Recensione: Io danzerò, elegante biopic su Loïe Fuller

Io danzerò

Io danzerò di Stéphanie Di Giusto è il film immagine del Biografilm Festival 2017: elegante e flessuoso, incarna lo spirito della danza attraverso i gesti di Loïe Fuller.

Loïe Fuller: fleur de rêve

Eccentrica nello stile e nella propria arte, Loïe Fuller è una delle figure più importanti del XX secolo per quanto riguarda il ballo e la sua evoluzione. È a questa pioniera della danza d’avanguardia che Stéphanie Di Giusto dedica la sua opera prima, Io danzerò, un film elegante, sobrio, bilanciato in ogni punto: l’estro creativo e il gusto della Di Giusto spesso prendono il sopravvento sulla veridicità dei fatti narrati, ma ne scaturisce una storia avvincente e piacevole da seguire attraverso le passioni di Loïe Fuller (Soko). Determinata, sognatrice, combattiva: la Fuller attraversa l’oceano per seguire il proprio sogno di diventare una ballerina a seguito di uno stentoreo «Io danzerò» che titola il film. Ad aiutarla ci sarà il suo spasimante, il conte Louis (Gaspard Ulliel), che la seguirà fino alla fine. Una formidabile Soko riesce a interpretare perfettamente il carattere forte della protagonista, dal piglio vagamente mascolino, oltre ad una notevole somiglianza fisica.

Loïe tra passione artistica ed erotica

In America Marie Louise Fuller (vero nome di Loïe) legge Shakespeare e vuole diventare un’attrice. Alla morte dell’amato padre – un simpatico ubriacone di origine francese – la ragazza va a trovare la madre, una donna dalla stretta morale con la quale vive una vita monastica. Nel frattempo, cerca di farsi strada attraverso la recitazione, per lo più con parti minori o scatti osé. È per puro caso che Marie Louise inventa la propria danza: un ballo vorticoso che sfrutta i movimenti del lungo abito per creare giochi di colore e luce. Loïe parte per la Francia dove tenterà di fare fortuna alle Folies Bergères prima e all’Opéra poi. Ma la vita della ragazza è fatta sia di passione verso la propria arte, sia di amori ricambiati e non. Il film accenna elegantemente all’omosessualità di Loïe, la quale ebbe diverse storie d’amore con le proprie studentesse. Tra queste ha particolare rilievo Isadora Duncan (Lily-Rose Depp): aggraziata come una dea greca nei movimenti cercherà di ingannare la Fuller attraverso un amore che altro non è che volontà di sfruttare la sua popolarità.

Io danzerò - Le sale
Le sale italiane in cui sarà possibile vedere Io danzerò (clicca per ingrandire)

Biografia e fiction: l’opera prima della Di Giusto

La prima opera di Stéphanie Di Giusto, film simbolo del Biografilm Festival 2017, è un esempio di mescolamento tra le arti: il cinema riflette sulla danza e sulla vita di Loïe Fuller. Io danzerò è una biografia, ma che contiene moltissimi elementi di finzione. Il film biografico, dunque, non è per forza un film documentario o un film ancorato necessariamente alla realtà dei fatti. La creatività degli sceneggiatori è stata tale da offrire una storia lineare, semplice, a tratti avvincente. Se la storia con il conte non convince molto in alcuni punti, la bellezza e la classe con le quali sono trattati temi quali l’omosessualità e il sesso vanno a compensare questa mancanza.

Io danzerò di Stéphanie Di Giusto è un film elegante e raffinato, in uscita in Italia il 15 giugno, distribuito dalla I Wonder Pictures.

Voto 8

di Antonella Stelitano