Recensione: Codice criminale con Michael Fassbender criminale redento

Codice criminale

Codice criminale è la storia dei Cutler, famiglia criminale governata dal patriarca Brendan Gleeson con il figlio Michael Fassbender in cerca di redenzione e di una nuova vita.

In Codice criminale la famiglia Cutler vive da sempre lontano dalla civiltà, nelle campagne del Gloucestershire, nel sud-ovest dell’Inghilterra. Colby Cutler (Brendan Gleeson) e suo figlio Chad (Michael Fassbender) sono a capo di una piccola banda che vive di piccoli e grandi espedienti, commettendo spesso crimini organizzati dall’anziano padre, persona dal carattere forte e autoritario. Chad, che ormai da anni ha messo su famiglia, desidera cambiare stile di vita per il bene soprattutto dei suoi figli, speranzoso di garantire a loro un futuro migliore fuori dai pericoli, ma dovrà vedersela con l’ostracismo e l’egoismo del padre che non ne vuole sapere di “liberarlo” da questa tradizione.

L’ottimo duo irlandese

Il personaggio interpretato da uno straordinario Michael Fassbender (guarda la sua videointervista) è un uomo in cerca di redenzione, consapevole di essere un ingranaggio difettoso della Società ma desideroso di provare quantomeno a cambiare vita. L’ostacolo è rappresentato da un padre possessivo (il già citato Brendan Gleeson) che pur di tenere unita la famiglia non pensa alle esigenze altrui, risultando egoista all’occhio dello spettatore. Ottima alchimia tra i due talentuosi attori irlandesi e questo aiuta il film a mantenersi su buoni ritmi, specialmente quando l’introspezione dei personaggi mette da parte le poche scene d’azione. All’interno della banda ci sono grandi litigi e dissapori, ma si percepisce sempre un forte senso della famiglia, in un rapporto complesso fra tre generazioni di uomini all’interno di una famiglia. Si tratta quindi di un film sopra la sufficienza (nulla di eccezionale, sia chiaro), in grado però di mostrare in modo abbastanza leggero e con toni da “commedia criminosa” una situazione familiare difficile in un contesto di forte disagio sociale da cui non è semplice uscire.

Il talento visionario di Adam Smith

La regia del visionario Adam Smith, all’esordio sul grande schermo dopo corti e serie tv, è di ottima fattura, aiutata anche dalla fotografia dello spagnolo Edu Grau e dalla favolosa ambientazione tipicamente britannica. La colonna sonora è affidata ai Chemical Brothers, voluti fortemente da Smith che collabora con il duo britannico praticamente dagli inizi della loro carriera. La genesi del film risale invece a diversi anni fa, quando lo sceneggiatore e produttore Alastair Siddons lesse su un giornale inglese un articolo che parlava di una famiglia che terrorizzava la zona delle Cotswold: «L’articolo parlava di come una famiglia fosse stata accusata del 65% dei crimini della contea – racconta Siddons – La famigerata banda, definita dalla stampa i nomadi o gli zingari, era ben nota alle forze dell’ordine locali che li avevano collegati a una serie di intrusioni e furti in molte case signorili della regione». Inizialmente Siddons pensò che la famiglia sarebbe stata un soggetto interessante per un documentario e, successivamente, per un lungometraggio di finzione. «L’articolo di giornale era affascinante e lavorare su un documentario è un’esperienza notevole, ma sentivo che in un film avrei potuto raccontare una storia molto più efficace. Ci avrebbe permesso di esplorare più a fondo le dinamiche familiari e i diversi pregiudizi, e avremmo potuto raccontare una storia comprensibile da ogni tipo di pubblico, indipendentemente dal loro background». Il film si ispira inoltre a Gatto nero, gatto bianco di Emil Kusturica, presentato a Venezia nel 1998 e che valse il Leone d’Argento al regista serbo.

Codice Criminale (titolo originale: Trespass Against Us) di Adam Smith con Michael Fassbender, Brendan Gleeson, Lyndsey Marshal, Rory Kinnear, Sean Harris, Killian Scott, Kingsley Ben-Adir e Gerard Kearns, uscirà nelle sale italiane il 28 giugno 2017, distribuito da Videa.

Voto 6.5
di Gigi Tenzi