Recensione: La battaglia di Hacksaw Ridge, Mel Gibson e la forza della fede

Esce domani nei cinema italiani La battaglia di Hacksaw Ridge, il nuovo film di Mel Gibson presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Con La battaglia di Hacksaw Ridge, dopo insegnanti sfigurati, eroi scozzesi, cristi torturati e cacciatori maya, il redivivo Mel Gibson (alla sua quinta regia cinematografica) si tuffa nel war movie, portando sullo schermo la vera storia di Desmond T. Doss, il primo obiettore di coscienza americano a ricevere la medaglia d’onore, massima onorificenza militare.

Dorothy (Teresa Palmer) e Desmond (Andrew Garfield) - Hacksaw Ridge
Dorothy (Teresa Palmer) e Desmond (Andrew Garfield)

Desmond Doss (Andrew Garfield) è un ragazzo della Virginia profondamente religioso (è un avventista del settimo giorno) e cresce in una famiglia con un padre (Hugo Weaving) reduce della Grande Guerra, alcolizzato e violento, ed una madre apprensiva (Rachel Griffiths). Gli Stati Uniti sono già entrati nella Seconda Guerra Mondiale e, dopo aver conosciuto la giovane infermiera Dorothy (Teresa Palmer) che si ripromette di sposare quanto prima, Desmond si arruola volontario con entusiasmo, come tutti gli uomini del suo paesino. Ma lui non è come gli altri, perché durante il duro addestramento rifiuta categoricamente di imbracciare il fucile, dichiarandosi obiettore (o meglio un cooperatore) di coscienza e di voler salvare delle vite anziché toglierle, non combattendo, ma servendo la patria come soccorritore.

Il sergente Howell (Vince Vaughn) con i commilitoni e Desmond - Hacksaw Ridge
Il sergente Howell (Vince Vaughn) con i commilitoni e Desmond

Magrolino e sempre affabile e sorridente, Doss viene deriso e maltrattato dai suoi commilitoni, agli ordini del sergente Howell (Vince Vaughn), e in particolare da Smitty (Luke Bracey) che lo prende di mira. Sono tutti convinti che per loro il ragazzo sarebbe solo un pericoloso peso una volta in trincea e così, anche grazie ai superiori come il capitano Glover (Sam Worthington), provano in tutti i modi a cacciarlo dall’esercito. Lui però resiste ed ottiene il suo scopo, ritrovandosi in missione nientemeno che nella sanguinosa battaglia di Okinawa, dove alla sua unità viene ordinato di conquistare l’imponente scarpata di Maeda, anche nota come Hacksaw Ridge. In cima a questa ripida e incombente scogliera di 120 metri ci sono nidi fortificati con mitragliatrici, trappole esplosive e soldati giapponesi nascosti nelle grotte, pronti a combattere fino alla morte. La battaglia ha inizio…

Il capitano Glover (Sam Worthington) - Hacksaw Ridge
Il capitano Glover (Sam Worthington)

Con La battaglia di Hacksaw Ridge Mel Gibson torna dietro la macchina da presa a distanza di ben 10 anni dal suo Apocalypto e a 12 dal discusso La passione di Cristo. Dare un giudizio su questo film è potenzialmente complicato. Ed infatti, così come la pellicola è divisa in due distinte parti (quella americana e quella ad Okinawa), anche la percezione di chi scrive lo è. Guardandolo con gli occhi del pubblico c’è tutto quello che serve per un successo al botteghino: attori di grido, una storia coinvolgente, feroci e realistiche battaglie, retorica da vendere e l’ovvio happy ending, trattandosi di una storia vera. Come spettatore posso quindi dire che è un film che piace e appassiona molto.

Mel Gibson dirige il film - Hacksaw Ridge
Mel Gibson dirige il set

C’è poi però la parte del critico, che non può non sottolineare alcuni aspetti: il film è molto furbo, giocando sull’orgoglio del protagonista nel seguire ciecamente il suo credo religioso e sulla sua ostinazione nel voler perpetrare il suo arruolamento non cruento. Gibson pesca da illustri predecessori come Kubrick e Spielberg riproponendo, quasi al limite del plagio, l’addestramento di Full metal jacket che tanto rese celebre il sergente Hartman e i suoi modi burbero/dissacranti di relazionarsi con le reclute. Lì c’era R. Lee Ermey e qui c’è Vince Vaughn. Nella seconda parte ad Okinawa, invece, il sanguinoso attacco alla scogliera è praticamente quello di Salvate il soldato Ryan, con una crudezza ed un realismo forse eccessivi per qualcuno. Purtroppo tutta la vicenda di questo autentico supereroe Desmond Doss è intrisa di retorica, in un film old style che sembra uscito a fine anni ’90. Al di là del solito gruppo di commilitoni stereotipati (il belloccio muscoloso, l’italiano bassino, il bruttone, il biondino stronzetto, il cagasotto ecc.) c’è l’autocompiacimento di Gibson che sfocia in scene al rallenty di giapponesi bruciati vivi col lanciafiamme e simili, che non mancherà di scatenare polemiche e accuse di razzismo (che novità!).

Desmond sul campo di battaglia - Hacksaw Ridge
Desmond sul campo di battaglia

Capitolo attori: Andrew Garfield, ormai star di Hollywood dopo aver vestito i panni di Spider-Man, offre una notevole prova nell’impersonare il gioviale Desmond, allo stesso tempo misurato e morigerato ma anche molto deciso, ha meritato pienamente la nomination all’Oscar. Intensa anche la bella infermiera Teresa Palmer, reduce dagli orrori metafisici di Lights out – Terrore nel buio, mentre si mantiene ai suoi soliti, ottimi livelli anche Vince Vaughn nel ruolo del sergente, burbero solo in apparenza. Da sottolineare invece la performance di Hugo Weaving, grandissimo nel tratteggiare il burrascoso padre di Desmond e meritevole anche lui di una nomination, come attore non protagonista (scandaloso che in carriera non ne abbia mai avuta una, neanche per i Golden Globes). Il vero Desmond Doss (morto nel 2006), come racconta il produttore Bill Mechanic: «Non ha mai voluto vendere i diritti sulla sua vita, non voleva la popolarità, sentendo che sarebbe stata una contraddizione per se stesso. Solo fino alla fine della sua vita, quando la gente lo ha convinto che era giunto il momento di raccontare la storia, in modo che avrebbe continuato a vivere». Da lì, di concerto con lo sceneggiatore Robert Schenkkan, Mechanic aveva individuato in Mel Gibson il regista ideale per raccontare la storia in modo realistico ma anche evocativo, e provò ad inviargli il copione nel 2002 e poi ancora nel 2010, inutilmente. Al terzo tentativo, nel 2014, Mel lo lesse durante la notte e la mattina successiva accettò.

Ancora Desmond durante la battaglia di Okinawa
Ancora Desmond durante la battaglia di Okinawa

Non sapremo mai se Doss si stia rivoltando nella tomba o se avrebbe apprezzato questa trasposizione della sua vita, ma sono sicuro che anche questa volta il film di Gibson farà discutere. Alla fine, però, ciò che conta è il giudizio del pubblico, quindi il consiglio è di vederlo e di appassionarvi a questo film sulla forza della fede e alla vera storia di un supereroe umano (senza tutina) a cui bastano dogma e volontà per compiere imprese straordinarie. Come avevo auspicato dopo la presentazione a Venezia, l’Academy ha candidato il La Battaglia di Hacksaw Ridge a ben 6 premi Oscar (leggi tutte le nomination), tra qui quelli per il miglio film, la miglior regia e il miglior attore protagonista.

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Ivan Zingariello