RæstaVinvE: la bellezza passa anche per le piccole cose

Le piccole cose sono determinante spesso e volentieri. Dietro le piccole cose esiste forse ogni legge di natura, ogni riferimento possibile, ogni immagine utile per capire e capirci. Dietro le piccole cose c’è anche la bellezza di questo disco d’esordio di un duo in bilico tra riferimenti italiani, francesi e beat in qualche modo assurdo che mi viene alla mente ascoltando “Biancalancia”: ecco il titolo del primo disco dei RæstaVinvE, al secolo Stefano Resta e Vincenzo Vescera. Disco lento, scuro in volto, leggero nonostante tutto, gestibile e anche affascinante per il gusto ricercato che ha di sagomare le forme delle melodie. Dal pop anni ’80 a qualche buona sperimentazione. Piccole cose. Quelle importanti che fanno una differenza gigante…

 

Noi iniziamo sempre col parlare di bellezza: andiamo oltre la mera scena di copertina. Per voi cos’è per voi la bellezza?
(Stefano Resta) La bellezza è ciò che universalmente, nella semplice contemplazione ti riempie, al primo assaggio. Come la foto di una bella ragazza, il sorso del caffè appena fatto, il suono di una chitarra che ti avvolge.

(Vincenzo Vescera) Tutto ciò che è sincero, non artefatto. Può incantarmi una fronte alta, un naso aquilino.

Che poi qualcuno disse che la bellezza è donna… e voi alla donna e alla sua emancipazione dedicate (in parte almeno) questo disco, vero?
(Vincenzo Vescera) Rendere questo concetto esclusivo oggigiorno può creare qualche malinteso. Però si, il disco celebra le donne e la loro emancipazione. Quindi anche gli amori sono al netto delle convenzioni; nel video di “Senza Cuore” tutti amano tutti.

(Stefano Resta) Direi che il nostro disco vorrebbe sia un po’ celebrare la donna, nella sua intrinseca e naturale importanza e bellezza, sia un po’ sfatare e sdoganare, in un’Italia che dibatte ancora su l’uguaglianza di generi, l’immagine idealizzata della donna.

Ecco, parliamo di emancipazione. Parola importante in questo futuro in cui c’è ancora pochissima evoluzione. Che rapporto avete con questa parola?
(Vincenzo Vescera) Un rapporto naturale da sempre, il mondo dell’arte ha sdoganato certi cliché da tempo. Forse non li ha mai avuti.
(Stefano Resta) In Italia c’è molta confusione ancora. I ruoli non sono ancora equamente distribuiti. Uomo e donna hanno mediamente attitudini diverse ma questo perché veniamo da un contesto storico sociale di un certo tipo. Io penso che, in generale, l’emancipazione debba iniziare da noi stessi, che ci emancipiamo prima nel contesto familiare, poi delle amicizie poi delle conoscenze e via dicendo. Se ognuno si chiedesse quanto del proprio essere li sia stato imposto e quanto no inizieremmo a uscire da un contesto oscurantista.

E dunque chi raffigura per voi “Biancalancia”? Nella vita di oggi, chi è per voi e per la vostra quotidianità?
(Stefano Resta) Per me Biancalancia è la donna nella sua forma più completa e combattiva. Una sorta di Giovanna D’Arco, una Santa Rosa. Una donna che sa tener testa con la sua forza e la sua determinazione al mondo intero pur non rinunciando alla sua dolce eleganza. Una Greta Thunberg. Un’immagine contro cui sempre più spesso ci si può imbattere e ci si può scontrare senza però uscirne con le ossa rotte ma solo arricchiti.

(Vincenzo Vescera)
Biancalancia è una giovane donna che gioca a fare la grande. Chiaramente al cospetto di un uomo più adulto, ma non per questo più maturo, viene fuori inevitabilmente il gap generazionale, nonostante l’emancipazione odierna. Il richiamo alla giovane amante di Federico è stato quasi esoterico. Volevamo in qualche modo celebrare la nostra terra; Bianca Lancia era molto più giovane dell’imperatore; esempio di emancipazione dell’alto medioevo; una leggenda vuole che presso il castello di Monte Sant’Angelo Bianca fosse stata tenuta prigioniera della gelosia dell’imperatore. Stessa storia è tramandata a proposito della rocca di Gioia del Colle, dove sarebbe stata rinchiusa dall’imperatore per aver commesso adulterio. a questo ci devi aggiungere che io sono Garganico, Stefano di Corato, a due passi da Castel del Monte. Dulcis in fundo: musa ispiratrice una ragazza di Lucera. Confermo, Federico è venuto a cercarci!

A quando un video per questo nuovo singolo “Rien ne va plus”?
(Vincenzo Vescera) Entro fine giugno. Anche questa volta la regia è stata affidata al Regista francese Giovanni Di Legami.

(Stefano Resta) È un video che si fa attendere ma ne vedrete delle belle. Giovanni crede molto in questo progetto. Sarà un video Hi-Thech.