Recensione: T2 Trainspotting, il sequel cult di Danny Boyle

T2 Trainspotting

T2 Trainspotting, il sequel del film culto di Danny Boyle, ripropone a distanza di vent’anni i quattro protagonisti di allora, le loro vite e il poco amichevole reincontrarsi.

20 anni dopo

Alla fine del primo Trainspotting, mentre gli altri dormivano, Mark Renton (Ewan McGregor) aveva rubato il ricavato della vendita di una borsa di eroina, vale a dire 16 mila sterline in contanti, sparendo nel nulla. Solo all’amico eroinomane Spud (Ewen Bremner) aveva lasciato 4 mila sterline in un armadietto, che il tossico aveva tenuto per sé senza informare gli altri amici. Sick Boy (Jonny Lee Miller) non ha preso bene la fuga di Mark, nonostante non sia mai stato una persona leale, perché convinto che se qualcuno avrebbe potuto tradire i suoi amici, sarebbe dovuto essere lui. Cova quindi una crescente rabbia e sete di vendetta. E’ andata peggio a Frank Begbie (Robert Carlyle) che ha trascorso gli ultimi vent’anni in prigione, sognando il giorno in cui riuscirà a trovare il traditore per farlo fuori. Quando un ripulito Mark torna a Glasgow per saldare il suo vecchio debito, le reazioni degli ex amici saranno contrastanti. Inoltre, con Frank evaso e latitante, i pericoli aumenteranno esponenzialmente e per Renton sarà difficile ricucire lo strappo e sopravvivere alla furia omicida del galeotto.

Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller, e Ewen Bremner in T2 Trainspotting
Ewen Bremner, Ewan McGregor, Jonny Lee Miller e Robert Carlyle

Operazione nostalgia

Era il 1996 quando il quarantenne Danny Boyle diresse uno dei film di culto degli anni ’90, quel Trainspotting manifesto (tragico) di una generazione di sbandati, contribuendo a lanciare definitivamente la carriera del giovane Ewan McGregor, poi divenuto una star hollywoodiana. Vent’anni dopo, in un mondo del cinema ormai privo di idee e avvezzo ai remake, ai reboot e ai sequel, la stessa squadra si riunisce per un’operazione nostalgia che riporta sullo schermo i quattro protagonisti di allora. Il progetto era potenzialmente rischioso, trattandosi di un film così amato dal pubblico, e spesso certe operazioni finiscono per naufragare in pellicole mediocri o che non fanno altro che scimmiottare l’originale. Stavolta invece siamo di fronte ad un sequel molto gradevole, movimentato, ricco di citazioni e di rimandi al film precedente, e con uno sviluppo interessante che lo rende quasi un thriller, ricco di sottotrame come le vicende familiari di Frank o l’attività lavorativa di Sick Boy e compagna. E stavolta anziché l’autodistruzione, il tema portante riguarda i rapporti di amicizia e la follia della vendetta.

Ewan McGregor e Robert Carlyle
Ewan McGregor e Robert Carlyle

Danny Boyle, una garanzia

Il premio Oscar Danny Boyle ci sa fare con la macchina da presa e, come vent’anni fa, correda la pellicola di inquadrature insolite e spesso stranianti, di fotogrammi in pausa, di trovate anche geniali e di un ritmo serrato che non annoia lo spettatore, dando lustro al difficile sequel. Racconta lo stesso Boyle: «Sono passati 21 anni dall’uscita del primo film, e secondo la saggezza convenzionale, dopo 20 anni è tardi fare un sequel! Il ritardo non è stato esattamente intenzionale, per anni abbiamo parlato della volontà di farne un altro. Ma, in realtà, è quel che dà al film un motivo di esistere. Quando si mettono a paragone gli attori oggi, con le immagini di come apparivano 20 anni fa, viene fuori una scena crudele. Anche solo dieci anni fa, guardandoli, ho visto che non erano molto cambiati. Per scherzare dicevo loro di idratarsi la pelle costantemente! Ma 20 anni è un tempo lungo e si vede. I ragazzi si sono tenuti bene rispetto a come sarebbero potuti essere, se paragonati a come apparivano in precedenza. Non si vergognano di essere così come sono, ed è proprio di questo che tratta il film».

Ewan McGregor e Jonny Lee Miller in T2 Trainspotting
Ewan McGregor e Jonny Lee Miller

Qualcuno infatti è invecchiato bene (come Ewan McGregor), mentre qualcun altro un po’ meno, ma nonostante ciò la performance del cast resta di alto livello. E qua e là si respirano atmosfere del precedente film, che si alternano a vari cambiamenti di prospettiva e ribaltamenti di situazioni, per comporre un’avventura imperdibile (con finale a sorpresa) per chi ha amato il primo Trainspotting. Non un capolavoro, ma sicuramente un sequel più che gustoso, T2 Trainspotting arriva nei cinema italiani il 23 febbraio, distribuito dalla Warner Bros, mentre questa è la Pagina Ufficiale Facebook del film.

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Ivan Zingariello