Serena Altavilla: influenze musicali, scrittura e concerti

Serena Altavilla si racconta, mettendo in risalto le influenze musicali che hanno reso la cantante una delle figure più interessanti del scena italiana. Un percorso tortuoso che ci porta ad “Epidermide” e, più recentemente, a “Morsa”, l’album ufficiale fuori su tutte le piattaforme digitali

Che genere musicale si ascolta in casa Altavilla? Ti ha influenzato per la tua carriera?

Beatles, Gabriella Ferri, Platters, Pino Daniele, Zucchero, tantissima musica napoletana, tantissima musica classica, tantissima radio, sono tutti suoni e atmosfere che mi hanno influenzato e che erano sempre molto presenti in casa.

Covid permettendo, sei una che elabora le idee e scrive molto a casa oppure, come alcuni, hai bisogno di uscire per essere produttiva?  

Dipende, a volte esco per andare al supermercato e poi devo scappare a casa perché ho una voglia impellente di scrivere. Non ho un modus operandi, sono davvero poco ordinata e mi lascio anche abitare da quel caos perché se lo provo a controllare mi annoio e rischio di censurarmi.

Com’è nato il pezzo “Epidermide”?

Mi sono seduta al piano e ci siamo trovati a metà strada, avevo in mente una rissa fra due persone molto stanche, rallentate, che alla fine si accarezzano e si perdonano.

Grazie alla musica hai avuto modo di esibirti anche all’estero. Ci sono esperienze che ricordi particolarmente? Il pubblico è più o meno caloroso rispetto all’Italia?

E’ meraviglioso suonare all’estero, sono particolarmente legata alla Francia, ho dei ricordi bellissimi,  il collagene di cui è fatta la musica è qualcosa di universale.