RPWL e il successo di Crime Scene: intervista a Marc Turiaux

Gli RPWL hanno fatto centro. Il loro più recente cd, infatti, intitolato Crime Scene, già nei primi giorni di pubblicazione ha raggiunto la posizione 18 nella classifica di vendita degli album in Germania. Ma non basta. Il disco ha ricevuto ottime recensioni sia in Germania, la patria dei componenti Yogi Lang (vocals, keyboards), Kalle Wallner (chitarre), Marc Turiaux (batteria) e Markus Grützner (basso), al posto del dimissionario Markus Jehle (keyboards), che nel resto d’Europa. Con le loro coinvolgenti atmosfere, un songwriting preciso e ispirato, tanta creatività e svariate influenze che vanno dall’art rock al più classico rock progressive anni Settanta, gli RPWL hanno dimostrato di essere molto cresciuti artisticamente, non soltanto dai tempi del loro debut album God Has Failed del 2000 ma anche rispetto alla loro precedente “creatura”, la ben riuscita Tales From Outer Spaces che risale al 2019, seguita dall’album da vivo God Has Failed – Live & Personal. L’undicesimo lavoro di inediti della formazione bavarese, Crime Scene, rappresenta un successo annunciato se si pensa che già il primo singolo estratto, Victim of Desire, era andato alla grande, merito anche di un videoclip che più che altro è un “minifilm” in stile crime dove i membri della band si divertono a recitare nei panni di agenti di Polizia/profiler, alla caccia di un pericoloso serial killer.

Moltissime visualizzazioni e reazioni entusiastiche sono state riservate anche al secondo estratto, A Cold Spring Day in ’22 accompagnato da un video più tradizionale ma non per questo meno gradito. Molto interessante il concept dell’intero album che gira intorno al binomio “buono” e “cattivo”, indagando sulla natura più o meno morbosa di chi compie un crimine efferato. I componenti del gruppo di Freising si sono soffermati anche sulle origini di alcuni degli omicidi dei quali si è parlato di più in Germania negli ultimi decenni, cercando di analizzarne le storie e le “motivazioni” dei vari assassini. Un’idea nata principalmente dal cantante Yogi Lang, responsabile delle lyrics della band e quindi dall’elaborazione musicale di Kalle Wallner, che con la sua chitarra ha creato ottimi riffs e melodie accattivanti. Ma punto di forza della formazione è anche la sezione ritmica, letteralmente dominata dalla batteria precisa, solida ed energica del talentuoso Marc Turiaux, in coppia adesso con il bassista Markus Grützner. E proprio al talentuoso Marc abbiamo chiesto di dirci qualcosa di più di Crime Scene e dell’atteso tour europeo quale gli RPWL si imbarcheranno tra pochi giorni. Gli spettacoli saranno sicuramente anche un modo per celebrare gli ottimi risultati di vendita di Crime Scene nonchè per riascoltare il meglio della produzione dell’apprezzata band. Per il momento purtroppo non sono previste date italiane ma per chi avesse voglia di andare ad ascoltare il glorioso quartetto tedesco in qualche parte d’Europa unendo lo svago di una gita a una serata di buona musica, ecco le date del tour degli RPWL (special guest Abel Ganz)

 

Il nuovo cd degli RPWL, Crime Scene, dopo aver ottenuto eccellenti recensioni si è guadagnato già nei primi giorni di pubblicazione il diciottesimo posto nella classifica degli album più venduti in Germania. Dopo il successo dei singoli Victim of Desire a A Cold Spring Day in ’22, ti aspettavi questa affermazione?

Personalmente direi che non mi ero fatto particolari aspettative nei confronti di Crime Scene. Ero certo che l’album fosse venuto molto bene e speravo che al pubblico piacesse ma… non si può mai sapere di sicuro. Adesso sono contentissimo di vedere come tanta gente abbia condiviso il mio sentimento riguardo la musica di questo disco. Le reazioni fino ad ora sono state incredibilmente affettuose. E’ grandioso, ho davvero apprezzato!

 

Come ti sei preparato per affrontare il nuovo tour della band, ti sei esercitato o che altro?

Sì, l’ho fatto. Viaggiare, suonare e spedire i nostri equipaggiamenti: per fare tutto questo sentivo di dover essere ben preparato, sia mentalmente che fisicamente. Mi sono esercitato il più spesso possibile anche se devo ammettere che questa è parte della mia quotidiana routine anche quando non siamo in tour. Quindi non mi sono dovuto forzare per fare qualcosa di differente in previsione degli shows.

 

Vi siete già esibiti in qualche occasione presentando dal vivo il nuovo materiale di Crime Scene e, se l’avete fatto, quali sono state le reazioni dell’audience?

Non abbiamo mai suonato le nuove canzoni prima del tour, così anche per noi sarà tutta una premiere. Posso dire che alcuni pezzi avranno delle parti aggiunte nella versione dal vivo e quindi saranno naturalmente un po’ diversi da quella dell’album. Io spero che al pubblico piacerà ciò che gli faremo vedere ed ascoltare.

