Sleeper di Philippe Gagnon

Philippe Gagnon è un regista e montatore canadese noto per film e serie tv di genere thriller e drama. Oggi parleremo di un suo lavoro per la tv del 2018, Sleeper, accompagnato in Italia dal sottotitolo banalotto Doppia Identità, che per altro può anche risultare fuorviante, a dirla tutta. La Sleeper (Dormiente) del titolo è senz’altro la giovane protagonista Jennifer, però non è lei ad avere una doppia identità. Vabbè, lasciando da parte le disquisizioni su questi inutili sottotitoli che per me si potrebbero benissimo evitare, veniamo a concentrarci sul film. Sleeper ha una struttura thriller che vira verso il poliziesco e la spy story, per una durata canonica di circa un’ora e trenta. Tendenzialmente non annoia, ma non riesce assolutamente nemmeno a coinvolgere, non c’è mai suspense, ed il focus è sulla caccia al tesoro che la protagonista si troverà a fare per capire chi è veramente l’uomo che ha sposato e che le dorme a fianco. Con una gestione migliore della tensione si sarebbe potuto realizzare un lavoro più riuscito, mentre la povera protagonista, la bionda Kara Kilmer, si trova a dover reggere tutta l’opera sulle sue spalle, riuscendoci solo in parte.

Jennifer è sposata col fioraio Freddy, ed ha una cara amica, Connie. Il giorno dopo il loro anniversario di matrimonio, Jennifer, da un bar in cui sta prendendo un caffè, vede Freddy discutere animatamente con una donna. Dopo averlo seguito lo chiama al cellulare e lui mente dicendo di trovarsi in negozio con dei clienti. Da quel momento i sospetti su una possibile relazione extraconiugale del marito cominceranno a farsi strada nella mente di Jennifer, che ne parla con l’amica Connie, a cui confida tutto. Nel frattempo Freddy viene investito davanti casa da un’auto guidata da un uomo che sembra conoscerlo bene: l’incidente non è stato casuale, quindi, ma perché Arthur Stern, a capo di una società di telecomunicazioni miliardaria, ha cercato di uccidere un povero fioraio? Freddy va in coma, ed il girotondo di persone che cominciano a muoversi intorno al suo letto d’ospedale aprirà gli occhi alla giovane sposa su chi sia veramente quell’uomo che di notte parla nel sonno farfugliando nomi in un dialetto ed una lingua che non sono certo americani.

L’idea per un buon thriller c’era, ma il gioco non è stato condotto bene. La regia è a dir poco scolastica, sciatta, senza alcun guizzo interessante che possa servire a costruire una minima tensione. Gli attori sono piuttosto bravi ma diretti male e lasciati a loro stessi, tanto che alcuni personaggi, come lo stesso Freddy o sua madre Barbara, risultano così sopra le righe da farci capire subito che qualcosa nelle loro versioni dei fatti non quadra, e si comincia subito a sospettare di loro e della loro integrità. Non si sfruttano bene nemmeno le poche scene in serale, proponendo un film per la maggior parte luminoso e per nulla misterioso, sebbene del mistero faccia il suo fulcro. I dialoghi sono imbarazzanti, ed il doppiaggio italiano non aiuta nemmeno un po’. E poi trovo particolarmente fastidioso l’abuso che si fa in questi filmetti thrilling dei cliché legati agli Stati Uniti d’America (sebbene questo sia girato interamente in Canada), che spero, peraltro, non corrispondano a realtà. Perché una famiglia americana normale dovrebbe puntualmente tenere la chiave di casa sotto lo zerbino davanti alla porta? Nasconderla in un posto un po’ più originale e meno gettonato no? Perché nessuno ha mai un sistema d’allarme? E perché non si dice subito la verità alle forze dell’ordine? Insomma, talvolta viene proprio da dire che certi protagonisti si meritino quello che capita loro, per non dire anche di più! Non sopporto, poi, neanche queste scialbe mogliettine che pur di tenersi il fisicato ed aitante marito bevono come delle tonte qualsiasi baggianata il maschio alfa proponga! Jennifer arriva a non chiamare la polizia con la casa completamente sottosopra dopo un’irruzione forzosa perché Freddy le ha detto di non farlo (per non far scoprire i suoi altarini, ovviamente), e lei se ne starà lì dentro da sola senza dire una parola al gentile Detective Brent che segue il caso dell’investimento di suo marito.

