Ricchi di fantasia: cronache di poveri amanti

Ricchezza e povertà sono soltanto stati d’animo?

Dopo venticinque anni di vita coniugale chi è che sta ancora insieme per amore?

È vero che sono i mutui e il rancore che fanno andare avanti il matrimonio?

Sono tutti quesiti a cui prova a dare una risposta Francesco Miccichè tramite Ricchi di fantasia, co-sceneggiato insieme al Fabio Bonifacci che lo affiancò al timone di regia del divertente Loro chi? e che vede Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli amanti e rispettivamente carpentiere ed ex cantante.

Amanti che, impossibilitati a lasciare i propri compagni Paola Tiziana Cruciani e Stefano Ambrogi a causa delle ristrettezze economiche in cui si trovano a vivere, vedono cambiare le proprie vite quando l’uomo si convince di essere diventato ricco grazie alla vittoria di tre milioni di euro che è, a sua insaputa, uno scherzo orchestrato dai colleghi di lavoro, comprendenti Paolo Calabresi, desiderosi di vendicarsi dei suoi.

Scherzo che non può fare a meno di richiamare alla memoria quello di cui finiva vittima Franco alias Diego Abatantuono nel cult vanziniano Eccezzziunale… veramente, che finisce per rappresentare soltanto uno dei modelli cinematografici di commedia tricolore del passato ricordati dalla oltre ora e quaranta di visione.

Perché, molto prima di approdare ad un risvolto narrativo chiaramente in omaggio al Miseria e nobiltà con Totò, è una situazione in un certo senso analoga a quella in cui si ritrovava Pippo Franco in Sfrattato cerca casa equo canone di Pier Francesco Pingitore a caratterizzare l’insieme; man mano che i due protagonisti decidono di abbandonare i consorti e la vecchia vita portando con sé il figlio di lei Luigi Imola e quelli di lui Matilde Gioli e Vincenzo Sebastiani, oltre all’anziana madre Valeria Fabrizi, sessantottina pronta ad affermare che negli anni Settanta i ricchi erano comunisti e si scroccava che era un piacere.

Personaggi cui decidono di non rivelare la verità su quanto accaduto neppure dopo averla scoperta, ritrovandosi in un viaggio on the road in cerca di un alloggio dalla periferia romana alla Puglia, fino all’incontro con una coppia benestante costituita da Antonio Catania e Antonella Attili.

Viaggio on the road che non manca di lasciar intuire un vago retrogusto politico-sociale, complici affermazioni che vogliono la sinistra buttatasi sul profitto e i poveri quali unici rimasti a vestirsi bene, in quanto i ricchi si divertono a fare gli straccioni.

Mentre, con il comico pugliese Uccio De Santis presente in un piccolo ruolo, Ricchi di fantasia si concretizza in un’operazione a tratti altalenante per quanto riguarda il ritmo generale e il coinvolgimento narrativo, ma capace di regalare qualche sorriso e, tutto sommato, gradevole.

 

 

Francesco Lomuscio