Sabrina Marrano è una importante protagonista della comunicazione e dello spettacolo. A soli 27 anni è diventata la più giovane direttrice donna di una testata giornalistica in Italia, fondando poi Sibillamedia, un’impresa innovativa che produce contenuti audiovisivi, editoriali e per la comunicazione d’impresa. Con progetti che spaziano dal “Fatti Sentire Festival” su Rai2 al libro multimediale “Start – Aziende pronte ad assumere”, Sabrina unisce creatività, imprenditoria e impegno sociale. In questa intervista per Mondospettacolo, ci racconta il suo percorso, le sfide affrontate e i sogni futuri, inclusa la toccante storia personale con suo figlio Valentino Diego.
Sabrina, ci racconti come è nata la tua passione per il giornalismo e la comunicazione? A soli 27 anni sei diventata la più giovane direttrice donna di una testata in Italia: qual è stato il momento chiave che ti ha portata a questo traguardo?
La mia passione per il giornalismo è nata tra i banchi di scuola, quando annotavo tutto su piccoli taccuini e facevo domande a chiunque incontrassi. Poi, durante gli anni universitari, ho iniziato a collaborare con redazioni locali e sono stata selezionata tramite un bando provinciale per giovani talenti. Da lì il passaggio al Corriere di Novara e, poco dopo, la direzione del settimanale L’Indipendente. A soli 27 anni mi sono ritrovata a guidare una testata in una realtà di provincia, con tutte le sfide e le responsabilità che comportava. Il momento chiave è stato proprio quando ho deciso di non accontentarmi di “raccontare i fatti”, ma di voler cambiare il modo in cui li raccontiamo: con uno sguardo costruttivo e umano.
Laureata con lode in Lettere e Filosofia all’Università del Piemonte Orientale, come hai integrato i tuoi studi umanistici nella tua carriera imprenditoriale e creativa?
Gli studi umanistici mi hanno insegnato a cercare il senso delle cose, a interpretare i contesti e a mettere sempre le persone al centro. Questo approccio si riflette in ogni progetto che realizzo: dalla narrazione dei brand alla regia dei format, fino alla gestione del mio team. Filosofia e comunicazione non sono mondi distanti, ma complementari: l’una ti insegna a pensare, l’altra a rendere quei pensieri utili e condivisibili.

Hai fondato Sibillamedia a Novara, un’impresa che produce contenuti audiovisivi, editoriali e per la comunicazione d’impresa. Quali sono i progetti più entusiasmanti che avete realizzato finora, come le campagne video per GlobalWafers o i contenuti per Amazon Prime Video?
Ogni progetto ha un’anima diversa, ma tra i più entusiasmanti c’è sicuramente la realizzazione delle video-pillole emozionali per GlobalWafers-MEMC, che hanno unito storytelling, impatto visivo e valorizzazione delle persone. Abbiamo curato contenuti per Amazon Prime Video e TV nazionali, con una particolare attenzione al valore educativo e all’inclusività. Un altro grande orgoglio è stato il docu-format “Start – Aziende pronte ad assumere”, che unisce entertainment e impatto sociale concreto.

Sibillamedia è produttore esecutivo del “Fatti Sentire Festival”, trasmesso su Rai2. Come è nato questo format culturale e qual è il suo impatto sul pubblico, soprattutto in termini di edutainment?
Il Fatti Sentire Festival è nato dal desiderio di dare voce ai giovani talenti attraverso la musica, il racconto e l’incontro con storie vere. È un format che unisce la dimensione artistica con quella formativa, un vero progetto di edutainment. Trasmetterlo su Rai2 è stato un traguardo straordinario: ha permesso di portare in prima serata un messaggio di speranza, resilienza e crescita, coinvolgendo scuole, famiglie e territori.
Parliamo del format “Start – Aziende pronte ad assumere”: come hai ideato questo progetto che unisce giovani in cerca di lavoro e imprese, e in che modo lo hai declinato in un libro multimediale?
L’idea è nata da un bisogno reale: creare ponti tra mondo del lavoro e giovani in cerca di orientamento. “Start” è un’esperienza immersiva in azienda raccontata attraverso immagini, testimonianze e momenti di verità. Il libro multimediale, pubblicato con la collaborazione di Confindustria Giovani, dà continuità al progetto televisivo, offrendo spunti, QR code, video-interviste e link utili. È uno strumento concreto per chi cerca ispirazione e opportunità.

