Una notte che resterà nella memoria di Fiumicino

di Dino Tropea

Domenica 24 agosto 2025, la Corte di Villa Guglielmi ha vissuto una notte che difficilmente potrà essere dimenticata: l’anteprima nazionale di “Seconda Possibilità”. Spettaccolo scritto da Anna Chiara Giordani e diretto da Claudio Insegno, è andata in scena nell’ambito della rassegna “Sere d’Estate 2025” davanti a un pubblico gremito che ha riempito ogni sedia disponibile.L’atmosfera era quella delle grandi occasioni, con l’aria carica di attesa e il brusio che si spegneva poco a poco, fino al silenzio rispettoso che ha accolto l’inizio della rappresentazione.

La trama: la storia vera di Luciano Sordini. Il cuore pulsante dello spettacolo è la vita di Luciano Sordini, pugile e maestro di ring, ma soprattutto uomo che ha trasformato il dolore in insegnamento. Cresciuto tra difficoltà e bullismo, Sordini ha trovato nella disciplina della boxe non solo una via di fuga, ma una radice per rifondare sé stesso. La boxe diventa metafora: un ring dove imparare a cadere e a rialzarsi, un terreno morale dove ogni colpo incassato serve a respirare meglio e a non cedere al destino.

Anna Chiara Giordani ha saputo raccontare questa vicenda con una lingua viva e scarna, senza concessioni al melodramma. Le sue frasi arrivano come jab netti, colpi che non cercano l’effetto, ma aprono spazi di verità. Ogni pausa diventa racconto, ogni silenzio diventa parola non detta, ma percepita.

Gli interpreti: la carne e la voce della resilienza. Sul palco, tre attori hanno dato forma a questa storia di cadute e risalite. Stefano Ambrogi ha portato la sua ironia ruvida e autentica, la voce che sa diventare confidenza e allo stesso tempo memoria collettiva.

“È una storia vera che rappresenta la storia di molti”, ha dichiarato Stefano Ambrogi ai nostri microfoni. Ed è proprio questa la chiave del successo di “Seconda Possibilità”: non spettacolarizza il dolore, ma lo trasforma in occasione di incontro.

Valentina Olla ha incarnato rigore e grazia, muovendo il corpo con la precisione di chi sa che ogni gesto può diventare significato. Olla ha raccolto il testimone con la stessa intensità, affermando:

“Seconda possibilità qui è diventata una prima possibilità, e forse anche una delle tante possibilità che la vita offre. Non è uno spettacolo che guarda al passato con nostalgia, ma al futuro, mostrando come si possano affrontare le difficoltà, trasformandole in forza.

Federico Perrotta, anche co-ideatore del progetto, ha modulato toni leggeri e intensi, restituendo al pubblico quella capacità di respiro che serve quando l’emozione stringe la gola.

Accanto a loro, i giovani allievi di Sordini hanno prestato i corpi alla scena, mimando movimenti che hanno reso il racconto vibrante di realtà. Il loro ingresso è stato naturale, autentico, capace di trasformare il palcoscenico in un ring vivo, dove la fatica si percepiva nei muscoli e nel sudore.

La regia di Claudio Insegno. Claudio Insegno ha firmato una regia misurata e incisiva. La sua mano si è vista nei silenzi calibrati come colpi, nei cambi di luce che scandivano i round emotivi, nella capacità di non imporsi ma di ascoltare la storia e gli attori. Non ha cercato virtuosismi, ma equilibrio. Ogni scelta ha avuto il compito di avvicinare lo spettatore al cuore della vicenda, senza sovrastrutture. Il palco non era più un semplice spazio scenico: era davvero un ring, un’arena morale dove si combatteva con le armi del coraggio e della verità.

La scrittura di Anna Chiara Giordani. Alla base c’è un libro, “Seconda possibilità”, edito da Alpes Italia nel 2019. Un testo che nasce dall’incontro tra la scrittrice e il pugile, e che oggi trova una nuova vita sul palcoscenico. La penna di Giordani ha scelto una lingua asciutta e senza fronzoli, preferendo lasciare che la forza dei fatti parli da sola. Non indulge nella commozione facile, ma affida al pubblico il compito di sentire e riconoscere. In questo passaggio dal libro alla scena, le parole si sono fatte corpo e respiro, dimostrando che una storia vera, quando è raccontata con sincerità, non invecchia mai.

