
Nato a Milano il 17 ottobre 1984, Roberto Landolina ha scoperto la sua profonda passione per la musica a soli sei anni, un’attrazione innescata dagli ascolti del padre, in particolare dai leggendari Queen.
È stato l’iconico riff di “Another One Bites the Dust” a fargli scoccare la scintilla, innamorandolo perdutamente del basso e segnando il suo destino musicale. Le sue influenze affondano le radici nei due decenni d’oro della musica: gli anni ’60 e ’70, periodi che hanno plasmato la sua visione artistica.
A quattordici anni, ha mosso i suoi primi passi sul palco come bassista nella band Edema, dove ha affinato le sue doti interpretando cover dei Nirvana e iniziando a comporre i suoi primi pezzi originali. In questo periodo, la sua espressione musicale ha esordito nel punk rock, gettando le basi per un percorso sonoro in continua evoluzione.
La sua sete di conoscenza e perfezionamento lo ha spinto, a quindici anni, a elevare il suo studio con lezioni dal Maestro Dino Dantino, stimato turnista dei Dirotta su Cuba. Successivamente, ha perfezionato ulteriormente la sua tecnica e visione musicale con Mino Fabiano, grande esponente del jazz italiano noto per le sue collaborazioni su palchi prestigiosi, tra cui quelli di Mina.
Il suo percorso artistico ha visto un’immersione significativa nel progressive e nella psichedelia con i WoodCalumet. Questa esplorazione è proseguita e si è approfondita con gli Aliante70, band con cui Roberto ha continuato a forgiare un sound distintivo, evolvendo verso un rock progressive con influenze jazz e arricchendolo con l’introduzione di un cantato italiano che ha aggiunto una nuova dimensione alla sua espressione musicale.
Oggi, Roberto ricopre il ruolo di compositore e coautore al basso elettrico per l’ADM Project, l’innovativo progetto ideato da Alessio Miccichè. Qui, la sua visione e la sua esperienza si fondono in una continua ricerca sonora tra Rock progressive, Pop e Jazz, con i brani “Le Corde del Desiderio” e “Carne e Anima” come testimonianza attuale del loro sound.