Nel 2023 hai avviato la costruzione di moderni studi televisivi e musicali a Novara. Quali format di edutainment stai pianificando per piattaforme digitali e TV nazionali, e come pensi che influenzeranno il panorama dello spettacolo italiano?
Gli studi di Novara sono una fucina creativa dove stanno prendendo forma diversi format: talk show esperienziali, documentari narrativi, programmi musicali con protagonisti giovani e progetti speciali per famiglie. Il nostro obiettivo è unire la qualità del contenuto alla freschezza del linguaggio digitale. Credo che lo spettacolo italiano abbia bisogno di nuovi volti, nuove voci e nuove modalità di racconto: vogliamo contribuire a questa evoluzione.
Sibillamedia è fornitore ufficiale di contenuti per l’Hub di Novara nel 2025. Puoi anticiparci qualcosa sui contenuti che creerete e diffonderete, magari legati al mondo dell’intrattenimento o della cultura?
Stiamo producendo una serie di mini-Reels e documentari brevi per raccontare le storie dietro le aziende, gli innovatori e i testimonial dell’Hub. L’idea è far emergere i mestieri del futuro, con un tono pop ma informativo. Racconteremo il “dietro le quinte” di settori come moda, food, meccatronica, chimica verde e cultura, attraverso la voce di chi ci lavora. Sarà un mosaico ispirazionale dedicato ai giovani e alla riattivazione del territorio.

Nel 2017 hai fondato “l’Opinionista News“, un giornale dedicato alle belle notizie e alle storie di eccellenza imprenditoriale italiana. In un mondo dominato da news negative, come riesci a mantenere vivo l’interesse del pubblico per contenuti positivi e ispirazionali?
Le belle notizie sono più potenti di quanto pensiamo, ma vanno raccontate bene. Il nostro approccio è quello del racconto autentico, mai patinato. L’interesse del pubblico si mantiene vivo grazie alla coerenza, alla qualità e all’energia delle storie che scegliamo: imprenditori, artigiani, giovani talenti, ricercatori. L’Italia è piena di bellezza e ingegno, basta saperla raccontare.
Essendo iscritta all’Albo degli Operatori di Comunicazione AGCOM, Sibillamedia offre servizi di ufficio stampa per imprese e enti del Terzo Settore. Quali sfide incontri nel comunicare storie di successo nel settore dello spettacolo e della cultura?
La sfida è duplice: da un lato distinguersi nella saturazione mediatica, dall’altro mantenere autenticità. Spesso le storie più vere sono anche le più difficili da raccontare, perché richiedono delicatezza, rispetto dei tempi e dei linguaggi. Il nostro compito è quello di costruire credibilità, non solo visibilità. E questo richiede un lavoro profondo sul contenuto, sulla relazione e sulla strategia.

