So cosa hai fatto: un maledetto segreto e un’estate di sangue

La regista e sceneggiatrice Jennifer Kaytin Robinson dirige So cosa hai fatto, legacy sequel dell’omonimo lungometraggio del 1997 di Jim Gillespie, che nasceva sulla scia di Scream, il capolavoro di Wes Craven dell’anno precedente che ha rivoluzionato e rigenerato il filone slasher.

Ispirato al romanzo I know what you did last summer di Lois Duncan, del 1973, il film apre partendo da una ripresa sul mare va a salire sulla scogliera, quindi con lo stesso piaanosequenza che apriva il film del 1997, che aveva però un incipit decisamente più cupo grazie al brano Summer breeze dei Type 0 Negative.

Tra analogie e non, gli eventi si svolgono ventisette anni dopo gli omicidi di Southport, quando il killer con l’uncino ritorna nella cittadina per una nuova estate di sangue colpendo un gruppo di amici: Ava, Danica, Teddy, Milo e Stevie, i quali, tutti insieme, un anno prima avevano insabbiato un incidente d’auto in cui erano stati coinvolti e di cui vogliono serbare il maledetto segreto. So cosa hai fatto mantiene inalterata la formula del killer che punisce chi si è reso colpevole di un omicidio e vuole celarne la verità, però presta il fianco al politicamente corretto, inserendo personaggi che ammiccano all’inclusività, senza averne l’urgenza né la sincerità. È così che ogni carattere resta in superficie, conferendo piattezza ai protagonisti, che invece avrebbero goduto di maggiore spessore e con i quali difficilmente si empatizza a causa del fatuo ascendente che suscitano.

Le sequenze di omicidio sono meno efferate rispetto a quelle del film originale, effetto dovuto anche alla plasticità di un’azione mai convincente, cui spesso il colpo inferto non evoca la crudezza dei vecchi slasher in cui l’assassino, quasi sempre mascherato, colpiva con violenza e i personaggi erano le vittime designate perché dedite a comportamenti discutibili: come l’inclinazione all’ubriachezza, al sesso e all’abuso di droghe. L’unico rimando ai tabù delle moralità infrante è il consumo di marijuana di cui fa uso Ava, alla quale presta il volto Chase Sui Wonders, che è la migliore amica di Danica, portata in scena da Madelyn Cline, prossima alle nozze con Wyatt alias Joshua Orpin. La regia di Jennifer Kaytin Robinson è impalpabile e quanto mai anonima, e oltretutto si fregia di presentare scene prive di pathos e atmosfera, rinunciando alle tenebre in occasioni che avrebbero richiesto l’oscurità per aumentare tensione e brivido, che invece si cerca di dare ricorrendo ad un paio di jump scare desueti e inutili.

Anche l’impalcatura scenografica è molto povera e non si percepisce mai il senso dell’ambientazione, il contesto infatti è privo di spessore, Southport sembra una cittadina abitata da cartonati e in alcune situazioni si sfiora il ridicolo per una messinscena davvero mediocre. Ritornano anche alcuni personaggi del primo capitolo quali Julie James e Ray Bronson, incarnati da Jennifer Love Hewitt e Freddie Prinze Jr., nel tentativo di portare nuova linfa ad un franchise che ha bisogno di personaggi più carismatici per dar senso a quelli odierni, cui si aggiungono Teddy, Milo e Stevie, ovvero Tyriq Withers, Jonah Hauer-King e Sarah Pidgeon. A completare il cast anche Billy Campbell, il Cliff Second de Le avventure di Rocketeer di Joe Johnston, del 1991. Le uniche frecce che So cosa hai fatto ha nel suo arco sono relative all’intrattenimento puro e semplice, purché però si abbiano poche pretese e si applichi a dovere la sospensione di incredulità, consumando durante la visione tanti popcorn e bevande fresche a volontà.

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