RFF2015: i resuscitati di “Glitch”, gli spietati immobiliaristi di “Capital” e la Norvegia invasa di “Occupied”

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Al Roma Fiction Fest ricco pomeriggio con ben 3 pilot di nuove serie televisive in concorso: “Capital“, “Glitch” e “Occupied“.

Partiamo con “Capital“. Una strada di Londra è trasformata dalla rapida impennata dei prezzi degli immobili, mese dopo mese. Qui vivono personaggi diversi per nazionalità, razza, ricchezza ed esperienza. Con lo spietato banchiere Roger Yount (Toby Jones) si incrociano storie di amore, perdita, ricchezza e invidia, in una città dove le apparenze ingannano e il denaro non compra la felicità. Nell’episodio pilota gli abitanti della strada, dalle vecchiette fino ai negozianti arabi, ricevono misteriose cartoline con la loro stessa foto e l’inquietante dicitura “Vogliamo ciò che hai“. Adattamento dello sceneggiatore Peter Bowker dell’omonimo romanzo di John Lanchester, “Capital” è uno sguardo sulla moderna Gran Bretagna che a onor del vero non è stato particolarmente entusiasmante.

Capital

Roger Yount (Toby Jones)

VOTO: 5.5


 

Proseguiamo con l’intrigante “Glitch“. A Yoorana, una sperduta cittadina della provincia australiana, improvvisamente tornano in vita sei persone, che escono dalle loro tombe spaesate e sporche. Risorte senza motivo e prive di alcun ricordo della loro vita precedente, sono soccorse dal poliziotto James Hayes (Patrick Brammall) e dalla dottoressa Elishia McKellar (Genevieve O’Reilly), che li portano in ambulatorio ignorando la loro resurrezione, e credendoli invece dei satanisti che si divertono a stare nudi nel cimitero. Dopo essersi ripuliti però, una delle sei persone diventa un volto familiare (con relativo shock) per qualcuno e inizia la ricerca della verità per scoprire cosa gli sia successo, dal momento che sono tutti morti in epoche diverse (vediamo anche come, tramite flashback) e apparentemente non hanno legami tra loro. Questa serie tv è una specie di “Les Revenants” in salsa australiana, decisamente intrigante (anche se meno cupa di quella francese) e che indaga sulle emozioni umane e sul significato dell’esistenza. Fantastica l’amicizia tra il vecchio razzista resuscitato e l’adolescente di origine aborigena.

Glitch

James Hayes (Patrick Brammall) e John Doe (Rodger Corser)

VOTO: 7+


 

Concludiamo con lo scandinavo “Occupied“. In un futuro prossimo il governo ambientalista di Jesper Berg (Henrik Mestad) sale al potere in Norvegia e dopo i recenti cataclismi che hanno provocato migliaia di morti, decide di abbandonare i combustibili fossili, cessando l’estrazione del petrolio del Mare del Nord. Questo provoca problemi a tutto il continente, con l’Unione Europea costretta a chiedere aiuto alla Russia, visto che le minacce di sanzioni economiche sono state ignorate dalla Norvegia. Berg viene quindi rapito in elicottero davanti agli occhi dei suoi bodyguard, tra cui Hans Martin (Eldar Skar), ma anche di un giornalista che non intende tacere. Nel frattempo i russi occupano tre piattaforme petrolifere norvegesi nel Mare del Nord e i ministri rimasti orfani di Berg decidono di intervenire, nonostante il potenziale futuro scontro militare con la Russia li vedrebbe certamente soccombere. Berg però ricompare, frastornato ma deciso ad accettare le richieste russe pur di evitare uno spargimento di sangue. Sulla carta questa serie scandinava potrebbe avere spunti interessanti, ma il pilot è un po’ troppo tirato, con forzature forse troppo poco verosimili.

Occupied

Hans Martin (Eldar Skar)

VOTO: 5.5


 

Appuntamento a tra poco con il riepilogo della 1a giornata di questo Roma Fiction Fest 2015.

 

Ivan Zingariello

 

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