Recensione: Whitney, il controverso doc sulla vita di Whitney Houston

Whitney documentario

Arriva nelle sale italiane solo dal 24 al 28 aprile, Whitney, il controverso documentario sulla vita della cantante Whitney Houston.

In un’intervista del 2002 Whitney Houston, icona della musica mondiale, dichiarò espressamente: «Posso essere la mia migliore amica, ma anche la mia peggiore nemica». In questa frase è racchiusa l’essenza di Whitney, il documentario che a cinque anni dalla sua scomparsa racconta senza remore “vita, morte e miracoli” della celebre cantante americana.

Whitney, dalle stelle alle stalle

Rivivono così le varie tappe che hanno scandito la tormentata esistenza della Houston, dall’infanzia ai primi successi, dalle vette delle classifiche alla discussa amicizia “particolare” con Robyn Crawford, dall’amore con Bobby Brown al consumo di alcol e droga, dai grandi tour mondiali ai problematici ultimi, fino al tragico epilogo della sua vita. Il tutto condito da interessanti materiali inediti, fra i quali diversi video amatoriali che mostrano momenti di vita quotidiana di Whitney e famiglia, oltre a estratti del suo tour mondiale del 1999, interviste televisive e quant’altro. Nutrito anche il gruppo di amici e colleghi intervistati per l’occasione, tra cui i fratelli e la madre di Whitney, assistenti, musicisti, guardie del corpo, produttori, dirigenti della casa discografica Arista Records.

Robyn e Bobby

Un ottimo documentario, non agiografico e se vogliamo anche un po’ sensazionalistico che ha però il pregio di rendere bene l’idea della vita tormentata di Whitney, una donna tanto forte quanto fragile, e della sua particolare situazione psico-emotiva. La chiave di tutto è rappresentata dal suo rapporto lesbo-simbiotico con l’amica-assistente Robyn Crawford, l’unica che riesca a tenere a bada i suoi eccessi. Poi, con l’arrivo del nefasto Bobby Brown, la situazione inizia a precipitare e quando Robyn, esausta per i continui litigi con il cantante-marito-rivale, getta la spugna e abbandona “l’amica” al suo destino, la Houston imboccherà un tunnel dal quale non uscirà più, che la porterà al più totale disfacimento fino alla morte prematura, sorte tragicamente condivisa successivamente con la figlia Bobbi Kristina.

Il controverso Nick Broomfield

Il documentario, prodotto dall’autorevole BBC britannica, è diretto dall’inglese Nick Broomfield, noto per la sua capacità di scavare nella vita degli artisti più famosi e divenuto celebre per un altro documentario biografico, Kurt & Courtney (1998), che analizzava a fondo il suicidio di Kurt Cobain proponendo tesi molto controverse che provocarono la dura reazione della moglie Courtney Love. Nel caso di Whitney, Broomfield ha dichiarato di aver indagato in profondità la vita della star per capire le cause che, da un successo stellare, l’hanno poi portata ad uno straziante declino artistico e personale. Ed il risultato è stato il medesimo, con un prodotto che forse non farà impazzire i fan di Whitney (soprattutto chi sperava di assistere ad una grande celebrazione della cantante), ma che coraggiosamente propone la verità nuda e cruda, come del resto dovrebbe sempre avvenire in un documentario che si rispetti. Nel frattempo il prossimo 26 aprile ci sarà la presentazione al Tribeca Film Festival di New York, mentre la famiglia Houston è sul piede di guerra e sta cercando di boicottare l’uscita in sala, ufficialmente lamentando l’utilizzo (a loro dire) non autorizzato delle riprese video inedite del tour mondiale del 1999, ma in realtà perché è l’immagine di ognuno di loro ad uscire non propriamente limpida dalla visione del documentario. Broomfield ha risposto che «Hanno mandato delle mail alle persone per dirgli di non prendere parte al film. Noi non volevamo sconvolgerli, quella non è mai stata l’intenzione. Ignoravo quello che stessero facendo, e c’erano molte persone che volevano parlare con me».

In attesa di scoprire come finirà la querelle, Whitney (Whitney: Can I Be Me) sarà in sala come evento speciale dal 24 al 28 aprile, distribuito dalla Eagle Pictures. Per scoprire in quali sale sarà possibile vedere il documentario, potete consultare il sito www.eventowhitney.it

VOTO: 8

 

Ivan Zingariello