accennato prima, sono una giovane fashion stylist di origine nera, con una profonda passione per la moda, l’eleganza e lo stile, e per chi sa interpretarli con autenticità. “Perché, come dico sempre, non è ciò che indossi, ma come lo porti! Un capo può valere una fortuna o nulla, ma spetta a te renderlo unico e originale, indossandolo con personalità e naturalezza. Un po’ come esprimere la mia vera essenza.”
Ringrazio di cuore ciascuno di voi per aver dedicato anche solo un momento a leggermi e a conoscermi meglio. Avrei tante altre storie da condividere e chissà… forse in un prossimo articolo! Grazie per avermi seguito. 💛❤️ Sempre forza Roma! Un caro saluto.











