“SCUSI, ATTRICE A CHI?”: LA NUOVA RUBRICA DI MONDOSPETTACOLO CURATA DA CRISULA STAFIDA

-Alte aspirazioni –

C’è un momento nella nostra esistenza in cui prende forma ciò che a lungo termine vorremmo fare, ciò che vorremmo essere. Il momento in cui proiettiamo la nostra vita perfetta nel firmamento dei desideri riponendo tutta la nostra motivazione e speranza in quel mestiere tanto ambito e desiderato fin da bambini che ci porterà inevitabilmente, lentamente e inesorabilmente alla pazzia.

Ma oggi posso dirlo “sono un’ attrice”, forse non è ancora arrivata la giusta occasione per arrivare al grande pubblico, ma nei miei lavori ho sempre ricevuto un ritorno di sincero apprezzamento. No, non credo di essere un’ illusa. O forse si, ma in fondo non lo siamo un po’ tutti? L’illusione è ingrediente fondamentale della tanto ricercata felicità.

Sappiate che fare  l’attore non è scegliere un mestiere, ma uno stile di vita. La difficoltà non è solo quella di rendere credibili i personaggi che si vanno ad interpretare sul set, la vera difficoltà è rimanere in piedi nell’intenso abisso oscuro in cui precipita un attore quando termina di lavorare ad un progetto, ossia “il tunnel nero del nulla nero”. Il tunnel nero del nulla nero è quel momento in cui un attore pensa “e ora caxxo faccio?” e precipita appunto nel nero dipinto di nero di una vita grottescamente precaria.

La crisi esistenziale con questi presupposti è chiaramente dietro l’angolo e quindi mi sento di consigliare a chi voglia intraprendere questo tipo di percorso di trovarsi anche un lavoro vero quanto prima, almeno finché Sorrentino non si degnerà di farvi firmare un contratto da protagonista indiscusso, ma anche in quel caso tenetevi buono il proprietario del ristorante pizzeria in cui nel frattempo avete trovato lavoro, che non si sa mai, potrebbe tornarvi utile qualora il tunnel nero del nulla nero faccia nuovamente capolino nelle vostre disgraziate vite. Ho sempre pensato che fare l’attore sia un mestiere o per ricchi o per stupidi e il fatto di non essere nata ricca non è di grande conforto alla mia autostima. Mi rimane da giocarmi la carta della sognatrice appassionata che persegue la sua vita ideale. Perché parliamoci chiaro, nessuno vuole fare l’attore per rimanere nell’anonimato e fare corti con gli amici del bar da presentare al Festival del Fungo Porcino o teatro da due soldi dividendosi pizzette e proventi a forma di spiccioli in serate andate storte in cui sono venuti ad applaudirti solo i parenti e qualche amico caritatevole. Se vuoi fare l’attore lo vuoi fare perché aspiri al grande pubblico, a presentare i tuoi film da protagonista fasciato in abiti che ti calzano a pennello nei festival più importanti del Mondo. Vuoi essere osannato dalla critica e amato da tutti. Vuoi colmare gli anni di porte in faccia e di provini risucchiati da un buco nero con “l’immortalità”. E non mi venite a dire “io no, lo voglio fare perché amo recitare, ho il fuoco sacro io” perché, a meno che non siate figli di papà annoiati e radical chic che non devono pagare le bollette, vi infilo nello sciacquone del cesso insieme al vostro alibi di convinzioni deviate. A presto Anime in cerca di dimora fissa…

Crisula Stafida

la foto è di Luigi Scuderi