Ride: il lutto secondo Valerio Mastandrea regista

Esordio dietro la macchina da presa per il noto attore italiano Valerio Mastandrea, Ride è stato presentato al Torino film Festival.

Ogni giorno siamo bombardati da mass media con notizie di morti e disperazione: è una società in cui i sentimenti vengono amplificati e mercificati, rendendoci immuni e disattenti dinanzi a qualsiasi evento. La stessa morte viene codificata. Al centro c’è sempre il defunto, poca attenzione si dedica ai sopravvissuti e al loro straziante dolore per la perdita.

Il regista Mastandrea racconta con Ride una lutto, autentico e profondo, che riesce a risvegliare lo spettatore da quella empatia del quotidiano a cui credeva di essersi assuefatto.

A Nettuno, polo industriale sul litorale del Lazio a pochi kilometri da Roma, Carolina (Chiara Martegiani) ha appena perso l’amato marito a causa di un incidente mentre si recava sul posto di lavoro. È l’ennesimo caso di morti bianche: mediaticamente rumoroso, privatamente doloroso. Ci sono un anziano padre (Renato Carpentieri) e un figlio adolescente (Arturo Marchetti), un cognato problematico. Carolina deve elaborare l’improvvisa perdita, ma anche gestire gli amici e vicini, i parenti e, soprattutto, suo figlio Bruno, tutto senza mostrare mai il minimo cenno di cedimento.

Mastandrea dedica questo film a “Chi resta”: c’è molto di autobiografico, ma anche tanti rimandi proprio al cinema italiano, da Nanni Moretti a Claudio Caligari.

Perché la morte è la vera protagonista del lungometraggio: ognuno la vive in modo diverso, a volte in maniera grottesca, altre straziante, ma è sempre un momento di verità di fronte a cui ogni personaggio riscopre i propri errori e le ptoprie fragilità.

Ad una sceneggiatura ben articolata, essenziale e autentica, si affianca la colonna sonora curata da Riccardo Sinigallia. Ottimi sono anche gli interpreti: dalla straordinaria Chiara Martegiani a Renato Carpentieri, cui si affiancano Milena Vukotic e Stefano Dionisi.

Ride, quindi, è un film profondo e straziante, un piccolo gioiello che racconta la storia di un lutto improvviso, un dolore autentico e vero a cui poco siamo abituati, soprattutto a livello cinematografico.

 

 

Anastasia Mazzia