Sergio Marchionne: presentato il documentario sulla vita dell’uomo che ha rivoluzionato l’azienda più importante d’Italia

Per la prima volta un documentario ricostruisce la vita dell’uomo che ha rivoluzionato l’azienda più importante d’Italia: Sergio Marchionne.

Diretto da Francesco Miccichè, co-prodotto da Mario Rossini per RED FILM con RAI Documentari e Luce Cinecittà, e realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, Sergio Marchionne andrà in onda in una prima serata firmata Rai Documentari il 17 Dicembre 2021, alle 21:25, su Rai Tre e sarà poi disponibile su Rai Play.

Italiano d’origine e nordamericano di formazione, capo azienda di ampia visione, al vertice della più grande azienda manifatturiera italiana sull’orlo della bancarotta, in tre anni Marchionne ne mette in ordine i conti e, di fronte alla Grande Recessione globale, adotta un’imprevedibile strategia d’attacco sfidando l’impossibile. Le sue iniziative imprenditoriali e il suo stile di lavoro hanno suscitato passioni, diviso i media, anticipato la politica e irritato molti osservatori.

Il documentario segue le tappe principali della vita del manager, dalla sua infanzia in Abruzzo, l’emigrazione in Canada, la ribellione giovanile e gli inizi come dirigente. Fino a mostrarci i suoi successi, i sentimenti privati, il triste epilogo di un uomo che, con occhiali da vista e indossando un semplice maglione nero, si era imposto come uno dei manager più capaci del mondo.

©Mauro Scrobogna /LaPresse
05-07-2007 Torino
Economia
Presentazione FIAT 500
Nella foto: Sergio Marchionnne AD FIAT
New FIAT 500 presentation show

Un documentario molto valido, ma anche ricco di alcune mancanze ed episodi della lunga carriera del manager che, probabilmente, sarebbe stato impossibile riportare. Senza dubbio l’opera di Francesco Miccichè è stata complicata da concretizzare, nonostante il grande uso di immagini e di preziosi reperti recuperati dai vari archivi nel cercare di  restituire la complessità di un personaggio come Marchionne in un documentario dal taglio internazionale.

Marchionne è stato spesso osannato per le sue intuizioni, ma anche duramente criticato a causa dei metodi e dell’impatto a volte drammatico delle sue scelte. Forse il punto debole del documentario è rappresentato dalle interviste con i sindacalisti, i quali, pur difendendo giustamente i loro operai, non hanno compreso che il vero obiettivo del manager non era licenziare, bensì rendere le fabbriche competitive contro i colossi esteri.

Foto Marco Alpozzi – LaPresse
07 03 2017 Ginevra ( Svizzera )
Economia – Motori
Salone dell’automobile di Ginevra – Round Table con Sergio Marchionne
Nella foto: Sergio Marchionne
photo Marco Alpozzi / LaPresse
March 07, 2017 Geneve ( Swiss )
Economy
Geneva International Motor Show – Round Table con Sergio Marchionne
In the pic: Sergio Marchionne

In conclusione, un’opera realizzata con professionalità e che, come ha ammesso lo stesso regista, in futuro meriterà forse delle “aggiunte”. Un’opera su un figura che ha rappresentato un pezzo importante della storia industriale dell’Italia del ventunesimo. E vale la pena ricordare che la sua improvvisa scomparsa è dovuta quasi certamente alla vita incessante fatta di lavoro. Un esempio per i suoi operai, uno spauracchio per sindacalisti e deputati.

Bisogna infine precisare come l’approccio diversificato di Sergio Marchionne poggi le sue basi su un vasto repertorio tra Rai Teche, Istituto Luce-Cinecittà, CSC – Archivio Nazionale Cinema Impresa (Ivrea), Meeting di Rimini, le più prestigiose università italiane, Ferrari, La7, RSI e, soprattutto, gli archivi privati di Stellantis concessi in esclusiva. A cui si aggiungono le interviste ai più stretti collaboratori marchioniani: Maria Cristina Zilocchi, sua assistente personale in Fca, il politico Matteo Renzi, gli esponenti dei sindacati Maurizio Landini e Marco Bentivogli, del giornalismo, Mario Calabresi, Massimo Gramellini e Gianni Riotta, e dell’imprenditoria italiana e non. Da John Elkann a Steven Rattner, capo Task Force Industria Automobilistica dell’Amministrazione Obama.

 

Roberto Leofrigio