Recensione: Quando un padre, Gerard Butler genitore assente pentito

Quando un padre

In Quando un padre Gerard Butler è un arrivista cacciatore di teste che trascura la famiglia, ma dovrà fare i conti con la leucemia del figlioletto, tentando di recuperare il tempo perduto. Un ottimo family drama, diverso dalla solita solfa.

Un padre che lavora troppo, trascurando il figlio malato

In Quando un padre, Dane Jensen (Gerard Butler) è un formidabile “cacciatore di teste” che si occupa di procurare importanti lavori in cambio di laute commissioni, per una societa di recruitment diretta dallo spietato Ed Blackridge (Willem Dafoe). Dane mira a primeggiare con il suo team su quello della collega Lynn Vogel (Alison Brie), visto che chi a fine anno avrà ottenuto più risultati otterrà la poltrona di Ed. Dane, che lavora praticamente 18 ore al giorno e usa qualunque mezzo, anche non lecito pur di chiudere affari (tra cui sfruttare un povero ingegnere Lou, in là con l’età, interpretato da Alfred Molina), dedica tutte quindi tutte le sue energie alla sua attività, trascurando la famiglia. La moglie Elise (Gretchen Mol), pur ribadendo di amarlo, si lamenta della situazione e viene spesso insultata da Dane che le rinfaccia la sua vita agiata, frutto del suo estenuante lavoro. Anche i figli ne risentono, in particolare il piccolo Ryan (Max Jenkins) di 10 anni, che presto si ammala di leucemia. Ma la scadenza di fine anno si avvicina e Dane dovrà combattere tra l’obbiettivo lavorativo per il quale è impegnato da anni e recuperare il tempo con il figlioletto, prima che sia troppo tardi…

Un sorprendente lacrima movie

L’esordiente Mark Williams dirige Gerard Butler (anche produttore del film) in un family drama che strizza l’occhio al cinema commerciale. Quando un padre è infatti un film semplice, ma al tempo stesso accattivante, non ricattatorio e che lascia allo spettatore il giudizio sul personaggio di Dane. Non necessariamente (o eccessivamente) strappalacrime (e questo è un punto a favore), la vicenda affronta dilemmi esistenziali e mostra come ci sia sempre un motivo dietro i comportamenti delle persone, anche quelli apparentemente più incomprensibili o inconcepibili, come trascurare un figlio malato per raggiungere un importante obbiettivo lavorativo. Certo, la famiglia resta sempre la cosa più importante al mondo, ma la vita porta a volta a fare scelte ingloriose, nell’ottica di un “disegno” più grande. Le dinamiche familiari vengono analizzate egregiamente, dal rapporto tra moglie e marito a quello tra genitori e figli, e gli sceneggiatori riescono bene in questo compito mentre Williams, anche grazie ad un montaggio attento e dinamico, dà al suo film un appeal commerciale che conquista anche chi solitamente non ama i lacrima movie (come il sottoscritto).

Cast fantastico e Alfred Molina da Oscar

Gerard Butler non è più quello di 300, ma è ormai un signore sulla cinquantina un po’ imbolsito che può andar bene anche per prodotti come questo, dove oltre a fare il papà c’è una quotidiana sfida da affrontare con le unghie, e soprattutto con il telefono sempre in funzione. Willem Dafoe fa il suo classico ruolo da capo stronzo, menefreghista e spietato, e ovviamente la cosa gli riesce benissimo, mentre la Gretchen Mol di Boardwalk Empire è particolarmente convincente come moglie delusa e madre addolorata. Una menzione speciale merita il giovanissimo Max Jenkins, tenero bambino malato che risente molto dell’assenza del padre, costretto a scoprire da solo il mondo e costantemente deluso da lui. E poi c’è Alfred Molina: il suo non più giovane ingegnere, che Dane utilizza come specchietto per le allodole nelle sue contrattazioni, illudendolo di trovargli un lavoro per poi lasciarlo ogni volta a bocca asciutta, è un autentico tuffo al cuore, forse anche più del bambino malato (il che è tutto dire). La sua interpretazione misurata e malinconica merita assolutamente una nomination all’Oscar come attore non protagonista. Con un cast di altissimo livello, una storia accattivante, un montaggio dinamico e una regia convincente, Quando un padre è davvero una bella sorpresa in questa estate fatta di blockbuster mediocri (come Wonder Woman o La Mummia) e merita assolutamente la visione.

Quando un padre, diretto da Mark Williams con Gerard Butler, Gretchen Mol, Willem Dafoe e Alfred Molina è in uscita l’8 giugno, distribuito dalla Eagle Pictures.

Voto 7.5

di Ivan Zingariello