Sam Raimi riprende la macchina da presa e delizia il pubblico di appassionati fan con Send help, la sua nuova creatura che si può dire rispecchi appieno la natura poliedrica del regista e sceneggiatore, nonché produttore nato nel Michigan. 

Un survival thriller d’autore, con forti spunti comici da commedia nera e brividi horror, marchio di fabbrica della sua cinematografia.

Il cineasta infatti è entrato nel mito grazie soprattutto ad una poetica visionaria tracimante nell’orrore con La casa e i suoi due sequel che ne compongono la trilogia. Ma non solo, poiché il cineasta statunitense ha diretto lungometraggi che spaziano dal thriller Soldi sporchi ai cinecomic, con la trilogia di Spider-man, passando per il peculiare western Pronti a morire e la commedia grottesca I due criminali più pazzi del mondo. Da ricordare, inoltre, Drag me to hell, horror dalla fortissima vena ironica. Nell’ambito dei supereroi una menzione speciale anche per Darkman, con un personaggio impersonato da Liam Neeson e totale frutto della mente creativa e geniale di Raimi, ispiratosi a Il fantasma dell’opera e a L’uomo ombra. Da sottolineare anche Il grande e potente Oz, adattamento del famoso romanzo di Lyman Frank Baum e ideale prequel del celeberrimo film diretto da Victor Fleming nel 1939: Il mago di Oz. Linda Liddle, incarnata da Rachel McAdams (che per Raimi aveva già accettato un ruolo in Doctor Strange nel Multiverso della follia) è un’impiegata modello con una spiccata dote per numeri e bilanci, ma che viene maltrattata dal suo capo. Questi è Bradley, cui è stata affidata l’azienda da suo padre, e ha le fattezze di Dylan O’Brien. Un vero maschilista e cinico sessista che prova disgusto alla sola vista di Linda, la quale invece rientrava nelle grazie del genitore, che desiderava per lei un’adeguata promozione.

Rachal McAdams as Linda Liddle in 20th Century Studios’ SEND HELP. Photo by Brook Rushton. © 2025 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Un’opportunità seppur insperata per Linda sembra arrivare. Farà parte infatti di una spedizione di lavoro in viaggio verso oriente per un meeting molto importante. Durante il volo, però, qualcosa andrà storto e il velivolo precipiterà in mare. Tra tutti i colleghi, gli unici sopravvissuti saranno proprio lei e Bradley, neo naufraghi su un’isola deserta. Qui dovranno fare di tutto per sopravvivere a causa di una natura selvaggia e ostile, cercando di metter da parte i loro rancori. Il nuovo lungometraggio di Sam Raimi ha un ritmo adrenalinico e incalzante, ricco di ironia e comicità nera che ben si amalgamano con un plot da survival thriller e derive horror che stuzzicano il palato di fan di vecchia data del cineasta statunitense. Si ha però la sensazione che sarà apprezzato da un’ampia fascia di pubblico, poiché il grado di intrattenimento è davvero notevole. Send help è forte di uno script pressoché impeccabile scritta a quattro mani da Damien Shannon e Mark Swift, noti per aver sceneggiato Freddy Vs Jason e il reboot Venerdì 13 del 2009. Alcune sequenze orrorifche che rievocano idealmente La casa si percepiscono e regalano sublimi sorprese, cogliendole tra le immagini che rammentano di un mito intramontabile. La trama ha anche evidenti suggestioni che evocano Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, lungometraggio di Lina Wertmuller del 1974 con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, naufragati proprio come i qui protagonisti.

Un’altra coppia su un’isola deserta, quindi, ma nel film attuale il cinismo straripa in cattiverie sempre più estreme e sanguinarie, con un ribaltamento dei ruoli molto interessante, poiché vede in Linda una survivalista d’eccezione. Sam Raimi riesce a giocare su equilibri perfetti, senza realizzare un film prettamente femminista o dai toni indulgenti, poiché in entrambi i personaggi si evidenziano solo differenti livelli di malvagità egoismo e sadismo. Il comparto tecnico contribuisce alla buona riuscita del film, con al timone il cineasta visionario che ancora una volta dimostra grandissima maestria nell’uso della macchina da presa. La fotografia immersiva, curata da Bill Pope, il montaggio di Bob Murawski, serrato e febbrile, insieme alla colonna sonora assolutamente ad hoc realizzata dal sempre ispiratissimo Danny Elfman, contribuiscono a rendere Send help un film d’impatto e di grande intrattenimento. Il finale chiude degnamente il tutto con un plot twist ancor più cattivo, capace di rievocare anche La guerra dei Roses di Danny DeVito, e, non a caso, Rachel McAdams, perfettamente nella parte, elargisce sorrisi e occhiate ammiccanti che rammentano un’iconica Kathleen Turner, con quel tocco di follia e comicità nera che ne sublima l’interpretazione.

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