Come mamma di Valentino Diego, un estremo prematuro nato nel 2022, hai scritto il libro “Valentino Diego – Storia vera di un estremo prematuro”, i cui proventi supportano la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Maggiore di Novara. Come ha influenzato questa esperienza la tua vita professionale e creativa?
Essere la mamma di Valentino ha cambiato ogni cosa. Ha dato un senso nuovo al mio lavoro e mi ha insegnato che ogni secondo può contenere un universo. La creatività è diventata un atto d’amore, e ogni progetto ora ha una consapevolezza diversa. Il libro è stato un atto necessario, quasi terapeutico, ma anche un mezzo di gratitudine verso i medici e le famiglie che lottano ogni giorno in silenzio.
La tua storia con Valentino Diego è diventata un simbolo di impegno e speranza per molte famiglie. Pensi di trasformare questa esperienza in un format audiovisivo o in un progetto per il grande schermo, magari per sensibilizzare il pubblico su temi come la prematurità?
Sì, ci stiamo lavorando. L’obiettivo è realizzare un documentario che racconti non solo la nostra storia, ma anche quella di tante altre famiglie che vivono la TIN come un campo di battaglia e di amore. Il progetto coinvolgerà medici, operatori sanitari e genitori, con uno stile narrativo poetico e vero. Vogliamo portarlo su piattaforme streaming per raggiungere un pubblico il più ampio possibile.
Essendo membro del Consiglio Generale di Confindustria Novara Vercelli Valsesia, come concili il tuo ruolo imprenditoriale con la produzione di contenuti culturali e di spettacolo?
Per me impresa e cultura non sono in contrasto, anzi. La vera sfida è proprio creare ponti tra questi mondi. In Confindustria porto la voce di chi crede nella comunicazione come motore di sviluppo e nella cultura come infrastruttura sociale. I contenuti che produciamo raccontano proprio questo: l’Italia che innova, che resiste, che sogna. E che lavora.
Quali sono i tuoi progetti futuri nel mondo dell’audiovisivo e dello spettacolo? Ci sono collaborazioni con piattaforme streaming o TV che puoi anticipare?
Stiamo lavorando con alcune emittenti nazionali per nuovi format su talenti, impresa e famiglia. Stiamo sviluppando anche una docuserie per piattaforme streaming sul tema delle nuove generazioni e delle scelte coraggiose. Non posso anticipare troppo, ma c’è un fermento bellissimo. E sono circondata da un team creativo straordinario.

In un settore come quello dello spettacolo, dominato da cambiamenti digitali rapidi, qual è il tuo consiglio per i giovani che vogliono intraprendere una carriera simile alla tua, tra giornalismo, produzione e imprenditoria?
Studiate tanto, ma soprattutto ascoltate. La curiosità è il motore di tutto. Non abbiate paura di iniziare dal basso, di fare domande, di sbagliare. Siate onesti, coerenti e gentili: sono valori che durano nel tempo. E soprattutto: create. Anche se non avete un budget, anche se nessuno vi vede ancora. Se avete qualcosa da dire, fatelo. Il resto arriverà.
Infine, se potessi intervistare una figura iconica del mondo dello spettacolo italiano, chi sceglieresti e perché? E qual è la “bella notizia” che vorresti condividere con i lettori di Mondospettacolo?
Mi piacerebbe intervistare Fiorella Mannoia: per la forza con cui ha sempre coniugato arte, impegno e femminilità. La bella notizia che vorrei condividere è questa: in un mondo che sembra andare veloce e disorientare, ci sono ancora storie che ci ricordano chi siamo, che ci uniscono e ci salvano. E noi possiamo raccontarle.
Sabrina Marrano rappresenta un esempio luminoso di come passione, resilienza e innovazione possano intrecciarsi per creare un impatto positivo sulla società. Attraverso i suoi progetti, continua a ispirare generazioni future, dimostrando che il mondo della comunicazione e dello spettacolo può essere un veicolo potente per il cambiamento e la speranza. Grazie a Sabrina per aver condiviso con noi la sua straordinaria storia.

“Sabrina Marrano è una giornalista incredibile, con una capacità di raccontare le storie in modo avvincente e coinvolgente. La sua passione e la sua dedizione al suo lavoro sono evidenti in ogni articolo che scrive. Ha un talento unico per scavare in profondità e portare alla luce informazioni importanti che altrimenti potrebbero rimanere nascoste. La sua scrittura è chiara, concisa e facile da seguire, rendendo le notizie complesse accessibili a tutti. È un’ispirazione per molti e un esempio di come il giornalismo possa essere fatto con integrità e professionalità. Continua a fare il tuo lavoro eccezionale!”