RomaFF11, Giorno 9: da “7 minuti” di Michele Placido a Paolo Conte, cosa è successo oggi alla Festa del Cinema

La Festa del Cinema di Roma si avvia verso la conclusione con i primi responsi, i premi della sezione Alice nella città.

Sono stati infatti i film Kicks, opera prima del regista americano Justin Tipping e Little Wing della regista finlandese Selma Vilhunen ad essersi aggiudicati rispettivamente il concorso Young / Adult e il premio Taodue Camera d’Oro per la miglior opera prima o seconda. Per tutti i dettagli potete leggere l’apposito articolo con trailer, trame e motivazioni della Giuria presieduta da Matt Dillon, cliccando QUI.

Linnea Skog in "Little Wing"
Linnea Skog in “Little Wing”

Passiamo a 7 minuti di Michele Placido, ultimo film italiano della Selezione Ufficiale. Regista, sceneggiatore e attore fra i più apprezzati del cinema italiano, autore di Romanzo criminale Vallanzasca – Gli angeli del male, Placido porta sul grande schermo una storia vera, accaduta in Francia nel 2012: undici donne si trovano di fronte a un’ambigua offerta di rinnovo di contratto, avanzata dalla multinazionale che ha acquisito la proprietà dell’azienda in cui lavorano. In poche ore, dovranno decidere il loro destino e quello delle trecento colleghe che aspettano il verdetto fuori dalla fabbrica. «Materia di grandissima attualità nell’Europa di oggi, come in Francia o in Italia e non solo, se si pensa alla crisi che si è aperta in questi giorni con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea – ha spiegato Placido – In una società in cui il divario ricchi-poveri si accentua sempre di più e il confronto sindacale o ideologico viene sempre meno emergeranno soprattutto gli aspetti personali, i propri bisogni, il proprio ego e anche la propria disperazione». Il film, ispirato dall’omonima opera teatrale di Stefano Massini, vede nel cast alcune delle più amate interpreti del nostro cinema come Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Violante Placido, Clemence Poesy, Sabine Timoteo, Ottavia Piccolo e Anne Consigny.

Fiorella Mannoia in "7 minuti"
Fiorella Mannoia in “7 minuti”

Proseguiamo con altri cinque i film della Selezione Ufficiale, a cominciare da The Hollars di John Krasinski: John Hollar è un artista di New York costretto a tornare nella piccola città della provincia americana che ha lasciato da tempo, nel momento in cui riceve la notizia della malattia di sua madre. Dopo essere tornato nella casa in cui è cresciuto, John rimane immediatamente coinvolto, suo malgrado, nei problemi della sua famiglia disfunzionale, ritrova un vecchio rivale di quando era al liceo e la sua ex fidanzata particolarmente esuberante, tutto questo mentre la sua ragazza, a New York, sta per avere un bambino e lui sta per diventare padre.

Nel colombiano La mujer del Animal di Victoria Gaviria la protagonista è la diciottenne Amparo, costretta a vivere in una baraccopoli alla periferia di Medellin. La giovane donna viene colta di sorpresa quando diviene l’oggetto del desiderio di Libardo, noto a tutti come “l’Animale” – che la rapisce e la costringe a sposarlo. «Questo film denuncia pubblicamente l’Animale – ha spiegato la regista – Abbiamo avuto il coraggio di non nascondere le sue azioni, rinunciato al potere dell’elusività così che nessuno potesse dubitare della sua letalità. Lo spettatore resterà scioccato, perfino scosso. Ma una domanda resterà: ‘Perché non facciamo nulla? Perché io non faccio nulla?’. È un turbamento che disorienta».

Natalia Polo in "La mujer del animal"
Natalia Polo in “La mujer del animal”

Sicuramente da segnalare il koreano Train to Busan, zombie disaster-movie firmato da Yeon Sang-ho. Un virus non identificato si abbatte sulla Corea del Sud e il Governo dichiara lo stato di emergenza: i passeggeri di un treno diretto a Busan, l’unica città ancora incontaminata, dovranno combattere duramente per la propria sopravvivenza.

