Shang-Chi e La leggenda dei Dieci Anelli: il supereroe ispirato a Bruce Lee

Collocandosi dopo gli eventi inscenati nel 2019 all’interno dell’Avengers: Endgame diretto da Anthony e Joe Russo, Shang-Chi e La leggenda dei Dieci Anelli trasferisce su grande schermo il supereroe Marvel suggerito dal titolo.

Supereroe che, creato nel 1973 da Steve Englehart e Jim Starlin, prese ispirazione dall’atleticissimo Bruce Lee, star cinematografica grazie ad ormai classici della celluloide d’arti marziali del calibro di Dalla Cina con furore e I 3 dell’operazione Drago.

Del resto, a differenza di colleghi di giustizia quali il tessi-tele Spider-Man o il Golia Verde Hulk, è nelle arti marziali che individua la propria specialità Shang-Chi, interpretato dal televisivo Simu Lu e del quale, tra l’altro, seguiamo il duro addestramento grazie ad una narrazione continuamente alternata tra il passato e il presente.

Narrazione che, dietro la macchina da presa, il Daniel Cretton autore del legal drama anti-razzista Il diritto di opporsi sfrutta per mostrarcelo obbligato a confrontarsi con trascorsi che credeva di essersi lasciato alle spalle quando viene trascinato nella rete della misteriosa organizzazione dei Dieci Anelli.

Man mano che viene ribadito che un debito di sangue deve essere ripagato con il sangue e che troviamo accanto al protagonista anche la sua migliore amica Katy, cui concede anima e corpo la Awkwafina vista, tra l’altro, in Ocean’s 8 e Jumanji: The next level.

Mentre Meng’er Zang, Michelle Yeoh e Tony Leung vestono rispettivamente i panni della sorella, della zia e del padre nel corso delle oltre due ore e dieci di visione che, oltretutto, recuperano da Iron man 3 di Shane Black il personaggio del bizzarro attore Trevor Slattery incarnato da Ben Kingsley, cui spetta buona parte dell’ironia indispensabilmente tirata in ballo nel film.

Quindi, cosa dobbiamo aspettarci da Shang-Chi e La leggenda dei Dieci Anelli, le cui ultime due sorprese sono poste durante e al termine dei titoli di coda? Con immancabile tripudio di elaborati effetti digitali a condire il tutto, senza dubbio un discreto intrattenimento in fotogrammi privo di pretese e non rientrante tra le meno riuscite avventure cinematografiche marveliane nell’ambito della Settima arte.

Ma anche un’operazione che, dopo aver regalato le sue due migliori sequenze in un lungo e divertente scontro a bordo di un bus in corsa privato dei freni e in una vertiginosa lotta consumata su impalcature, sembra perdere un certo senso del ritmo una volta che approda alla propria seconda parte.

Se, dunque, pop corn alla mano, sapete accontentarvi di un fanta-spettacolo multimilionario comprendente anche un confronto conclusivo con un imponente drago, Shang-Chi e La leggenda dei Dieci Anelli è il biglietto da acquistare che fa per voi… altrimenti vedete se trovate di meglio nella sala accanto.

 

 

Francesco Lomuscio