 

A parte la vostra patria, la Germania, c’è un paese nel quale ti piacerebbe particolarmente esibirti dal vivo?

So che potrebbe sembrare una risposta un po’ evasiva ma a me piace suonare in qualsiasi località. Non potrei nominarne nessuna in particolare, nessun paese e neppure nessun locale. Uno degli aspetti più belli delle tournèe è proprio la possibilità di vedere tanti posti e di incontrare così tanta gente in ogni parte d’Europa. Ogni paese è in qualche modo differente dall’altro per quanto concerne scenari, tradizioni… D’altra parte occorre anche dire che le persone reagiscono alla nostra musica più o meno tutte allo stesso modo. Questo rende più facile connettersi con chiunque, non importa dove ci troviamo. Per me questo è un qualcosa di grande valore del quale sono davvero grato.

 

Che tipo di audience preferisci quando suoni dal vivo, quella disciplinata che ascolta con molta attenzione o quella più rumorosa ma più calorosa (tradizionalmente tipo quella italiana)?

Decisamente la seconda! E’ così bello ricevere una reazione calorosa da parte dell’audience, è ciò che accende l’energia quando sei on stage. Decisamente dobbiamo cercare di venire presto in tour in Italia!

 

Tornando al nuovo cd, quale pensi sia il punto di forza di Crime Scene dal punto di vista musicale?

Questa è una domanda difficile perchè a questo punto sono lontano dall’essere obiettivo. Credo che per quanto concerne il songwriting, gli arrangiamenti, la produzione e anche il modo di suonare, l’album sia piuttosto consistente. Puoi sentire l’esperienza che Yogi e Kalle hanno messo insieme nel tempo in ogni momento del cd, ma senza alcuna ostentazione. Io nella musica di questo disco avverto anche tanta profondità, non mi viene una parola migliore dper descriverla. Spero che il pubblico riesca ad apprezzare e godersi l’album ad ogni ulteriore ascolto dopo il primo.

 

Quali sono i tuoi batteristi preferiti, quelli che ti hanno ispirato di più a dedicarti alla carriera musicale?

Da che io ricordi, ho sempre voluto suonare la batteria. Mi fermavo a guardare incantato ogni drumset che mi capitava a tiro fin da quando avrò avuto all’incirca tre o quattro anni. Quando anni dopo ho avuto la possibilità di mettere le mani su una batteria, ho preso al volo quella chance. Quindi devo dire che la voglia di suonare questo strumento in qualche modo mi ha sempre accompagnato, sono sempre stato affascinato dalla batteria. Per quanto riguarda i miei batteristi preferiti, ci sono così tanti musicisti grandiosi che mi hanno ispirato e mi ispirano ancora. Batteristi come Gavin Harrison, Steve DiStanislao, JP Bouvet, ma anche artisti come Antonio Sanchez o Cliff Almond e qui la lista potrebbe essere infinita. Ogni volta che vado su YouTube trovo qualcuno che suona la batteria e che mi colpisce moltissimo dandomi l’impulso a non fermarmi e a lavorare per migliorarmi sempre. Inoltre c’è un batterista che per me non ha avuto eguali e questo ovviamente è Neil Peart. E’ tanto ovvio quanto vero. Sono stato un fan dei Rush per tutta la mia vita, quindi scegliere il loro batterista come la mia primaria ispirazione è stato molto naturale. Poi devo dire che l’ispirazione che ho avuto da Neil Peart è stata completa. Penso infatti che lui si sia sempre sforzato di dare la versione migliore di se stesso, in tutto ciò che ha fatto. Questo comportamento, tenuto quale “linea-guida”, mi ha sempre impressionato favorevolmente e non soltanto per quanto riguarda il suonare la batteria.

 

30 March D-Stuttgart clubCANN
31 March D-Bonn, Harmonie
01 April NL-Zoetermeer, De Boerderij
02 April UK-Chepstow, Winter’s End, Drill Hall
03 April UK-Bilston, The Robin
04 April UK-Glasgow, Slay
05 April UK-Oundle, Queen Victoria Hall
06 April UK-London, Boston Music Room
07 April B-Verviers, Spirit of 66
08 April F-Pagney-derrière-Barine, Chez Paulette
09 April CH-Pratteln, Z7
10 April D-Dortmund, Piano
13 April PL-Warschau, Progresja
14 April PL-Piekary Slaskie, Andaluzja
15 April PL-Suchy Las, Centrum Kultury
16 April D-Reichenbach, Artrock Festival
18 April D-Berlin, Maschinenhaus
19 April D-Hamburg, Knust
20 April D-Isernhagen, Blues-Garage
21 April D-Rüsselsheim, Das Rind
22 April D-Freising, Lindenkeller

 

Susanna Marinelli