Ritratto di Sarah Paone

Ci sono percorsi artistici che sembrano procedere per accumulo e altri che, invece, si costruiscono attraverso esperienze capaci di lasciare una traccia precisa. Quello di Sarah Paone appartiene alla seconda categoria: teatro, parola, corpo e voce sono gli elementi di una formazione che nel tempo l’ha portata ad attraversare autori, registri e linguaggi differenti.

Nata a Napoli, Sarah Paone si forma professionalmente alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, entrando in contatto con una dimensione teatrale nella quale la preparazione tecnica diventa parte essenziale del lavoro dell’attore. Un percorso che la conduce presto sulle tavole del palcoscenico e al confronto con testi importanti della drammaturgia classica e contemporanea.

Nel suo curriculum troviamo infatti Shakespeare, Kafka, Thomas Bernhard, Italo Calvino, Antonio Gramsci e Curzio Malaparte: mondi letterari molto diversi, accomunati dalla necessità di un interprete capace di lavorare non soltanto sulla parola, ma sulla presenza scenica e sulla trasformazione.

Tra le esperienze teatrali figura La dodicesima notte di William Shakespeare, con la regia di Marco Sciaccaluga e la produzione del Teatro Stabile di Genova. Nello spettacolo Sarah Paone interpreta Maria, all’interno di una messinscena che porta sul palco il vortice di equivoci, passioni e identità della celebre commedia shakespeariana.

Nel suo percorso compare anche Minetti di Thomas Bernhard, ancora con la regia di Marco Sciaccaluga, accanto a Eros Pagni e a un ampio cast. Un testo che interroga profondamente il mestiere dell’attore, il rapporto con il palcoscenico e quella zona sottile nella quale vita e rappresentazione finiscono quasi per confondersi.

Ma il teatro di Sarah Paone non passa soltanto attraverso i grandi classici. Nel suo curriculum compaiono anche esperienze come Apatia per principianti, diretto da Mario Jorio, Misura per misura di Shakespeare e Le città invisibili da Italo Calvino. A queste si aggiungono lavori legati alle parole di Antonio Gramsci e a Anche le donne hanno perso la guerra di Curzio Malaparte.

Un itinerario che mostra quanto il lavoro dell’attrice possa cambiare pelle: dal testo classico alla drammaturgia contemporanea, dal racconto storico alla parola letteraria, mantenendo come centro la capacità di dare corpo e voce a storie molto differenti.

Ed è proprio la voce a diventare un altro elemento significativo del suo percorso professionale.

Tra il 2022 e il 2023 Sarah Paone ha infatti svolto attività di docenza presso la Napoli Film Academy, occupandosi di dizione, articolazione e tecnica vocale. Un passaggio interessante perché racconta un altro lato del mestiere: non soltanto interpretare, ma trasmettere gli strumenti attraverso i quali una voce può diventare parte consapevole della costruzione di un personaggio.

Dietro ogni battuta pronunciata sul palco esiste infatti un lavoro invisibile fatto di respirazione, ritmo, ascolto, articolazione e intenzione. Elementi che lo spettatore forse non analizza mentre assiste a uno spettacolo, ma che contribuiscono a rendere credibile ciò che accade davanti ai suoi occhi.

È forse qui che il percorso di Sarah Paone diventa particolarmente interessante: nella capacità di muoversi tra discipline ed esperienze diverse senza perdere il rapporto con la materia primaria dell’attore, quella presenza umana che deve riuscire a trasformare parole scritte sulla pagina in qualcosa di vivo.

Dal palcoscenico alla formazione, passando attraverso personaggi e autori lontanissimi fra loro, il suo è un viaggio dentro il mestiere dell’interpretazione.

E quando un percorso abituato alla luce del teatro incontra territori più oscuri, il passo successivo può condurre altrove.

Proprio lì dove la scena comincia a sfumare nel buio.

Appare lei: Sarah Paone

Di Emanuela Ferrara

Emanuela Ferrara è una scrittrice horror torinese. Ha pubblicato Cronache Oscure e Il rumore sotto Berlino. Sul canale YouTube Echi Notturni conduce Parole nel Buio, format di interviste dedicato ad autori, registi, musicisti e nuove voci del panorama indipendente. Per Mondospettacolo scrive di letteratura, cinema di genere, musica, festival e cultura horror, con particolare attenzione alle realtà emergenti.

Un pensiero su “Sarah Paone: il teatro, la voce e quel passo nel buio”
  1. L’Italia, questo paese lascia andar via troppi di questi talenti che dedicano anima e corpo per trasmettere la propria passione nell’arte, in questo come in tanti troppi altri casi. Non si puo essere cosi ciechi.

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