Tra Dubai, Milano e Parigi, la creative director lituana racconta una visione personale del lusso, fatta di tempo, privacy, bellezza essenziale e relazioni autentiche.
Abituata a muoversi tra moda, comunicazione, viaggi ed eventi internazionali, Simona Jakstaite conosce da vicino il linguaggio tradizionale del lusso. Abiti d’alta moda, hotel iconici, oggetti di design e destinazioni esclusive fanno parte del suo universo professionale e personale. Eppure, quando le si domanda che cosa rappresenti davvero il lusso, la sua risposta si allontana dall’ostentazione.
Per lei, il privilegio più raro non coincide necessariamente con ciò che si può acquistare. È la possibilità di scegliere come vivere il proprio tempo, proteggere la propria intimità e circondarsi soltanto di persone e oggetti capaci di trasmettere qualcosa di autentico.
Che cos’è, per te, il vero lusso?
Il vero lusso è la libertà. La libertà di scegliere come utilizzare il proprio tempo, dove vivere, con chi condividerlo e quali persone o situazioni lasciare fuori dalla propria vita. Significa poter rallentare, non essere costretti a dire sempre di sì e non dover dimostrare continuamente qualcosa agli altri.
Naturalmente amo gli oggetti belli, la moda e il design, ma credo che il lusso più importante sia una condizione interiore: sentirsi sereni, protetti e liberi di essere se stessi.
La tua idea di lusso è cambiata nel corso degli anni?
Molto. Quando si è più giovani, è facile associare il lusso a qualcosa di immediatamente riconoscibile: una borsa, un gioiello, un hotel o un’automobile. Con il tempo si comprende che gli oggetti possono rendere la vita più bella, ma non necessariamente più felice.
Oggi considero l’assenza di fretta, la privacy, la salute e la tranquillità mentale molto più preziose di qualsiasi bene materiale. Il lusso è svegliarsi senza ansia, avere tempo per una colazione lenta e poter trascorrere una giornata senza sentirsi continuamente inseguiti dagli impegni.
Vivere a Dubai ha influenzato questa visione?
Dubai mostra il lusso nella sua dimensione più spettacolare: architettura, servizio, ospitalità e possibilità che sembrano non avere limiti. Ma vivendoci si comprende che il valore della città non è soltanto nella sua opulenza.
Per me il lusso di Dubai è anche la sicurezza, l’efficienza e la sensazione di poter costruire liberamente la propria vita. È poter viaggiare con facilità, incontrare persone provenienti da culture diverse e poi tornare in un luogo che si percepisce davvero come casa.
Qual è il rapporto tra moda e lusso?
La moda può essere una forma di lusso quando esprime identità, ricerca e artigianalità. Non credo invece che indossare molti loghi renda automaticamente una persona elegante.
Preferisco un blazer perfettamente costruito, un paio di jeans dritti e un accessorio scelto con attenzione. Il lusso è anche conoscere se stessi abbastanza bene da non avere bisogno di seguire ogni tendenza.
Un capo diventa veramente prezioso quando ti rappresenta e continua a piacerti nel tempo, non soltanto quando viene riconosciuto dagli altri.
Il lusso discreto è diventato una tendenza. Che cosa significa realmente per te?
Non credo che il lusso discreto significhi semplicemente indossare beige o scegliere capi senza loghi. È soprattutto un atteggiamento.
Significa acquistare meno, ma scegliere meglio. Apprezzare la qualità senza sentire il bisogno di spiegarne il prezzo. Possedere oggetti importanti senza trasformarli in una dimostrazione permanente del proprio successo.
La vera eleganza non chiede continuamente attenzione. Si percepisce nei dettagli, nel modo di parlare, nella cura che una persona dedica agli altri e nella sicurezza con cui entra in una stanza.
Che ruolo ha la casa nella tua idea di lusso?
La casa è uno dei lussi più intimi. Deve essere il luogo nel quale si può abbandonare il proprio ruolo pubblico e tornare semplicemente a essere se stessi.
Amo gli ambienti luminosi, le piante, l’arte e gli oggetti di design scelti lentamente. Non mi interessa riempire uno spazio, preferisco che ogni elemento abbia una ragione per essere presente.
Sono particolarmente legata ai miei quadri astratti, perché li ho dipinti durante un periodo molto bello della mia vita. Non hanno valore soltanto come oggetti decorativi: contengono un ricordo, un’emozione e una parte di me. È questo che rende qualcosa davvero prezioso.
E quando viaggi, che cosa consideri un’esperienza di lusso?
Il vero lusso non è necessariamente visitare il maggior numero possibile di destinazioni. È avere il tempo di comprendere un luogo, osservarlo e viverlo senza trasformare ogni momento in un contenuto da pubblicare.
Può essere un grande hotel, ma anche una passeggiata in una città quasi vuota, un tramonto sul mare o una cena con poche persone e una conversazione interessante.
Mi piace viaggiare con comodità, ma soprattutto mi piace sentirmi presente. Un’esperienza perde parte del proprio valore quando siamo troppo impegnati a mostrarla agli altri.
Come concili questa riservatezza con un lavoro fortemente legato all’immagine e ai social media?
L’immagine fa parte del mio lavoro e mi piace creare contenuti, raccontare la moda, i viaggi e gli eventi. Ma credo sia fondamentale conservare una parte della propria vita che non appartenga al pubblico.
Non tutto deve essere mostrato. Alcuni momenti diventano più preziosi proprio perché rimangono privati.
Oggi la privacy è una delle forme di lusso più rare. Essere visibili può offrire molte opportunità, ma poter decidere che cosa non condividere è altrettanto importante.
Anche l’amore può essere considerato un lusso?
Assolutamente sì. Essere amati per ciò che si è realmente, senza dover interpretare un ruolo, è un privilegio enorme.
Per me il lusso in una relazione è sentirsi compresi anche senza parlare, poter condividere il silenzio e sapere che accanto a quella persona si può essere forti, fragili, eleganti o completamente naturali.
È sentirsi protetti senza perdere la propria libertà. Non è qualcosa che si può acquistare o costruire attraverso l’apparenza.
Quali sono i piccoli lussi della tua quotidianità?.
Mi piace anche trascorrere una serata con pochi amici, magari davanti a un calice di champagne e con una vista capace di ispirare una bella conversazione. Sono momenti semplici, ma diventano rari quando la vita è molto veloce.
Come immagini il futuro del lusso?
Credo che sarà sempre più personale e meno ostentato. Le persone cercheranno qualità, artigianalità, benessere, privacy e servizi capaci di restituire tempo.
Il vero privilegio non sarà possedere più cose, ma poter scegliere meglio. Anche i grandi marchi dovranno creare esperienze autentiche e non limitarsi a produrre oggetti costosi.
Il lusso del futuro sarà la possibilità di vivere bene senza sentirsi costantemente osservati, affrettati o obbligati a dimostrare il proprio valore.
Se dovessi riassumere il vero lusso in una sola frase?
«Il vero lusso non è ciò che mostri, ma ciò che non senti più il bisogno di dimostrare.»