Ad interpretare la bella addormentata dal fioraio troviamo la biondina texana Kara Killmer, attrice soprattutto di serie tv, che risulta, a mio parere, l’unica veramente credibile di tutto il film, interpretando bene il ruolo del pulcino abbandonato a cui tutto il mondo crolla addosso all’improvviso. Al suo fianco, nel ruolo dell’ambiguo Freddy, lo spilungone canadese Brett Donahue, per nulla credibile qualsiasi cosa dica. Così come si smaschera subito la madre dell’uomo, Barbara, interpretata dall’attrice canadese Barbara Gordon, nota per aver preso parte all’iconica pellicola di David Cronenberg del 1988 Inseparabili (Dead Ringers). Altera ed altezzosa, è ovvio che abbia molti segreti da nascondere alla ingenua nuorina. Poco trasparenti sono anche le altre due donne importanti di questa pellicola per un buon 80% al femminile: Connie, l’amica di Jennifer, interpretata dall’attrice canadese di origini vietnamite Mylène Dinh-Robic, e Anna, la misteriosa bionda che gira intorno a Freddy, interpretata dalla canadese Rayisa Kondracki.

Gagnon prova a creare qualche escamotage che possa rendere la storia intrigante, ma ci riesce solo a metà, e facendo leva su una buonissima dose di sospensione dell’incredulità. Freddy nei sotterranei del suo negozio di fiori ha una stanza segreta con documenti scottanti ed una pistola … possibile che in sette anni di matrimonio Jennifer non si sia mai resa conto di questo? Che famiglia può essere quella in cui una moglie non è mai scesa nella cantina del negozio del marito, o addirittura non sa che nella propria rimessa di casa è celata una cassaforte? Davvero troppo assurdi ed insensati, questi misteri, per essere credibili, ed il pathos va così a farsi benedire. Perche Freddy dovrebbe incontrare il ricchissimo Arthur Stern, col quale ha rapporti tutt’altro che buoni, in un parco pubblico davanti a tutti? Forse per paura? Può darsi, ma va da sé che la cosa è quantomeno poco credibile, soprattutto visto l’epilogo di questo tête-à-tête. Quello che rende non sufficiente questo film, secondo me, è che non c’è nulla di nuovo, tutto si arena nel già visto, nel prevedibile, e la virata verso lo spionaggio non serve a risollevarne le sorti, ma anzi, lo affossa ancora di più. Tutto troppo ovvio, evidente, e quindi ci si stupisce di come Jennifer faccia a non capire subito la situazione!

Per altro le atmosfere della pellicola di Gagnon ricordano molto da vicino quelle di una serie televisiva di spionaggio, The Americans, andata in onda circa dieci anni fa sulla rete Fox ed ambientata negli anni Ottanta sullo sfondo della guerra fredda con protagoniste due spie russe del KGB che cambiano identità per acquisire notizie dagli Americani. Insomma, tra spie russe, agenti dell’FBI in incognito e segreti di Pulcinella, Sleeper si dimostra una pellicola senza alcun tipo di carattere, spesso lentissima ed a tratti noiosa. Gagnon saltabecca dal dramma familiare, con tanto di ex aborto alle spalle, al giallo, allo spionaggio, al poliziesco. Ne esce un ibrido che non è né carne ne pesce e che difficilmente può coinvolgere fino in fondo lo spettatore, anche quello meno esigente. Non si scava nel profondo, non si lascia qualcosa in sospeso, non si delineano personaggi ambigui che poi ci stupiscono: tutto è troppo netto, troppo delineato fin dal principio, e va da sé che a lungo andare non può che annoiare. Anche il finaletto da love story da quattro soldi risulta davvero poco credibile ed ancor meno efficace. Non c’è alcun climax, lo svolgimento di questo film è quanto di più piatto possa esistere al mondo! Sebbene ben ci si aspetti all’inizio da un Freddy che farnetica frasi e nomi incomprensibili nel sonno, tuttavia mettere la povera Jennifer “a letto col nemico” non servirà a risollevare le sorti di questo blockbuster televisivo che col bellissimo film di Joseph Ruben, interpretato nel 1991 da una giovane Julia Roberts, non ha veramente nulla a che vedere.

Francamente, evitabile.

 

https://www.imdb.com/title/tt6932318/

 

 

Ilaria Monfardini