Recensione: Pacific rim – La rivolta, la lotta tra Kaiju e Jaeger continua

La guerra tra mostruosi kaiju e giganteschi difensori jaeger raccontata nel Pacific rim di Guillermo del Toro non sembrava finita. E, infatti, non lo era, perché lo scontro tra mega robot e mostri giganti prosegue in Pacific rim – La rivolta diretto da Steven S. DeKnight. Dal primo episodio è passato qualche anno. Il mondo, libero ormai dalla minaccia, si appresta a tornare alla vita. E con lui Jake Pentecost (John Boyega), figlio dell’eroe di guerra Stacker Pentecost che, ben diverso da suo padre, abbandona il posto da pilota di Jaeger per trascorrere le giornate tra furti e divertimento. Non passa molto che Jake finisce nei guai, mettendosi alla guida di un robot illegale insieme alla giovane Amara Namani (Cailee Spaeny). Catturato dalle guardie, ha un solo modo per uscirne pulito: essere un ranger nel programma di addestramento di nuovi piloti.

L’arrivo al centro e l’annuncio da parte di Liwen Shao (Tian Jing) di una nuova generazione di jaeger, gestita in remoto, innescano una serie di eventi che portano al nuovo scontro con i Kaiju. Uno scontro che vede protagonisti, insieme a Pentecost, Amara e Shao, anche il pilota Lambert (Scott Eastwood), Jules Reyes (Adria Arjona) e il dottor Hermann Gottlieb (Burn Gorman) contrapposti allo scienziato ed ex collega Newton Geiszler (Charlie Day).

Ancora una volta, contro la minaccia mortale è l’unione a fare la forza. Peccato che gli anelli della catena difensiva non corrispondano a personaggi altrettanto forti. Nelle quasi due ore infinite di durata nessuno dei protagonisti spicca per caratterizzazione e ogni approfondimento psicologico sembra bandito per lasciare spazio a figure per lo più stereotipate e dal sapore trito.

Unica nota positiva è una seppur accennata dose di ironia e leggerezza che mitiga il pericolo di prendersi troppo sul serio e rende spassosa l’interazione tra la (ex)coppia Gottlieb/Geiszler.

Se poi guardiamo all’intreccio, Pacific rim – La rivolta non ne esce vincente nemmeno un po’. Nuovi personaggi richiedono una nuova introduzione. Un’introduzione che in questo secondo capitolo è fastidiosamente lunga, a discapito di uno scontro, nucleo della storia, liquidato con poco. Nessuna sorpresa, nessun colpo di scena. Tutto procede esattamente come ci si aspetta, prospettando la consueta lotta tra buoni e cattivi, l’incontro/scontro con la figura paterna e il proprio passato ed eroi riluttanti che, alla fine, superano le discordanze e combattono insieme per salvare la Terra.

Non si guadagnano una menzione speciale nemmeno le scene di battaglia epica tra kaiju e jaeger che buttano giù città intere. Nonostante il 3D e gli elaborati effetti speciali infatti, la resa dei conti non è coinvolgente come si spererebbe e rimane piuttosto impersonale e ripetitivo. Tirando le somme, quindi, Pacific rim – La rivolta è un sequel lontano dalla piena riuscita e tutt’altro che eccezionale. E non è detto che sia davvero finita.

 

Valeria Gaetano