Samantha Casella dal successo di To a God unknown – Al Dio sconosciuto al suo primo lungometraggio

To a God unknown – Al Dio sconosciuto, il nuovo cortometraggio di Samantha Casella, sta continuando il suo percorso internazionale tempestato di successi. Al momento, infatti, si contano ben quarantasei premi.

Decisamente una bella soddisfazione per la regista italiana, che dopo I am Banksy (che ha avuto numerosi riconoscimenti Oltreoceano) è ripartita dagli Stati Uniti con questo suo progetto.

Il corto è diviso in tre capitoli (ognuno recitato in lingua originale): il primo è ispirato ai versi del poeta russo Sergey Esenin, il secondo si basa su un romanzo di John Steinbeck che da il titolo all’opera, il terzo si chiude con dei brani poetici di Arthur Rimbaud. Ad unirli sono elementi primordiali quali l’acqua, il sangue, il fuoco, l’amore, Dio.

Una chiave di lettura più approfondita suggerisce che tutti i capitoli trattano il tema del sacrificio rituale in onore dell’amore, di Dio e della sacralità. Il “tempo” è la matrice della vita umana nel mondo, eppure se il tempo si fonde con il divino, ogni orologio viene annientato. Il cast è composto da un solo attore, ovvero Brian Witt (al secolo Matteo Fiori), presente nel secondo capitolo.

To a God unknown – Al Dio sconosciuto è stato realizzato con il prezioso supporto del gruppo di lavoro The Wild Bunch. Il montatore è lo stesso di I Am Banksy, ovvero Trevor Bishop. E lo stesso vale per la colonna sonora, firmata da Massimiliano Lazzaretti, qui affiancato da Tatiana Mele. Il direttore della fotografia è Frank Hoffman. Per quanto riguarda gli aspetti di visual effects ed effects templates sono state coinvolte numerose persone come Nassim Farin, Arseny Gutov a Lario Tus. Tra gli operatori Dylan Winter e Nik Rijavec. I doppiatori sono il russo Viacheslav Syngaevskiy, l’americano Richard Lloyd Stevens e il francese Frédéric Bernard. Il dipinto di Ofelia presente nel corso è stato realizzato da Claudia Drei, madre di Samantha Casella.

Intanto Samantha Casella ha iniziato le riprese del suo primo lungometraggio (prodotto da The Shadows Factory), dal titolo The fall of time. “Si tratta di un film diviso in tre capitoli che si intrecciano, una rivisitazione delle dottrine orfiche tra cui il mito di Orfeo e Euridice, riproposto in chiave moderna, così come il susseguirsi di diversi personaggi legati alla mitologia” – anticipa la regista – “I temi affrontati saranno diversi, a partire dallo scorrere del tempo e dal valore che ha esso in sospeso tra l’eternità e la mortalità. Ci sono poi temi intimisti: la coscienza, l’alienazione dell’individuo, l’amore come fonte di speranza e dolore. Infine, forse per la prima volta in una mia produzione, il film è attraversato da tematiche sociali quali la difficoltà di staccarsi da una struttura patriarcale e la ricerca di una fluidità sessuale in cui il genere significa intraprendere un percorso che parte da dentro”.

Il film verrà girato tra Italia, Francia e Stati Uniti. Tutto il cast tecnico cambierà dagli USA all’Europa, mentre il cast artistico è ancora in via di definizione.