Sole triste raccontata da Roberto Quassolo

Sole Triste roberto quassoloFuori dal 24 novembre “Sole Triste”, il nuovo singolo di Roberto Quassolo. Terzo capitolo del suo nuovo progetto da solista e un’ulteriore conferma del talento dell’artista che si muove tra le diverse sfaccettature del rock.

Roberto Quassolo intervista

Ciao Roberto abbiamo ascoltato tutti i tuoi brani pubblicati fino ad oggi, ma parlaci in particolare della tua ultima uscita. Come è nata “Sole triste”?

Ci sono momenti nella vita di ognuno in cui ti accorgi che molte cose, non sono esattamente come vorresti che fossero, e molti di quei valori con cui sei cresciuto sembrano venire meno. Ognuno si va trincerando dietro la propria verità alimentata da rabbia e paura, quasi non ci fosse più la volontà di ascoltarsi e provare a comprendersi.

Sole triste nasce così come un invito a riflettere sui pregiudizi che permeano la nostra società a tutti i livelli, rendendosi responsabili in prima persona di una visione differente delle cose e del mondo. Perché ciò possa accadere credo sia indispensabile mantenere uno sguardo che ci porti a non reprimere, ma a considerare dimensioni integrative e perché no trasformative, qualcosa che ci possa portare a saper stare con la differenza senza volerla eliminare.


Tra tutti i tuoi brani, quale dedicheresti a te stesso?

Beh.. non saprei. Mi piacerebbe dedicarmi l’intero album. Tuttavia credo che “invisibile” possa essere sufficientemente rappresentativo, dal momento che si tratta del primo singolo e della prima canzone che ho scritto per questo progetto.

I singoli fanno parte di un disco? In caso quando uscirà?

Certo. A breve, credo i primi mesi del 2022, uscirà “Il Fabbricanuvole” , l’album all’interno del quale potrete trovare i singoli fino ad ora pubblicati ed altri brani. Un lavoro che ho amato e che mi auspico possa risultare piacevole anche al pubblico.

Cosa ti ha spinto a diventare musicista?

Credo che una dei momenti fondamentali del mio percorso abbia a che veder con la passione di mia madre e di mio padre per la musica. Pur non essendo musicisti hanno da sempre stimolato entrambi la mia curiosità in ambito musicale e sostenuto ogni mia iniziativa.

Cominciai così ad appassionarmi al canto, e già adolescente ebbi la possibilità di calcare i miei primi palchi, erano quelli del liceo, ma di lì a breve divennero quel dei locali della zona, con la mia prima band. La passione cresceva di giorno in giorno e cercai quindi di migliorarmi spinto oltre che dai miei genitori dagli amici che incontravo durante il percorso.

Mi iscrissi così al CPM di Milano ed in quella circostanza l’incontro con musicisti di livello, mi fece capire quanto ancora dovessi crescere. Mi appassionai alla chitarra elettrica, al pianoforte ed al flauto traverso, purtroppo non ebbi la possibilità di terminare gli studi come avrei voluto. Non smisi comunque di cantare. Ed ora, eccoci qui con un nuovo progetto.

C’è qualcuno con cui sogni di collaborare? Se sì, chi e perché?

Beh…si!. Le grandi rockband dei 70, e comunque sarebbe fantastico poter scrivere un brano con Slash dei Guns and Roses e collaborare con Springsteen e Bon Jovi. Sare inoltre felicissimo di potermi avvicinare artisticamente a Francesco Renga, Mina e…..come si può intuire non ho ancora smesso di sognare, e comunque sono artisti che amo da sempre e che indubbiamente hanno influenzato il mio percorso artistico.