Siriana Wei ha scritto il suo primo romanzo a diciassette anni. “Eroi della terra” è un fantasy che parla di ecologia, inclusione e spiritualità, con una voce giovane e determinata. Abbiamo fatto qualche domanda all’autrice per capire da dove viene questa storia e dove vuole arrivare.

Siriana, hai scritto “Eroi della terra” a diciassette anni. Raccontaci com’è nata l’idea, perché proprio un fantasy e perché proprio quei tre ragazzi con quei poteri.

L’idea mi è venuta grazie a un libro regalato a mio fratello: Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo. Quando lui finì di leggerlo, ero curiosa, così cominciai a leggerlo anch’io. A quel tempo non avevo un’idea di cosa fare da grande, ma dopo la lettura di quel libro capii che volevo fare la scrittrice. I personaggi che ho creato sono un “io” diviso in tre ragazzi, e mi sono sempre piaciuti i poteri elementali.

Il tema ambientale è al centro del romanzo in modo molto diretto. Nel libro c’è una scena in cui i ragazzi puliscono la spiaggia e creano un’app chiamata “Il mare nelle nostre mani”. Come mai hai voluto che l’impegno civile passasse attraverso azioni così concrete?

Il tema ambientale è saltato fuori perché era il periodo degli scioperi per l’ecologia. Siccome penso che questo impegno debba partire da ognuno di noi, anche se facevamo tutti quegli scioperi, non vedevamo risultati. Penso soprattutto che le persone debbano cominciare da se stesse a purificare il mondo; abbiamo la priorità di salvaguardare l’ambiente non solo nella politica, ma soprattutto nel nostro quotidiano.

C’è un momento nel romanzo in cui il nonno dice ai tre ragazzi di non arrendersi mai, “neanche se doveste morire”. È una frase forte per un libro scritto a diciassette anni. Da dove viene questa intensità?

​L’intensità di questa frase è emersa quando, fin da piccola, tutti mi dicevano: è soltanto una ragazza che non riuscirà mai a trovare qualcosa che è adatto a lei” Però lei non si è limitata a dirmi queste cose mi ha detto di andare avanti e trovare la mia strada la mia dottoressa, Vincenza Piemontese, che mi ha sostenuta da quando avevo circa sette anni fino alla scrittura del mio libro. Lei mi ripeteva che non dovevo mollare e che dovevo essere orgogliosa di come fossi. Siccome io – essendo una persona con disabilità, nello specifico tetraplegia spastica – ho sempre sottovalutato me stessa, questa frase vuole essere un omaggio alla dottoressa Piemontese.

Hai trovato la casa editrice dopo un periodo lungo di ricerca. Come hai vissuto quel tempo di attesa e cosa ti ha insegnato sull’editoria italiana?

Quando non riuscivo a trovare la casa editrice giusta non mi arrabbiavo, ma mi sentivo delusa dall’editoria italiana. Su ogni sito, infatti, c’era una cifra veramente alta da pagare. Essendo una ragazza con disabilità, non volevo far spendere tutti quei soldi ai miei genitori; ero davvero scoraggiata, anche perché sapevo che, in teoria, le case editrici non dovrebbero chiedere denaro ai propri autori. Alla fine, però, sono riuscita comunque a trovare un editore che mi ha capita e mi ha fatto un’offerta.

https://www.booksprintedizioni.it/libro/romanzo/eroi-della-terra

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