Recensione: Il crimine non va in pensione, commedia pulita over 70

Recensione: Il crimine non va in pensione, commedia pulita over 70

Il crimine non va in pensione segna il debutto alla regia di Fabio Fulco e vanta un cast stellare. Nonostante la trama risenta di qualche pecca, la commedia resta piacevole e soprattutto sincera.

Una rapina della terza età

Il crimine non va in pensione è ambientato nel centro anziani “La Serenissima” e vede come protagonisti un affiatato gruppo di over 70. La quiete viene interrotta dall’arrivo di Edda (Silvana Bosi), un’anziana signora che ha perso tutto scommettendo illegalmente. Con il solo scopo di aiutarla, gli ospiti della centro cominciano a pianificare una rapina al Bingo Avana per appropriarsi del cospicuo incasso e regalare a Edda una seconda possibilità. L’ex scassinatore Barabba (Maurizio Mattioli) e il custode del bingo Ernesto contribuiscono al piano, senza contare l’aiuto di Sasà (Fabio Fulco), infermiere de “La Serenissima” ed ex mariuolo dal cuore d’oro alla ricerca di un riscatto. Giunti alla serata in cui è stata fissata la rapina non mancheranno gli intoppi, ma forse non tutto il male verrà per nuocere…

Cast di stelle over 70

Lo sceneggiatore Fabrizio Quadroli ha avuto l’idea del film entrando in una vera casa di riposo romana. A questo episodio si aggiunge il profondo rispetto del regista verso una categoria preziosa come quella degli over 70: se la società finisce spesso per considerarli vecchi ed inutili, nella maggior parte dei casi i diretti interessati non sono dello stesso avviso e sentono il bisogno di sentirsi ancora utili. Proprio dall’unione delle idee dell’uno e dell’altro ha preso forma il progetto de Il crimine non va in pensione, battesimo di Fabio Fulco (guarda la sua videointervista) dietro la macchina da presa. La missione è apparsa sicuramente meno impossibile via via che il cast prendeva forma. In esso rientrano in effetti moltissimi nomi forti del cinema italiano: oltre ai sopracitati Bosi, Mattioli e Fulco troviamo Stefania Sandrelli nel ruolo di Maria, Ivano Marescotti in quello di suo marito Michele, Gianfranco D’Angelo è Cesare, Franco Nero è il primario, Orso Maria Guerrini è l’ex generale di brigata Alfio, Salvatore Misticone è l’ex autista di star omosessuale Donato, Giacomo Piperno è il latin lover Romeo, Rosaria D’Urso è la zia di Sasà Teresa e Gisella Sofio, nell’ultimo lavoro prima della sua scomparsa, è la narcolettica Ersilia. La capacità degli interpreti di abbracciare il ruolo e personalizzarlo secondo la propria sensibilità regala alla commedia un prezioso valore aggiunto ed esprime in pieno il concetto di coralità.

Una moderna commedia all’italiana con qualche pecca

Nel film è evidente il desiderio di proporre la più classica delle commedie all’italiana, sullo stile de La banda degli onesti e I soliti ignoti (ma potremmo citare anche il più recente esempio statunitense Insospettabili sospetti, con Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin). Impossibile non lodare la capacità della pellicola di far sorridere in modo onesto e pulito ma è altrettanto vero che alcune imperfezioni nella sceneggiatura e nella regia minano in parte il risultato finale. Nel complesso Il crimine non va in pensione risulta piacevole e riesce ad affrontare tematiche sociali come la ludopatia o la vecchiaia senza perdere la capacità di sorridere. Una dote non da poco, che senza dubbio sopperisce ad alcuni passaggi più acerbi. Lodevole l’iniziativa dei distributori del film dedicata agli anziani: il biglietto è gratuito per gli over 70 e anche per eventuali accompagnatori under 20. Un’ottima occasione per accompagnare i nonni al cinema.

Il crimine non va in pensione (questa la pagina ufficiale Facebook del film) arriva in sala il 15 giugno prodotto da distribuito da Stemo Production S.r.l e Event Horizon SRL.

Voto 6

di Raffaella Mazzei