Ricordi  strepitosi: Yvonne Sciò, dal “flop” a Non è la Rai

A chi le suona Campanella.

Ricordi  strepitosi: Yvonne Sciò, dal “flop” a Non è la Rai.

Yvonne Sciò in una scena di STREPITOSAMENTE… FLOP

Come già anticipato proprio su Mondospettacolo, sta per essere finalmente distribuito in dvd il mio film STREPITOSAMENTE… FLOP, a circa trent’anni dalla sua realizzazione.  Come in tutti i miei lavori, particolarmente stuzzicante è il cast femminile. In questo caso si va dalla splendida Dalila Di Lazzaro alla bravissima e simpaticissima Donatella Rettore, da Claudia Cavalcanti ad Emy Valentino, da Adriana Russo ad Aichè Nanà e molte altre. Una citazione a parte vorrei farla per  la dolcissima Yvonne Sciò, che dall’epoca delle riprese non ho più avuto modo di incontrare.

Yvonne Sciò sul set col regista Campanella

Ma la ricordo sempre con tanto affetto e simpatia, per questo voglio dedicarle queste poche righe. Mi fu proposta dal suo agente di allora, Stefano Soli. Quando la vidi in foto, sobbalzai. Giovanissima, solare, maliziosa quel tanto che basta, una spruzzata di lentiggini sul volto, sguardo accattivante ma delicato.

Yvonne Sciò con Aldo Massasso

Insomma, la classica fanciulla in fiore. Rimasi colpito inoltre dalla straordinaria somiglianza con Ornella Muti, della cui bellezza ero un grande ammiratore. Mi invaghii artisticamente di lei e, dopo averla incontrata, senza neppure farle un vero e proprio provino, la scritturai. Il suo ruolo nel film è quello di Sarah, una attrice alle prime armi che si muove nell’ambiente dello spettacolo con incoscienza e leggerezza, facile preda di scaltri “marpioni”.

Yvonne Sciò con Urbano Barberini

La sua ingenuità la porterà a una serie di disavventure tra il comico e l’amaro, salvo alla fine “redimersi” e rinunciare ai sogni di gloria effimera. Nella recitazione era forse ancora un tantino acerba, ma suppliva con la naturalezza e l’istintività, lasciando comunque intravedere sicure doti, che ha poi confermato nel tempo. “Strepitosamente… flop” è stato per lei uno dei primi, se non addirittura, il primo film per il cinema e le ha portato fortuna, visto che subito dopo l’ha chiamata il grande Carlo Verdone per “Io e mia sorella”, nel ruolo, neanche a farlo apposta, della sorella di Ornella Muti.

Yvonne Sciò con Urbano Barberini

La grande popolarità le è arrivata però dal celebre spot della Sip (col mitico tormentone: Mi ami? E quanto mi ami?), andato in onda per tanto tempo su tutte le televisioni. Finchè l’indimenticato talent-scout Gianni Boncompagni l’ha chiamata per la prima edizione di “Non è la Rai”, programma-cult delle reti Mediaset.

Yvonne è rimasta nel cast di quella trasmissione per pochi mesi, lasciando però un ricordo indelebile, per la grazia il fascino e quel “quid” di sublime regalità della sua immagine che la rendeva unica. In seguito la Sciò ha proseguito la carriera cinematografica, lavorando sia in Italia che all’estero con prestigiosi registi: un film che vorrei menzionare su tutti è “La masseria delle allodole” dei fratelli Taviani. Ma, nonostante le molte altre esperienze artistiche,  nell’immaginario collettivo resterà sempre piacevolmente legata al ricordo del “Gioco dei bambini”, magica e irripetibile apparizione a “Non è la Rai”.

Pierfrancesco Campanella