Una serata di applausi e riconoscimento. Alla fine, la Corte di Villa Guglielmi si è alzata in piedi. Una standing ovation lunga, sincera, ripetuta più volte. Non un applauso di cortesia, ma un tributo sentito alla storia e agli interpreti. Sul palco è salita anche il Vicesindaco di Fiumicino, Giovanna Onorati, per consegnare un riconoscimento a Giordani e a Sordini. Un gesto che ha aggiunto valore alla serata, sottolineando come la cultura, quando è vera e accessibile, diventi bene comune e strumento di coesione. La scelta di un ingresso gratuito fino a esaurimento posti è stata, in questo senso, un atto politico nel senso alto del termine: la bellezza condivisa, aperta a tutti, senza barriere.

Il tributo alla resilienza. Se c’è un filo rosso che lega la serata, è quello della resilienza. Non la resilienza intesa come slogan, ma come pratica di vita. Lo spettacolo ha mostrato come la caduta non sia mai la fine, ma il preludio a una rinascita. Ha mostrato che i colpi presi possono diventare insegnamenti, e che la fragilità è terreno fertile per la crescita. Federico Perrotta, ai nostri microfoni, ha ricordato che

“non è solo l’uomo ad avere bisogno di una seconda possibilità, ma l’intero mondo, perché cambiare strada è già una vittoria. Valentina Olla ha raccolto quel pensiero, ricordando che questa seconda possibilità può diventare una prima, e forse una delle tante che la vita ci mette davanti.”

Un percorso che unisce libro, teatro e vita. “Seconda Possibilità” non nasce dal nulla. È il frutto di un libro che ha raccontato una storia vera, di una scrittrice che ha scelto di dar voce a chi lotta in silenzio, di un pugile che ha saputo trasformare la sua esperienza in testimonianza. Ora è diventato spettacolo, grazie a una regia attenta e a interpreti che hanno dato corpo alle parole. È un percorso che dimostra come una storia autentica possa attraversare linguaggi diversi senza perdere forza, anzi, amplificandola.

Resilienza e “Lasciato Indietro”. In questo racconto c’è un collegamento naturale con un altro libro che parla di cadute e di rinascite, “Lasciato Indietro”. Anche lì la resilienza è protagonista, anche lì si parla di chi è stato escluso, dimenticato, abbandonato, ma ha trovato la forza di rialzarsi. Le due opere dialogano a distanza, mostrando che la resilienza non è privilegio di pochi, ma patrimonio di chiunque abbia affrontato il dolore e scelto di non arrendersi. È la stessa vibrazione che attraversa il ring di Sordini e le pagine di chi racconta la propria storia: la certezza che rialzarsi è possibile, che nessuno deve restare indietro.

Il futuro del Progetto. Dopo Fiumicino, “Seconda Possibilità” è pronto a partire per un tour nazionale che unisce teatro, narrazione sociale e promozione del territorio. Un progetto che dimostra come l’arte possa dialogare con le città, valorizzandone l’identità e trasformando le storie personali in patrimonio collettivo. Non è solo spettacolo, è metodo di cittadinanza, è invito a credere che il futuro può essere scritto in modo diverso, se abbiamo il coraggio di dare e ricevere nuove possibilità.

Il teatro come respiro comune. “Seconda Possibilità” ha ricordato che il teatro, quando è vero, non recita soltanto: respira. È stato respiro collettivo, energia condivisa, promessa mantenuta. Il pubblico è uscito lentamente, qualcuno ha alzato lo sguardo al cielo cercando le stelle, altri hanno mandato un messaggio con un semplice “c’ero”. La parola giusta per questa serata è proprio questa: esserci. C’erano gli attori, c’era la scrittrice, c’erano le istituzioni, c’era il pubblico. Insieme hanno firmato una sera che resterà, un tributo alla resilienza, un invito a non lasciare indietro nessuno.

Infine, lascio che a parlare siano le parole stesse dello spettacolo:

Di Dino Tropea

Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner