Recitare è vivere mille vite: intervista all’attrice Vanda Montecchi

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L’attrice Vanda Montecchi ha recitato in alcune pellicole cinematografiche come “Una sconfinata giovinezza” di Pupi Avati, “La rugiada di San Giovanni” ed “Oltre il confine dei sogni”, oltre che in numerose fiction televisive, come “Il commissario Rex”: Vanda si è raccontata ai microfoni di Mondospettacolo.

Ciao carissima, grazie per aver accettato questa intervista: in che momento della tua vita hai capito che la tua passione era la recitazione?

Fin da bambina guardando la televisione sognavo di essere un’attrice, mi immaginavo di indossare quegli abiti bellissimi che a quel tempo nessuno poteva permettersi e di recitare così bene da incantare gli spettatori. Sognavo di essere famosa, riconosciuta da tutto, cioè tutto quello che regala il successo.

Cosa provi quando reciti? Cosa provi ad essere nelle vite degli altri, grazie alla recitazione?

Quando si recita si investe tanta energia, poi la gioia di esprimerti, ma anche il timore di non riuscire a dare il meglio; perché un attore deve sempre mettersi in discussione, senza la presunzione di sentirsi bravo! C’è sempre da imparare. Essere nelle vite degli altri grazie alla recitazione, è qualcosa che mi affascina. Riuscire ad entrare in un personaggio, calarti in esso è difficile ma anche integrante, mi stimola ed e eccitante.
E’ come vivere tante vite, una diversa dall’altra e le devi drenare dentro di te.

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Molti ruoli nel cinema e nella tv: tra cinema e tv, hai una preferenza?

Io amo il cinema, il grande schermo da delle emozioni più forti, sarà per le dimensioni, il sonoro, le luci soffuse e a volte il telespettatore si sente come proiettato dentro la storia. Le serie tv, le fiction ti offrono una buona opportunità di lavoro ed essere seguite da molto telespettatori, regala un successo più veloce.

Quanto conta il lavoro di squadra, sul set?

Il lavoro di squadra sul set è importantissimo, se c’è empatia si lavora benissimo, cisi aiuta, si impara e ci si diverte anche.

L’esperienza umana e lavorativa che non dimenticherai…

L’esperienza umana e lavorativa che non dimenticherò mai è stato quando mi ha contattato la produzione del maestro Pupi Avati. Era la prima volta che mi trovavo a lavorare con un regista così importante e con attori famosi. Il maestro ed il fratello sono persone fantastiche; pazienti, disponibili. Non mi sono sentita a disagio, anzi, se il maestro stesse leggendo gli confesso che avrei voluto abbracciarlo e dirgli “grazie, mi ha donato un momento di felicità che resterà per sempre nel mio cuore, e tra i miei ricordi più belli.

Progetti artistici per il futuro prossimo…

Un importante rassegna di cortometraggi internazionale, nel ruolo di mamma di un giovane terrorista combattuto tra religione e ragione. Il cortometraggio sarà diretto dalla “Falcicchio Productions”, mentre le riprese sono previste per giugno 2016 in Puglia.

Siamo in chiusura, manda un messaggio ai lettori di Mondospettacolo…

Ai lettori, che io considero amici, chiedo di seguirmi nel mio lavoro, di sostenermi ed io mi impegnerò per non deluderli. Un abbraccio col cuore a tutti.

ILARIA GRASSO

Crediti Foto: Massimo Meliga

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