Il Pianto del Lupo protagonista a Palazzo Madama il 20 gennaio 2026, tra mito del licantropo, Fenrir, cultura norrena e identità europea contemporanea
Nella solennità di Palazzo Madama, all’interno della Sala “Caduti di Nassiriya”, martedì 20 gennaio 2026 alle ore 18.00 si terrà la conferenza stampa di presentazione del romanzo Il Pianto del Lupo, opera di Alessandro Stajano.

Un luogo che non è semplice cornice, ma parte stessa del racconto, perché qui la parola pubblica ha un peso specifico diverso e la cultura diventa responsabilità.
L’iniziativa nasce su impulso del Sen. Roberto Marti, Presidente della VII Commissione permanente del Senato, che aprirà l’incontro con i saluti istituzionali, riconoscendo al libro una valenza che supera i confini della narrativa di genere. Non una presentazione qualunque, ma un momento di riflessione su mito, storia e identità culturale.
A conferma dell’alto profilo storico e culturale dell’evento, sono stati invitati a partecipare importanti rappresentanti diplomatici direttamente legati ai temi geografici e simbolici del romanzo: l’Ambasciatore italiano Agostino Pinna, Inviato Speciale per l’Artico; l’Ambasciatrice d’Italia in Danimarca Stefania Rosini; l’Ambasciatore del Regno di Danimarca in Italia Anders Carsten Damsgaard. Una presenza che rafforza il dialogo tra letteratura, storia e geopolitica culturale, sottolineando come il mito nordico non appartenga solo al passato, ma continui a interrogare il presente europeo.
Accanto all’autore interverrà Francesca Stajano Briganti, attrice e regista, che darà voce e corpo alla dimensione simbolica dell’opera, restituendone il respiro teatrale e tragico. Valentina Ferranti, antropologa e scrittrice, accompagnerà il pubblico dentro le stratificazioni culturali del mito del licantropo, mostrando come la figura del lupo attraversi i secoli come metafora di paura, trasformazione e conflitto tra istinto e controllo. A moderare l’evento sarà la giornalista Daniela Ubaldi, che condurrà l’incontro lasciando spazio al racconto e alle sue zone d’ombra.
Il Pianto del Lupo è un romanzo fantasy-storico che racconta la genesi del mito dell’uomo lupo attraverso il legame con la mitologia norrena e la figura di Fenrir, il dio-lupo figlio di Loki. La vicenda si colloca tra il VI e il XIII secolo, nell’arcipelago delle isole Fær Øer, nel villaggio-fiordo di Saksun, un luogo aspro e magnetico, sospeso tra mare, vento e leggende. È un tempo di transizione, in cui paganesimo nordico e cristianesimo convivono in un equilibrio fragile, pronto a spezzarsi.
Una serie di eventi drammatici – omicidi, cataclismi, carestie – scuote la comunità. La paura diventa profezia, la profezia si trasforma nel presagio del Ragnarøk, la fine del mondo annunciata dagli dèi.
In questo scenario si muove Lynn Loveland, giovane irlandese ribelle, cresciuta nella fede cristiana ma irresistibilmente attratta dal pantheon norreno. Il suo viaggio è insieme fisico e interiore, una discesa nel mito e una lotta per la propria identità, fino all’incontro con Fenrir, divinità condannata e creatura ferita.
L’amore, unico incantesimo possibile, diventa la chiave per spezzare il destino e riaprire uno spiraglio di speranza, anche quando persino gli dèi sembrano destinati a cadere.
Il romanzo va oltre il mito. Il Pianto del Lupo parla di controllo, di manipolazione delle credenze, di paura dell’altro, di comunità che si disgregano sotto il peso della superstizione. Usa il linguaggio antico delle leggende per parlare al presente, senza addolcire nulla.
Dietro l’opera c’è il percorso articolato di Alessandro Stajano, autore, giornalista, sceneggiatore e regista. Nato nel 1972, con una formazione tra Architettura e Beni Culturali, ha attraversato il mondo dell’informazione, del teatro, della televisione e della ricerca culturale mantenendo costante l’attenzione ai temi del controllo, della comunicazione e dell’identità. Premi letterari, attività accademiche, iniziative culturali dedicate al fantastico e alla ricerca scientifica segnano un cammino coerente, mai accomodante.
La presentazione del 20 gennaio 2026 a Palazzo Madama non sarà solo un evento editoriale, ma un atto culturale preciso. Un libro che entra in un luogo istituzionale senza perdere la sua anima selvatica. Un autore che non addomestica il mito, ma lo lascia parlare.
Il lupo, quando piange, non chiede scuse. Chiede attenzione.