Il treno è il topos anche del lungo film iraniano Immortality di Mehdi Fard Ghaderi. «È un film girato nello spazio tra realtà e sogno – ha detto il regista – Sei storie parallele sono narrate consecutivamente nei corridoi e negli scompartimenti di un treno, ogni storia è il continuo della precedente e il preludio a quella successiva. Questi 145 minuti di piano sequenza è il seguito dei miei precedenti cortometraggi in piano sequenza ed è ispirato dall’atmosfera onirica della storia, dove il preciso campo di ogni storia prende forma nei corridoi del treno, narrati attraverso le fluide riflessioni di un vecchio uomo».

La última tarde di Joel Calero ha chiuso il programma della Selezione Ufficiale. E’ la storia di una ex coppia di militanti radicali di sinistra che si rincontrano per ultimare le procedure per il divorzio: tra i ricordi di un passato durante il quale hanno condiviso amore e fede politica, finiscono per confessarsi i propri segreti per scoprire, alla fine, quanto la situazione in cui si trova il loro paese e gli ideali in cui credono, abbiano ancora un peso nelle loro esistenze.

Katerina D'Onofrio e Lucho Cáceres in "La última tarde"
Katerina D’Onofrio e Lucho Cáceres in “La última tarde”

Passiamo agli incontri ravvicinati, ben due oggi.  Il primo ha visto protagonista lo storico cantautore Paolo Conte, intervistato dalla coppia Assante & Castaldo. Definito da Vincenzo Cerami “una delle più importanti voci poetiche del nostro tempo”, Conte è musicista, polistrumentista, cantante, paroliere, autore, avvocato e pittore. Nel secondo è invece salito sul palco Daniel Libeskind, uno dei protagonisti dell’architettura decostruttivista. Libeskind, che ha firmato il Jüdisches Museum di Berlino ed è l’autore del progetto per la ricostruzione del World Trade Center di New York, ha discusso del rapporto tra settima arte e l’architettura e del suo amore per il cinema di Paolo Sorrentino.

Proiettato anche Coco, cortometraggio di denuncia di Veronica Succi, sul mondo della pedofilia. Alla proiezione di Coco è seguito un dibattito con la regista, Don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter, che da anni si batte contro la pedofilia, la giornalista Antonino D’Anna e la scrittrice Eleonora Mazzoni.

paolo-conte
Paolo Conte

Al MAXXI per la sezione Riflessi proiettato il nuovo film di Gianfranco Pannone, Lascia stare i santi, seguito dall’evento HITalk e dall’omaggio a Luigi Comencini, con le quattro figlie del regista, Paola, Cristina, Francesca ed Eleonora, protagoniste di un incontro curato da Mario Sesti e Giorgio Gosetti, in cui racconti e memorie si sono alternati a sequenze scelte da ognuna di loro nella filmografia paterna. Per la retrospettiva dedicata a Tom Hanks proiettati L’amore all’improvviso – Larry Crowne (da lui anche scritto e diretto) e Captain Phillips – Attacco in mare aperto di Paul Greengrass. La Casa del Cinema ha invece ospitato l’omaggio a Fritz Lang, con la proiezione di M – Il mostro di Dusseldorf e, per la retrospettiva American Politics, The War Room di Donn Alan Pennebaker e Chris Hegedus. Al Cinema Trevi è proseguita la retrospettiva su Valerio Zurlini con Il deserto dei tartari, seguito da Gli anni delle immagini perdute di Adolfo Conti, ritratto umano e artistico di Zurlini. Infine per Cinema senza frontiere proiettato Il ribelle dell’Anatolia di Elia Kazan, preceduto dal corto Beles – La stagione dei fichi d’India di Massimo Ruggiero, uno dei cortometraggi vincitori del progetto MigrArti.

Appuntamento a domani per la decima giornata della Festa del Cinema di Roma 2016.

 

Ivan Zingariello

 

festa-del-cinema-di-roma-2016-logo-bianco