Recensione di “Tutti vogliono qualcosa”, da oggi nelle sale. Era meglio Alvaro Vitali!

Puntata n.44 della rubrica “Il Criticone” con la recensione del film “Tutti vogliono qualcosa“, diretto da Richard Linklater, uscito oggi nelle sale italiane.

Nel settembre del 1980 sbarca alla Southeast Texas State University (STU) la matricola Jake Bradford (Blake Jenner), pochi giorni prima dell’inizio delle lezioni. Appena arrivato nella casa della confraternita della squadra di baseball della STU, Jake riceve un’accoglienza tutt’altro che amichevole dal veterano Gleen Mc Reynolds (Tyler Hoechlin) e dal suo compagno di stanza, Roper (Ryan Guzman). Il resto del gruppo è composto da Willoughby (Wyatt Russell), amante del cosmo e mistico fumatore di marijuana, dal delirante ed esplosivo Jay Niles (Juston Street), da Nesbit (Austin Amelio), giocatore d’azzardo compulsivo e senza freni, e dal caro vecchio ragazzo Billy Autry (Will Brittain) a cui i coinquilini hanno assegnato il poco edificante nomignolo di Beuter Perkins. Insieme vivranno intensamente i tre giorni che precedono l’inizio ufficiale dell’anno accademico, all’interno del campus e non solo, cercando di divertirsi il più possibile.

Tutti vogliono qualcosa 2



Richard Linklater dopo l’exploit di “Boyhood” e i tanti premi vinti, si è divertito a realizzare un film autobiografico che lo riportasse ai tempi del college, non pensando che magari al pubblico la cosa potesse non interessare. E infatti quello che ne esce è una storia assolutamente poco coinvolgente, in cui vediamo per due ore ventenni arrapati che pensano solo a due cose: la birra e il “triangolino che ci esalta” (per citare Elio). Una serie interminabile di dementi con un Q.I. pari a quello di una pallina da ping pong che si ubriacano, scopano (o almeno ci provano), e ogni tanto usano anche un’altra mazza, stavolta di legno (quella da baseball). E così fra cameratismo, feste, rimorchiamenti vari e scherzi idioti tipo “scoregge in faccia” (sì, avete letto bene!), scopriamo di assistere praticamente ad un “Porky’s” rifatto a distanza di 30 anni, prodotto che può piacere (ma non è neanche detto) giusto a qualche altro maschio arrapato e fumato.

Tutti vogliono qualcosa 3

Al di là del titolo che richiama la canzone di Van Halen “Everybody wants some!!” e di qualche brano d’epoca tirato fuori dal baule dei ricordi, resta molto poco. Peccato per un cast anche discreto, formato da giovani emergenti provenienti soprattutto dalla tv, come ad esempio il protagonista Blake Jenner (Glee) e l’ormai meno giovane Tyler Hoechlin (Settimo cielo e Teen Wolf), ma francamente non si sentiva proprio il bisogno di un prodotto del genere! Ciliegina sulla torta, la durata: 116 interminabili minuti per un film noioso in cui nel 99% delle scene c’è qualcuno con una sigaretta in bocca o una birra in mano che parla di cose futili. Non per essere bacchettoni, perché non lo siamo, ma definirlo un film diseducativo è poco. Due ore di vita buttata per una storia di idioti che non interessa veramente a nessuno e alla fine ci si domanda “ma perché??“.

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Più che “Tutti vogliono qualcosa” si potrebbe riassumere con “Tutti vogliono UNA cosa” (o “quella” cosa, se preferite). Quindi un consiglio spassionato: meglio rispolverare qualche classico della commedia scollacciata con Lino Banfi e Alvaro Vitali, vi darà sicuramente più soddisfazione..

 
 

Ivan Zingariello

 
 

Tutti vogliono qualcosa locandina