Dalla produzione di Alex De Rosso alla versatilità di una voce che non conosce confini linguistici. Seivox torna con un suono maturo, potente e curato nei minimi dettagli. In questa chiacchierata entriamo nel vivo del processo creativo di “Rispetto” e del progetto solista di Marco Lorenzon, tra influenze d’oltreoceano e radici ben piantate nel nostro Paese.

“Rispetto” affronta un tema forte come quello dei legami tossici: quando hai capito che era arrivato il momento di trasformare questa esperienza in musica?
RISPETTO è arrivata per necessità: avevo bisogno di sfogare la mia creatività in un momento forte e particolarmente critico della mia vita. Hai presente quando arriva l’ispirazione? Ecco, è avvenuto così. Non è stata una cosa maturata nel tempo o rivista a più riprese. Il riff, potente e deciso, è stato concepito subito insieme al testo. E’ rimasta nel cassetto per vent’anni, e poi è arrivato il mio risveglio come essere umano: ho voluto dare alla mia passione la possibilità di splendere come merita. E’ sempre stato un sogno per me provare ad immaginare come I miei brani avessero suonato se prodotti a livello professionale. Così ho pensato ad Alex De Rosso, che mi ha fatto questo enorme regalo nel donarmi tutta la sua abilità ed esperienza. Ho sempre considerato la musica come un mero passatempo, una passione da tenere nel cassetto e nulla di più e senza voler premiare veramente le mie potenzialità. Quanto volte ci siamo sentiti dire “ma dove pensi di andare con la musica? Accontentati di cantare bene sotto la doccia e pensa a lavorare!”. Credo invece che quanto ci si sente mossi da qualcosa la si debba seguire, quantomeno per darle la possibilità di nascere, e farci rinascere. RISPETTO ha avuto il ruolo di farmi sentire vivo quando stavo in fondo al barile e cercavo risposte. E quale luogo migliore per trovarle se non dentro se’ stessi, adagiati su quello stesso fondo?
Nel brano si percepisce una tensione emotiva crescente, ma in alcuni passaggi forse avrei osato ancora di più sull’esplosione finale: è stata una scelta di equilibrio o di contenimento?
Io credo che il suo tono sia lo stesso dall’inizio alla fine, ma questa osservazione mi viene fatta in molte delle interviste che sto rilasciando. Se mi chiedi se tutto sia migliorabile dico SI, CERTO! Sicuramente riascoltando alcuni passaggi in alcuni brani mi viene in mente che avrei potuto fare diversamente, ma quando hai tempistiche strette e risorse limitate ho maturato la convinzione che si debba anche accettare un compromesso. Sicuramente, se avessi inciso FUIT TEMPUS con una band stabile avrei potuto registrare qualcosa che si sarebbe evoluto in sala prove e valorizzarlo nel tempo e in studio di registrazione. In questo caso, abbiamo inciso dieci tracce vocali in dieci mezze giornate a una settimana dall’altra, tra turni di lavoro e impegni vari, con musicisti che lavoravano a distanza su delle mie preproduzioni molto grezze. Credo che il compromesso ci stia proprio tutto e ben accetto! Sono orgoglioso di questo risultato e ritengo che RISPETTO sia un brano che è uscito “di pancia”, con tutta la rabbia e la voglia di rifarmi che avevo all’epoca. Più che di “scelta” parlerei più di “istinto”, traghettato da uno dei più grandi chitarristi rock che abbiamo nel Bel Paese.
Nel testo c’è una frase molto incisiva, a tuo parere? Qualcosa che risalta rispetto a tutto il resto?
Quello che ancora mi colpisce di più è il “quello che tu vuoi, quello che non dai”, ad evidenziare il predicare bene e razzolare male, tipico di chi se ne approfitta sistematicamente del prossimo. Il brano esalta il concetto della maschera psicologica di chi è abituato a porre in essere la dualità come aspetto quotidiano, ben cosciente di quali siano le persone manipolabili. I vampiri energetici sono I primi a pretendere il rispetto nei loro confronti ma appena se ne presenta l’occasione ti investono a 100 all’ora, pensando principalmente al loro tornaconto personale. E non parlo solamente di denaro (di solito quella è la mazzata finale, la resa dei conti che si giocano in extremis), ma di tutti quegli aspetti che per loro sono fondamentali per apparire in una certa maniera (il modo di vestire, inibire comportamenti che loro invidiano, limitare la libertà altrui perché loro stessi non si sentono liberi ecc). Questo concetto è presente in tutto il brano e il ritornello ne sottolinea l’essenza. E poi c’è l’aneddoto simpaticissimo del “bevi ‘sta finestra o salta ‘sta minestra”: nel riascoltare l’incisione mi ero accorto di aver erroneamente scambiato l’ordine delle parole, ma Alex invece con grande intuito ha suggerito “no no, lasciamola così che è una figata!”. Effettivamente aggiunge quel tocco di incoerenza nel descrivere delle situazioni limite: questo sicuramente non è stato pianificato, ma creato dall’interazione tra artisti.
Guardando al tuo percorso, cosa rappresenta oggi questo singolo per la tua identità artistica e per il futuro che immagini?
Quello che spero è che RISPETTO sia il mezzo per entrare nel mondo della musica che conta, quella inedita fatta bene e che ha ancora qualcosa da dire. Sicuramente il mio è uno stile controcorrente oggi, se ascolto quello che passa in radio mi sento veramente lontano dal cosiddetto mainstream. Sono però convinto che la mia musica possa avere un posto tra quella definita come “fatta bene”. Ho voluto realizzare un prodotto professionale innanzitutto per me stesso, per coronare un sogno. In questo sogno però tutto è impostato come in quei dischi da cui ho sempre tratto ispirazione: supporto fisico, edizione limitata in termini di tiratura (500 copie), sound radiofonico, grandi musicisti che mi hanno aiutato a realizzarlo, brani anche in inglese per eventuale apertura verso teatri internazionali… insomma: sognare non costa nulla, ma se imposti le cose in maniera precisa aumenti le probabilità di godere di riscontri da diversi fronti, no?. Avrei potuto registrarlo chiedendo ad amici, in maniera amatoriale, ma avrebbe avuto un “tiro” completamente diverso, più artigianale. RISPETTO, ovvero FUIT TEMPUS, rappresenta il mio passaggio verso una concezione di sound più definita e che incontra le mie aspettative, sia come artista che come fruitore di musica. Mi piace molto l’idea di far suonare dallo stereo un disco che suona come FUIT TEMPUS. Ma con la mia voce dentro… è veramente una sensazione incredibile e bellissima ogni volta! Mi sento letteralmente un bambino che ha realizzato il desiderio più grande che aveva, e sono molto grato di tutto questo. Adesso ho concretamente un bel biglietto da visita che spero si materializzi presto in un progetto live attivo e che possa essere apprezzato nelle venues che contano. Poi il tempo sarà testimone di ciò che succederà da qui in avanti. Quello che desidero adesso è riuscire a migliorare come artista e a portare la mia musica a quanta più gente possibile, sperando di condividere passione ed emozioni attraverso ciò che scrivo.
